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Newsom rilancia la stretta sull'IA mentre la Casa Bianca resta ferma
Gavin Newsom durante una riunione con dirigenti dell'industria tecnologica alla sede di Turo, a San Francisco, l'11 giugno 2026. Credito: Office of the Governor of California — pubblico dominio; foto ritagliata.
Tecnologia 3 min di lettura

Newsom rilancia la stretta sull'IA mentre la Casa Bianca resta ferma

Il governatore della California ha firmato venerdì un ordine esecutivo che apre la strada a revisori indipendenti e a un sistema di spegnimento d'emergenza ("kill switch") dei modelli fuori controllo. Nel vuoto lasciato dal Congresso sono più di 600 le proposte di legge sull'IA apparse in 47 Stati.

Gavin Newsom ha firmato venerdì un ordine esecutivo sull'intelligenza artificiale che punta a far avanzare due delle misure al centro del dibattito di questa settimana a Washington: controlli affidati a soggetti indipendenti e un sistema di arresto d'emergenza, il cosiddetto "kill switch", per intervenire sui modelli in caso di perdita di controllo. Nel comunicato che accompagna il provvedimento, l'ufficio del governatore della California, considerato anche un possibile candidato alla presidenza nel 2028, ha attaccato direttamente la Casa Bianca:

"Con Donald Trump e il Congresso che dormono al volante, il governatore Gavin Newsom si assume ancora una volta il compito di rafforzare la sicurezza dell'IA per tutti gli americani".

L'ordine, però, non introduce obblighi immediati. Incarica invece la Government Operations Agency di riunire un gruppo di esperti nazionali che, entro due mesi, dovrà formulare raccomandazioni su 4 misure:

  1. la presenza stabile nei laboratori delle aziende di frontiera di organismi indipendenti di verifica;
  2. la certificazione esterna dei piani di sicurezza, dei rapporti sulla trasparenza e delle valutazioni del rischio;
  3. la creazione di un sistema di arresto d'emergenza la cui efficacia sia verificata in modo continuativo;
  4. l'estensione della definizione di "incidente critico" ai casi di perdita di controllo su un modello.

L'ordine accelera inoltre l'attuazione di due leggi californiane firmate il 9 settembre: la SB 813, che istituisce un quadro per gli organismi indipendenti di verifica, e la AB 1405, che crea un registro statale dei revisori dell'IA. Il primo ordine esecutivo di Newsom sull'intelligenza artificiale risale al 2023, ben prima che il tema assumesse l'attuale peso politico. Negli ultimi giorni diversi democratici di primo piano hanno però alzato il livello dell'attenzione sui rischi dell'IA. La mossa inserisce Newsom nello stesso dibattito a livello nazionale, pur dopo la deferenza mostrata verso Kamala Harris, altra possibile candidata nel 2028.

Gli Stati colmano il vuoto lasciato da Washington

Con il Congresso ancora privo di un accordo per una legge federale sull'intelligenza artificiale e l'Amministrazione Trump contraria a nuovi vincoli stringenti, sono soprattutto gli Stati a intervenire, proprio l'esito che alcuni dei principali dirigenti del settore avevano cercato di evitare. Secondo la National Conference of State Legislatures, le proposte di legge sull'IA sono diventate ormai più di 600 in 47 Stati, il 24% in più rispetto all'anno scorso. California, Illinois e Massachusetts, tutti governati da esponenti democratici, sono tra quelli che stanno spingendo di più sulla regolamentazione.

La California, però, è anche lo Stato che ospita alcuni dei principali laboratori che proprio quelle regole dovrebbero controllare. Le due leggi di cui Newsom ha accelerato l'attuazione erano state, comunque, sostenute sia da OpenAI sia da Anthropic. Anche sul sistema di arresto d'emergenza il governatore si muove lungo una strada che i grandi laboratori stanno già esplorando autonomamente.

Illinois e Massachusetts si spingono più avanti

Lunedì anche Kamala Harris ha chiesto di rallentare lo sviluppo dei modelli avanzati di intelligenza artificiale, definendo "allarmante" la loro velocità e invocando anche un accordo internazionale che coinvolga la Cina. Negli stessi giorni l'ex presidente Barack Obama ha sollecitato i democratici a mettere l'intelligenza artificiale al centro della propria agenda politica per il 2028. Non meraviglia dunque il fatto che venerdì il governatore dell'Illinois J.B. Pritzker, altro possibile candidato alla presidenza, abbia invece rivendicato la legge approvata nel suo Stato.

"Trump afferma che gli unici argini di cui abbiamo bisogno sull'IA sono un presidente forte e intelligente. E naturalmente lui non è nessuna delle due cose".

L'Artificial Intelligence Safety Measures Act, legge statale firmata il 6 luglio, obbliga i maggiori sviluppatori di intelligenza artificiale a dotarsi di un processo interno per la sicurezza dei modelli più avanzati e prevede audit annuali affidati a soggetti terzi indipendenti. Questi controlli diventeranno obbligatori dal 1° gennaio 2028: l'Illinois è il primo Stato americano ad aver introdotto un simile requisito per i modelli IA più avanzati.

Un altro testo approvato a luglio dal Senato del Massachusetts, all'interno di un più ampio pacchetto per lo sviluppo economico, va anche oltre: prevede audit indipendenti e verifiche approfondite sui modelli più avanzati almeno ogni 4 mesi per individuare eventuali rischi catastrofici residui. La misura, però, non è ancora legge: Camera e Senato statale non hanno raggiunto un accordo sul testo e il provvedimento resta affidato a una commissione di conciliazione. Anthropic sostiene la versione del Senato, mentre OpenAI appoggia una proposta più ristretta e chiede di allinearla alle norme già adottate in California, New York e Illinois.

La crescente ostilità verso i data center viene intanto usata da entrambi gli schieramenti per colpire i propri avversari. Nelle corse per il governatorato di Wisconsin e Pennsylvania, paradossalmente, sono però i repubblicani ad averne fatto un'arma contro i candidati democratici. In Wisconsin Tom Tiffany ha investito oltre 1,1 milioni di dollari in uno spot che ribattezza il rivale "Data Center David Crowley"; in Pennsylvania Stacy Garrity accusa Josh Shapiro di aver "steso il tappeto rosso" agli sviluppatori di intelligenza artificiale prima di irrigidire la propria posizione.

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