La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha proposto di lavorare affinché il Canada diventi il primo Paese "membro associato" dell'Unione Europea, una formula inedita pensata per segnare un ulteriore avvicinamento tra Ottawa e i 27 Paesi del blocco, proprio mentre i rapporti di entrambi con gli Stati Uniti attraversano una fase di forte tensione. "Vorrei lavorare con lei per aprire la porta al Canada come primo Paese membro associato dell'Unione Europea", ha detto mercoledì von der Leyen al primo ministro canadese Mark Carney, presente nell'aula del Parlamento Europeo a Strasburgo durante il discorso sullo stato dell'Unione. La proposta è stata accolta da una standing ovation dell'aula.
Von der Leyen non ha spiegato nel dettaglio che cosa comporterebbe questo status, che non è previsto dai trattati europei, né è ancora chiaro come modificherebbe una relazione già molto stretta sul piano commerciale, tecnologico e della sicurezza. La presidente della Commissione ha però indicato tra i settori prioritari la manifattura avanzata, la tecnologia, l'integrazione delle industrie della difesa, l'Artico, l'energia, i minerali critici, l'intelligenza artificiale e il quantum computing. "Dobbiamo ripensare con urgenza le nostre partnership", ha detto, precisando che l'iniziativa "non è una partnership contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune".
Ottawa mantiene per ora un atteggiamento prudente: Jonathan Wilkinson, designato come prossimo ambasciatore canadese presso l'UE, ha spiegato che le due parti stanno ancora discutendo come definire la loro nuova relazione. Il leader conservatore Pierre Poilievre ha invece sollevato obiezioni sul possibile impatto sulla sovranità canadese. Le due parti dovrebbero definire più concretamente il progetto al vertice UE-Canada che si terrà dal 29 al 30 ottobre a Montréal.
Ottawa guarda all'UE dopo lo scontro con Trump
Il riavvicinamento avviene mentre Canada e Unione Europea cercano di ridurre alcune rispettive dipendenze strategiche dagli Stati Uniti e di rafforzare i rapporti tra le cosiddette medie potenze. Le relazioni tra Ottawa e Washington si sono deteriorate soprattutto sulla questione del commercio. Il 21 agosto Carney ha sospeso i negoziati commerciali con gli Stati Uniti dopo che Washington aveva deciso di imporre dazi del 50% su circa 28 miliardi di dollari canadesi di merci. Il governo canadese ha annunciato in risposta contromisure equivalenti, "dollaro per dollaro".
Per Carney l'avvicinamento a Bruxelles è diventato una priorità anche per la forte dipendenza commerciale del Canada dagli Stati Uniti: nel 2025 il 71,7% delle esportazioni canadesi di beni era diretto verso il mercato americano. Da allora il conflitto commerciale non ha fatto altro che inasprirsi. Le ripetute dichiarazioni di Trump sull'ipotesi di trasformare il Canada nel 51° Stato americano hanno inoltre alimentato una forte reazione politica e identitaria nel Paese.
Secondo un nuovo sondaggio Abacus Data condotto tra il 4 e il 9 settembre, circa quattro canadesi su cinque sostengono una maggiore integrazione strategica con l'Unione Europea, mentre il 49% sarebbe addirittura favorevole all'ingresso del Canada nell'UE, il 30% contrario e il 21% indeciso. L'ipotesi di un'adesione vera e propria non è comunque sul tavolo: Carney ha parlato di una "alleanza unica" con Bruxelles, non della piena appartenenza all'Unione. Il tema aveva già suscitato interesse nei mesi scorsi, quando circa la metà dei canadesi si era detta favorevole a esplorare questa possibilità.
A gennaio, al World Economic Forum di Davos, Carney aveva sostenuto che l'ordine internazionale stesse vivendo "una rottura, non una transizione" e aveva invitato le medie potenze ad agire insieme: "Se non siamo al tavolo, siamo nel menù". Ottawa e Bruxelles dispongono già di un accordo di libero scambio, il CETA, applicato in via provvisoria dal settembre 2017. Dieci dei 27 Stati membri non hanno però ancora completato la procedura nazionale di ratifica. Alla sua entrata in applicazione provvisoria il 98% delle linee tariffarie era stato abolito e dal 2024 la quota è salita al 99%.
Carney definisce spesso il Canada "il più europeo dei Paesi non europei" e da anni a Bruxelles si scherza sull'ipotesi che possa entrare nell'Unione, se non fosse per la geografia. Nel 2027 il Canada debutterà inoltre all'Eurovision Song Contest, dopo che CBC/Radio-Canada è diventata membro a pieno titolo dell'unione europea di radiodiffusione. L'eurodeputata tedesca Terry Reintke, copresidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, ha colto l'occasione per scherzare: "Si comincia già. La scena è pronta".
Sicurezza europea e ostacoli politici
Nello stesso discorso von der Leyen ha proposto un Protocollo Europeo di Emergenza per la Sicurezza, presentandolo come una sorta di "Articolo 4 europeo", sul modello della disposizione del Trattato del Nord Atlantico che prevede consultazioni tra i Paesi alleati quando uno di loro ritiene minacciate la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza. Il nuovo meccanismo sarebbe destinato soprattutto a incidenti e minacce ibride al di sotto della soglia di un'aggressione armata, come sabotaggi, attacchi informatici o incursioni di droni, e consentirebbe agli Stati membri di coordinare rapidamente una risposta comune.
Von der Leyen ha inoltre proposto la creazione di un Consiglio Europeo di Sicurezza, che riunirebbe i Paesi dell'UE e potrebbe coinvolgere partner esterni come Regno Unito, Norvegia, Ucraina e Canada. L'obiettivo sarebbe rafforzare il coordinamento politico sulle principali minacce alla sicurezza del continente.
La proposta sul Canada, se prenderà forma, dovrà però superare ostacoli politici e giuridici rilevanti. Lo status di Paese "membro associato" non esiste nell'attuale architettura dei trattati e un accordo di questa portata richiederebbe il consenso unanime dei 27 Stati membri. Alcune capitali europee hanno inoltre espresso cautela sull'ipotesi di concedere a Ottawa vantaggi troppo vicini a quelli dell'adesione piena senza i relativi obblighi, anche per evitare di creare tensioni con i Paesi veramente candidati all'ingresso nell'Unione.
