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L'Iran ha ucciso un altro soldato americano. Nono giorno di bombardamenti statunitensi
U.S. Central Command Public Affairs
Politica estera 15 min di lettura

L'Iran ha ucciso un altro soldato americano. Nono giorno di bombardamenti statunitensi

Trump dice che l'Iran è stato colpito "molto duramente" dopo la morte del terzo militare americano in tre giorni. Washington invia altri caccia in Medio Oriente e il petrolio supera i 90 dollari

Gli Stati Uniti hanno bombardato l'Iran per la nona notte consecutiva tra domenica 19 e lunedì 20 luglio, colpendo centri di comando, siti di sorveglianza, reti di comunicazione e postazioni di lancio di missili e droni. Il presidente Donald Trump ha detto che l'Iran è stato colpito "molto duramente" e che ha "perso quasi tutto militarmente". Gli attacchi sono arrivati dopo la morte del terzo militare americano in tre giorni, che ha portato a 17 il bilancio dei soldati statunitensi morti dall'inizio della guerra, quasi cinque mesi fa, e hanno rafforzato il timore che il conflitto stia sfuggendo di controllo.

La guerra era iniziata il 28 febbraio con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. A metà giugno Washington e Teheran avevano firmato un memorandum d'intesa per negoziare la fine del conflitto, ma l'accordo è crollato quando l'Iran ha ripreso ad attaccare le navi commerciali nello stretto di Hormuz e da una settimana i due Paesi si scambiano bombardamenti ogni notte.

Guerra USA–Iran
La guerra con l’Iran è costata la vita a 17 militari americani
Tre soldati sono morti in tre giorni tra Giordania e Iraq, mentre gli attacchi americani sull’Iran proseguono per la nona notte consecutiva. Un quarto militare risulta disperso.
Il bilancio dal 28 febbraio 2026
0 Militari morti
Ogni segno è un militare americano ucciso. Ogni riga è uno dei sei episodi della guerra, dal Kuwait alla Giordania.
oltre430
feriti, in maggioranza per traumi cranici secondo il Comando centrale
1
disperso in Giordania: sul posto trovati resti umani che si ritiene gli appartengano
Come si è arrivati a 17
I sei episodi che compongono il bilancio
Il fronte più esposto
La Giordania è diventata il bersaglio principale dell’Iran
IRAN IRAQ ARABIA SAUDITA GIORDANIABase di Muwaffaq Salti
Il tracciato indica la direttrice degli attacchi iraniani verso la base aerea di Muwaffaq Salti, dove venerdì 17 luglio sono morti due militari americani.
0
militari americani schierati nel regno
0
attacchi iraniani contro le forze USA nell’ultima settimana
0 mld $
di aiuti americani ricevuti ogni anno
Secondo funzionari citati dal Wall Street Journal, Teheran vuole causare vittime americane per scoraggiare Washington da un’ulteriore escalation e punire il regno per la cooperazione con gli Stati Uniti.
Fonte Ricostruzione FocusAmerica su dati di CENTCOM e Pentagono e sui resoconti di AP, CBS News, ABC News e Axios. Confini: Natural Earth. Dati aggiornati al 20 luglio 2026.

Un soldato è morto sabato nel nord dell'Iraq durante la detonazione controllata di un drone iraniano abbattuto: secondo un funzionario americano è stato raggiunto dai frammenti dell'esplosione, mentre un secondo militare è rimasto ferito. Venerdì altri due soldati erano stati uccisi da missili iraniani sulla base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania, e un terzo risultava disperso: il Comando centrale americano, che dirige le operazioni in Medio Oriente, ha fatto sapere di aver trovato sul posto resti umani che si ritiene gli appartengano. Dall'inizio della guerra i feriti tra i militari americani sono più di 430.

Trump, rientrando a Washington dalla finale del Mondiale, ha detto ai giornalisti che "ci sentiamo molto male" per i militari uccisi, "grandi patrioti" che combattevano perché l'Iran non abbia un'arma nucleare. Poi ha rivendicato i nuovi attacchi: "Li abbiamo colpiti molto duramente anche stanotte". Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto che la morte dei soldati "non fa che rafforzare la nostra determinazione".

