Ken Paxton, procuratore generale del Texas e candidato repubblicano al Senato alle elezioni di novembre, ha votato sei volte negli ultimi due anni usando un indirizzo dove non abita più, secondo un'inchiesta di ProPublica e del Texas Tribune. Paxton è la massima autorità del Texas nell'applicazione delle leggi, comprese quelle elettorali, e negli ultimi anni ha fatto della lotta ai brogli una priorità del suo ufficio.
A febbraio, due settimane prima delle primarie, Paxton ha annunciato una linea telefonica per raccogliere segnalazioni su presunti brogli. Il comunicato rimandava a una guida del suo ufficio sulle leggi elettorali del Texas, che avverte: "è illegale dichiarare nei registri elettorali una residenza diversa da quella reale" e "bisogna registrarsi per votare all'indirizzo in cui si abita".
La moglie Angela Paxton, senatrice statale, ha chiesto il divorzio nel 2025 accusandolo di adulterio e ha scritto negli atti che il marito aveva lasciato un anno prima la casa di famiglia nella contea di Collin, in un sobborgo a nord di Dallas. Paxton però risulta ancora registrato per votare a quell'indirizzo e da lì ha votato in sei elezioni, comprese le primarie repubblicane di marzo e il ballottaggio di maggio che lo ha reso il candidato del partito al Senato contro il democratico James Talarico. Una fonte vicina alla famiglia ha detto ai due giornali che il procuratore non è mai tornato a vivere in quella casa.
Dove Paxton abiti davvero non è noto, ma dallo scorso febbraio diversi indizi lo collegano a una villa di circa 460 metri quadrati, messa in vendita per 2,4 milioni di dollari, in una comunità recintata della vicina contea di Denton. La casa è stata comprata a metà febbraio da un trust e una settimana dopo il trust cieco che Paxton condivide con la moglie, una fiduciaria che i due usano per comprare immobili e altri beni, ha spostato il proprio indirizzo da un palazzo di uffici della contea di Collin proprio a quella villa. Nella cassetta della posta un giornalista ha visto una busta indirizzata a Warren Paxton, il vero nome del procuratore, e in un podcast registrato a giugno Paxton è apparso seduto davanti a un caminetto quasi identico a quello delle foto dell'annuncio immobiliare. A maggio il Daily Mail ha scritto che Paxton si è trasferito nella villa con Tracy Duhon, la donna con cui avrebbe avuto la relazione extraconiugale che ha spinto la moglie a chiedere il divorzio.
Paxton non risulta però registrato per votare nella contea di Denton. La differenza non è solo formale: in Texas ogni contea elegge i propri funzionari locali ed è per questo che la legge impone di registrarsi dove si abita. Votare senza averne diritto è un reato grave, punito con una pena fino a 20 anni di carcere e una multa fino a 10.000 dollari. Tre avvocati esperti di diritto elettorale hanno detto ai due giornali che Paxton potrebbe aver violato proprio le norme richiamate dal suo ufficio.
I processi di questo tipo sono comunque rari, perché le violazioni sono difficili da dimostrare. I tribunali del Texas hanno stabilito più volte che non esiste un criterio unico per determinare dove vive una persona e i giudici devono valutare più fattori, come il luogo in cui dorme o tiene i propri effetti personali. Serve inoltre la prova che l'elettore abbia violato la legge in modo consapevole e intenzionale. La legge permette anche di restare registrati a un indirizzo in cui non si vive se l'assenza è temporanea e si ha intenzione di tornare, una norma usata di solito da studenti universitari e militari.
La separazione pubblica e conflittuale rende però difficile sostenere che Paxton intenda tornare nella casa dove vive ancora la moglie, ha detto David Becker, ex avvocato del Dipartimento di Giustizia per i diritti di voto e oggi direttore del Center for Election Innovation and Research, un'organizzazione non profit di Washington che lavora per rafforzare la fiducia nelle elezioni. "Ci sarebbero domande su una residenza dove una persona non vive, non passa la notte e non può in alcun modo avere l'intenzione di continuare a risiedere", ha detto Becker ai due giornali, aggiungendo che il caso è tanto più problematico perché il compito di Paxton è far rispettare le leggi elettorali.
Paxton ha chiesto per anni un'applicazione severa della legge texana contro le frodi elettorali, anche in casi che riguardavano la residenza degli elettori. Nel 2018 la sua unità contro i brogli ha arrestato nove persone accusate di aver votato a un'elezione municipale di Edinburg, nel sud del Texas, usando indirizzi dove non vivevano. Le accuse sono poi cadute dopo che i procuratori non sono riusciti a far condannare il candidato sindaco accusato di aver organizzato lo schema.
ProPublica e il Texas Tribune hanno contattato più volte a giugno la campagna e l'ufficio di Paxton chiedendo perché risulti ancora registrato nella contea di Collin e quale sia il suo legame con la casa nella contea di Denton. La portavoce della campagna non ha risposto alle domande e ha definito l'inchiesta "un pezzo scandalistico infondato e pieno di bugie", senza indicare quali informazioni sarebbero inesatte nemmeno dopo due richieste esplicite.
Paxton non può invocare l'ignoranza della legge perché è lui a farla applicare, ha detto Joshua Blank, direttore della ricerca del Texas Politics Project dell'Università del Texas ad Austin. "Ci aspettiamo che queste leggi siano comprensibili per i cittadini comuni", ha detto Blank. "Quando i funzionari eletti incaricati di approvarle e farle rispettare mostrano difficoltà nel partecipare al voto, si pongono domande serie".
