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Negli Stati Uniti frenano consumi e fiducia: vendite al dettaglio in calo dello 0,6%
Foto di Zoshua Colah / Unsplash
Economia 17 min di lettura

Negli Stati Uniti frenano consumi e fiducia: vendite al dettaglio in calo dello 0,6%

Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,6% a luglio, il dato peggiore in oltre un anno, contro il +0,1% atteso. Ad agosto la fiducia dei consumatori misurata dall'Università del Michigan è calata dell'8%, e il calo più netto è tra i repubblicani.

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono diminuite dello 0,6% a luglio, il risultato peggiore da oltre un anno e molto distante dal +0,1% previsto dagli analisti. La flessione non dipende soltanto dalle componenti tradizionalmente più volatili: escludendo stazioni di servizio e concessionarie, infatti, le vendite sono comunque arretrate dello 0,3%. Il settore delle auto e dei ricambi ha perso l'1,8%, quello dei carburanti lo 0,9% e i negozi di elettronica ed elettrodomestici lo 0,5%. Alcuni comparti hanno però continuato a crescere: l'abbigliamento ha registrato un aumento dell'1,9%, i prodotti per la salute e la cura della persona dello 0,7% e la ristorazione dello 0,5%. Rispetto a un anno prima, le vendite restano comunque più alte del 5%.

A indebolire il dato ha contribuito anche il calendario. Amazon ha anticipato il Prime Day rispetto all'anno scorso, concentrando a giugno gli acquisti promozionali che in precedenza erano stati effettuati a luglio: questo spiega una parte consistente del calo del 2,2% delle vendite online. Un effetto analogo è arrivato dal Mondiale di calcio, disputato quasi interamente a giugno, che ha anticipato una quota della spesa legata all'evento e ha fatto apparire luglio più debole di quanto non fosse realmente.

Consumi USA · Luglio 2026

A luglio gli americani hanno speso meno, e ora si aspettano che i prezzi corrano più degli stipendi

Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,6%, il calo più forte da maggio 2025. Non è solo un effetto delle voci più volatili: anche l’aggregato che entra nel calcolo del PIL si è ridotto, e la fiducia dei consumatori è tornata a scendere.

Vendite al dettaglio, variazione su giugno
−0,6%
Il calo più forte da maggio 2025

In valore assoluto le vendite si sono fermate a 763,6 miliardi di dollari, il 5,0% in più di un anno fa.

Quello che gli analisti si aspettavano, e quello che è successo
Vendite al dettagliototale del settore
Gruppo di controlloentra nel calcolo del PIL
0
+0,1%
−0,6%
+0,3%
−0,4%
Atteso
Reale
Atteso
Reale

In entrambi i casi lo scarto fra la previsione e il dato reale è di 0,7 punti percentuali. Le stime di maggio e giugno sono state riviste al ribasso.

Il dettaglio

Scendono l’online e le auto, tiene l’abbigliamento

Variazione delle vendite a luglio rispetto a giugno, per tipo di esercizio. Tocca il cerchietto accanto ad alcune voci per leggere la nota.

0
La fiducia

Ad agosto la fiducia dei consumatori torna a scendere

Indice dell’Università del Michigan, rilevazione preliminare di agosto. Gli analisti si aspettavano 54,5.

Luglio
55,2
Agosto
51
Dato definitivo
Stima preliminare
L’indice ha perso l’8% in un mese, dopo due mesi di risalita

A peggiorare non è il giudizio sulle finanze personali, calato solo di poco, ma la fiducia nell’economia in generale. Le attese sull’inflazione restano invece ferme: 4,3% a dodici mesi, 3,3% a cinque anni.

Su 100 americani, quanti si aspettano che nei prossimi dodici mesi il proprio reddito cresca più dei prezzi
Dicembre 2024 18
Agosto 2026 8

In venti mesi si sono più che dimezzati. È la quota di americani ormai rassegnata a vedere il proprio reddito crescere meno del costo della vita.

Fonte U.S. Census Bureau, Advance Monthly Retail Trade Survey (14 agosto 2026); Università del Michigan, Surveys of Consumers, rilevazione preliminare di agosto 2026. Le previsioni sono il consenso degli analisti rilevato da FactSet.

Si indebolisce la componente che più alimenta il PIL

Anche al netto di questi fattori, però, il quadro rimane fiacco. Il cosiddetto gruppo di controllo delle vendite al dettaglio, l'aggregato utilizzato per stimare i consumi nel calcolo del PIL, è diminuito dello 0,4%, mentre gli analisti prevedevano un aumento dello 0,3%. Nel secondo trimestre la spesa delle famiglie aveva fornito 2,1 punti percentuali alla crescita del PIL, compensando il contributo negativo del resto dell'economia. Se anche questo motore rallenta, restano pochi altri fattori capaci di sostenere l'espansione.

"Il debole rapporto sulle vendite al dettaglio di luglio mostra che i consumatori si sono presi una pausa dopo l'esuberante ondata di spesa della prima metà dell'anno", ha scritto Kathy Bostjancic, capo economista di Nationwide. "La contrazione della spesa nel gruppo di controllo, unita alle revisioni al ribasso dei due mesi precedenti, indica che all'inizio del terzo trimestre i consumi reali hanno meno slancio di quanto si pensasse", ha aggiunto.

Crollano le aspettative sull'economia

Anche la fiducia dei consumatori si è deteriorata. Nella rilevazione preliminare di agosto, l'indice dell'Università del Michigan è sceso dell'8%, passando dai 55,2 punti di luglio a 51, contro i 54,5 attesi dagli analisti. L'indicatore tornava così a diminuire dopo due mesi consecutivi di crescita, pur restando al di sopra dei minimi raggiunti in primavera, durante l'impennata dei prezzi della benzina. Il peggioramento non riguarda tanto la valutazione delle finanze personali, diminuita solo marginalmente, quanto le prospettive generali: le aspettative sull'economia sono crollate dell'11% nel breve periodo e del 17% nel lungo. Sono rimaste invece invariate le attese sull'inflazione, al 4,3% per i prossimi dodici mesi e al 3,3% nell'orizzonte di cinque anni.

Il calo più marcato si registra tra gli elettori repubblicani, il cui indice di fiducia è ora inferiore del 19% rispetto ai livelli precedenti alla guerra con l'Iran ed è sceso al punto più basso dalle elezioni del 2024. "Sebbene l'indebolimento registrato all'inizio del mese sia stato diffuso tra i diversi gruppi demografici, le riduzioni più consistenti hanno riguardato i consumatori anziani, quelli a basso reddito e quelli privi di una laurea", ha spiegato Joanne Hsu, responsabile dell'indagine del Michigan. "Sono categorie particolarmente vulnerabili a qualsiasi erosione del potere d'acquisto provocata dall'inflazione." Soltanto l'8% degli americani si aspetta che nei prossimi dodici mesi il proprio reddito cresca più rapidamente dei prezzi, contro il 18% del dicembre 2024.

Il debole rapporto sull'occupazione della scorsa settimana e due dati relativamente contenuti sull'inflazione consentono intanto alla Federal Reserve di attendere prima di valutare un eventuale ulteriore rialzo dei tassi in autunno. Il mercato azionario continua a salire e la disoccupazione rimane bassa: per ora nulla indica ancora un vero arretramento dei consumi. I dati di luglio mostrano sicuramente però che la spinta della prima metà dell'anno si è esaurita e che l'economia continua a dipendere da famiglie ormai sempre più rassegnate a vedere i propri redditi crescere meno del costo della vita.

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