Elon Musk ha versato altri 76 milioni di dollari per sostenere i repubblicani nelle prime due settimane di ottobre. Con questa nuova donazione l'uomo più ricco del mondo ha superato i 442 milioni di dollari spesi nel ciclo elettorale che porterà alle midterm del 3 novembre, le elezioni di metà mandato in cui si rinnovano la Camera e una parte del Senato.
I nuovi fondi sono andati ad America PAC, il super PAC di Musk. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere cifre illimitate per sostenere o attaccare candidati, a patto di non coordinarsi direttamente con le loro campagne. Con le ultime donazioni America PAC è diventato uno dei super PAC più grandi di questo ciclo. Il gruppo ha già speso decine di milioni di dollari in pubblicità online, volantini spediti per posta e messaggi di testo, concentrandosi sulle sfide più combattute per la Camera e il Senato in tutto il paese.
Musk è di gran lunga il donatore che ha speso di più in vista delle midterm. Quest'anno ha già superato di molto i circa 290 milioni di dollari che aveva messo nella campagna del 2024, l'anno delle presidenziali. Nella storia americana moderna non c'è alcun precedente di un singolo donatore che abbia speso così tanto.
A differenza del passato, quest'autunno Musk non sta partecipando agli eventi elettorali dei candidati repubblicani. L'ex capo del DOGE, la struttura voluta dal presidente Donald Trump per tagliare la spesa e il personale federale, era diventato un nome scomodo per il partito già nella primavera del 2025. In quei mesi i repubblicani avevano perso un'importante elezione per la magistratura del Wisconsin in cui Musk era stato il principale finanziatore e allo stesso tempo un tema della campagna. Dopo quella sconfitta dentro il partito avevano cominciato a considerarlo un peso politico.
Tra le donazioni precedenti di Musk ci sono 158 milioni di dollari versati al comitato elettorale dei repubblicani al Senato, che li ha poi trasferiti a un super PAC che sostiene Ken Paxton in Texas. Paxton, procuratore generale dello stato, è in una sfida molto equilibrata per il Senato contro il democratico James Talarico, in cui le donne dei sobborghi stanno abbandonando il candidato repubblicano. Anche senza comparire sui palchi, quindi, i soldi di Musk sono stati decisivi per i repubblicani in questa campagna.
I democratici stanno cercando di trasformare le donazioni di Musk in un tema elettorale. Talarico ha risposto a un attacco di Musk su X, il social network di sua proprietà, scrivendo che c'è qualcosa di "profondamente sbagliato in un sistema politico che permette a un uomo con mille miliardi di dollari di comprarsi un senatore personale".
Musk ha finanziato anche il super PAC dei repubblicani della Camera e MAGA Inc., il super PAC del presidente che in questi giorni sta riempiendo Facebook e Instagram di spot per portare i repubblicani a votare. Ha poi dato soldi a un gruppo che vuole abolire in Alaska il ranked-choice voting, il sistema in cui gli elettori mettono i candidati in ordine di preferenza: se nessuno supera la metà dei voti, il meno votato viene eliminato e le sue schede passano alla seconda scelta indicata, fino a quando un candidato non ottiene la maggioranza. A queste cifre si aggiungono donazioni più piccole a diversi candidati repubblicani.