Nell'ultima settimana gli attacchi americani si sono estesi oltre gli obiettivi militari, arrivando a colpire strade, tunnel, ferrovie, porti e, secondo i media iraniani, un impianto di desalinizzazione. Esplosioni sono state segnalate in tutto il paese, compresa Tabriz, città del nord-ovest colpita per la prima volta in nove giorni. Teheran ha inoltre accusato gli Stati Uniti di aver raggiunto con diversi colpi il cantiere della centrale nucleare di Darkhovin, nel sud-ovest del paese: l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'organismo delle Nazioni Unite che vigila sul nucleare, ha detto che l'impianto è nelle primissime fasi di costruzione e che un eventuale attacco non comporterebbe rischi radiologici.

L'Iran ha risposto allargando i suoi attacchi a sette paesi della regione. In Kuwait una centrale elettrica e di desalinizzazione è stata colpita per il secondo giorno consecutivo, in Bahrein sono suonate le sirene d'allarme e l'ambasciata americana ha avvertito che l'Iran potrebbe colpire la capitale Manama, mentre la Giordania ha abbattuto tre missili balistici. Nello stretto di Hormuz, da cui passa il 20 per cento del petrolio mondiale, i Guardiani della rivoluzione, il principale corpo militare iraniano, hanno detto che due petroliere sono esplose dopo aver tentato di percorrere una rotta vietata da Teheran, mentre l'autorità marittima britannica ha segnalato una nave in fiamme al largo dell'Oman. Da martedì 14 luglio gli Stati Uniti hanno inoltre reimposto il blocco navale dei porti iraniani.

La Giordania è diventata il bersaglio principale degli attacchi iraniani. Secondo funzionari citati dal Wall Street Journal, Teheran vuole causare vittime americane per scoraggiare Washington da un'ulteriore escalation e punire il regno per la sua cooperazione con gli Stati Uniti: le forze americane nel paese, quasi 4.000 militari, sono state attaccate quattro volte nell'ultima settimana. La Giordania è uno snodo centrale delle operazioni americane, anche perché altri alleati nella regione hanno limitato l'uso delle loro basi, e dipende economicamente da Washington, da cui riceve 1,45 miliardi di dollari l'anno in aiuti.

Washington sta inviando altri aerei da guerra in Medio Oriente: caccia F-16 dalla base tedesca di Spangdahlem, caccia F-35 dalla base britannica di Lakenheath e nuovi aerei per il rifornimento in volo, che si aggiungono a quelli diretti nei giorni scorsi verso le basi israeliane. Un funzionario americano ha però detto al Washington Post che il Pentagono sta pianificando una guerra più ampia senza avere scorte sufficienti di munizioni a lungo raggio e per la difesa aerea: "Non abbiamo abbastanza per sostenere le operazioni in sicurezza e non credo che la Casa Bianca ne sia consapevole".

Il prezzo del petrolio Brent, il riferimento internazionale, è salito di circa il 3 per cento superando i 90 dollari al barile, mentre negli Stati Uniti la benzina costa in media poco meno di 4 dollari al gallone (circa 3,8 litri), il 34 per cento in più rispetto a prima della guerra.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che Washington resta aperta a una soluzione diplomatica, ma per ora non ci sono segnali di negoziato. "Questo è il momento della sveglia per entrambe le parti: o imboccano ora l'uscita diplomatica o rischiano di lasciare che la guerra vada oltre un'escalation controllata", ha detto al New York Times Ellie Geranmayeh, esperta di Iran del Consiglio europeo per le relazioni estere. Anche a Teheran cresce il malcontento: sabato 268 personalità iraniane, tra cui accademici, politici, atleti e religiosi, hanno firmato una petizione contro la guerra, un gesto rischioso in un paese che reprime duramente il dissenso. Per gli analisti la fine però non è vicina: "Penso che andrà molto peggio prima di andare meglio", ha detto Omid Memarian, analista del centro studi americano DAWN.

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