Due militari americani sono stati uccisi e un terzo risulta disperso dopo un attacco iraniano con missili balistici contro la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania. Lo ha reso noto il Comando centrale degli Stati Uniti (Central Command, CENTCOM). Sono i primi caduti americani dalla ripresa dei combattimenti tra Stati Uniti e Iran, 8 giorni fa. Il bilancio complessivo delle perdite statunitensi dall’inizio della guerra sale così a 16 morti.
Almeno due missili balistici hanno colpito la base, che ospita militari e caccia statunitensi. I video diffusi sui social media mostrano l’impatto degli ordigni e una densa colonna di fumo levarsi dall’area subito dopo l’attacco.
Video shows Iranian ballistic missiles striking Muwaffaq Salti Air Base in Jordan overnight, killing two American servicemembers and injuring several others pic.twitter.com/UtJh6nEgF2
— Faytuks Network (@FaytuksNetwork) July 18, 2026
“Il 17 luglio due militari statunitensi in Giordania sono caduti in azione mentre il CENTCOM e le forze alleate contrastavano attacchi iraniani condotti con missili balistici e droni. Un altro militare risulta al momento disperso in azione”, ha comunicato il Comando in un post su X. Quattro soldati sono stati trasferiti in ospedali giordani e successivamente dimessi; altri, sottoposti ad accertamenti per ferite lievi, sono già tornati in servizio.
CENTCOM Statement on Recently Fallen, Missing U.S. Service Members
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 18, 2026
TAMPA, Fla. — On July 17, two U.S. service members in Jordan were killed in action as U.S. Central Command (CENTCOM) and partner forces defended against Iranian ballistic missile and drone attacks. Additionally,…
Khamenei accusa Trump di aver tradito l’accordo
Poche ore dopo, in una dichiarazione scritta rilanciata dai media di Stato iraniani, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha accusato il presidente Donald Trump di aver violato l’intesa raggiunta tra Washington e Teheran. “Le ripetute violazioni del memorandum d’intesa firmato dai presidenti di Iran e Stati Uniti da parte del Grande Satana hanno dimostrato ancora una volta quanto sia priva di valore e inaffidabile la firma del presidente americano”, ha scritto Khamenei.
Con l’espressione “Grande Satana”, la nuova Guida Suprema torna così al lessico tradizionale della retorica rivoluzionaria iraniana, già riaffiorato nei suoi interventi dei mesi scorsi dopo il fallimento dell’intesa con l’Amministrazione Trump. Nella stessa dichiarazione Khamenei ha definito “prepotenza, ambizioni egemoniche e brutalità” elementi “inseparabili del comportamento e della dottrina americani”. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, hanno “rivelato ancora una volta il loro vero volto, senza maschera”.
Khamenei ha quindi accusato Washington di “voler scatenare una nuova guerra” e ha avvertito che, se l’escalation dovesse proseguire, gli Stati Uniti pagheranno “costi ancora più pesanti” e subiranno “un disonore ancora maggiore”. L’Iran e “l’Asse della resistenza”, ha minacciato, hanno in serbo per gli americani “lezioni indimenticabili”.
