Bernie Sanders, Zohran Mamdani e Alexandria Ocasio-Cortez guidano un movimento socialista che punta a conquistare il Partito Democratico e che ha qualche possibilità di esprimere il candidato alla Casa Bianca nel 2028. La loro sfida più grande, però, non sono gli avversari interni: è una tradizione politica che respinge il socialismo da sempre, come avevano capito già Karl Marx e Friedrich Engels. In un'analisi pubblicata sulla National Review, Rich Lowry ripercorre i tentativi dei due padri del comunismo di spiegare perché la rivoluzione proletaria non arrivava proprio nel paese dove la loro teoria la prevedeva per prima.
Secondo la teoria di Marx, gli Stati Uniti erano il paese capitalista più avanzato del mondo e si stavano industrializzando a grande velocità: dovevano quindi essere i più vicini alla rivoluzione socialista, considerata inevitabile. "Il paese industrialmente più sviluppato mostra a quello meno sviluppato l'immagine del suo futuro", scrisse Marx nel Capitale. Le previsioni in questo senso furono innumerevoli: nel 1907 un dirigente dei socialdemocratici tedeschi arrivò a dire che "gli americani saranno i primi a inaugurare una repubblica socialista".
La rivoluzione però non arrivò e i due dovettero spiegare il ritardo. Marx indicò la mobilità dei lavoratori americani, che impediva la formazione di una classe di diseredati: "Il salariato di oggi è domani un contadino indipendente o un artigiano che lavora per conto proprio. Scompare dal mercato del lavoro, ma non finisce nell'ospizio dei poveri".
Engels aggiunse altri due elementi. Il primo era l'assenza di un passato feudale: gli americani, scrisse, "sono conservatori nati, proprio perché l'America è così puramente borghese, così del tutto priva di un passato feudale e perciò orgogliosa della sua organizzazione puramente borghese". Il secondo era la prosperità: "Il tenore di vita dell'operaio americano è considerevolmente più alto perfino di quello britannico", osservò Engels, "e questo da solo basta a tenerlo indietro ancora per qualche tempo".
Anche gli intellettuali di sinistra americani si sono interrogati a lungo sul fallimento del socialismo nel loro paese. Il politologo Seymour Martin Lipset, nel libro scritto con Gary Marks It Didn't Happen Here: Why Socialism Failed in the United States, ricorda che questi attribuirono il fallimento a un insieme di caratteristiche e valori che chiamarono "eccezionalismo americano", un termine poi adottato dai conservatori come descrizione positiva del paese. Lipset e Marks passarono in rassegna le spiegazioni possibili: la difficoltà di farsi spazio in un sistema dominato da due soli partiti, la rigidità ideologica del Partito Socialista d'America a inizio Novecento e l'incapacità del partito e del movimento sindacale di lavorare insieme. Ma conclusero che il fattore più profondo era la cultura del paese, fondata sull'individualismo e sulla diffidenza verso lo Stato: prima della Grande Depressione perfino le organizzazioni dei lavoratori americane erano ostili all'intervento statale.
Qualche successo locale il socialismo americano lo ottenne comunque a inizio Novecento, soprattutto a Milwaukee. I Democratic Socialists of America, la principale organizzazione socialista del paese, stanno cominciando a replicare quei risultati e sono in condizione di giocarsi una posta più alta, anche se dovranno superare le resistenze radicate nella società americana.
Negli anni Trenta il socialista radicale Leon Samson descrisse l'americanismo come "un assenso solenne a una manciata di nozioni definitive, democrazia, libertà, opportunità, a cui l'americano aderisce razionalisticamente proprio come un socialista aderisce al suo socialismo: perché gli fa bene, perché gli dà lavoro, perché, così pensa, gli garantisce la felicità". La sua conclusione era che "l'americanismo ha funzionato da sostituto del socialismo".
Sanders, Mamdani e Ocasio-Cortez puntano a rovesciare questa dinamica e a sostituire l'americanismo con il socialismo. Per Lowry è un progetto che va contro la tradizione e i costumi del paese e sul quale perfino Marx ed Engels avevano dei dubbi.
