L'intelligenza artificiale in America ha creato finora circa un milione di posti di lavoro, cinque volte i licenziamenti che le vengono attribuiti dalla metà del 2023, pari a circa 200mila. È la stima dell'Economist, che ha messo in fila i dati sull'occupazione americana e ha concluso che l'apocalisse occupazionale annunciata da mesi non si vede da nessuna parte.
I numeri di agosto vanno nella stessa direzione. Il Bureau of Labor Statistics, l'ufficio federale di statistica che misura il mercato del lavoro americano, ha registrato 162mila nuovi posti di lavoro, molto sopra le attese, e un tasso di disoccupazione al 4,1 per cento, un livello più basso di quello di quasi il 90 per cento dei mesi degli ultimi cinquant'anni. Anche i giovani, indicati spesso come le prime vittime dell'automazione, tengono: la distanza tra la disoccupazione dei ventenni tra i 20 e i 24 anni e quella complessiva è vicina al minimo degli ultimi decenni.
Alcune aziende stanno davvero tagliando posti di lavoro. Le assunzioni nei servizi professionali e alle imprese sono circa il 10 per cento sotto la media del periodo 2015-2019. Microsoft e Meta stanno riducendo il personale mentre riorganizzano le loro attività attorno all'intelligenza artificiale. Aziende più piccole come Block, proprietaria di Square e Cash App, e Intuit, che produce i software fiscali e contabili TurboTax e QuickBooks, stanno sostituendo persone con programmi automatici. Secondo Challenger, Gray & Christmas (una società di consulenza specializzata nel monitoraggio dei licenziamenti) le imprese americane hanno annunciato quest'anno una media di 16mila tagli al mese legati all'intelligenza artificiale.
Quei tagli si perdono però in un mercato del lavoro dove i datori di lavoro lasciano a casa circa 1,7 milioni di persone in un mese qualsiasi. E nel frattempo la tecnologia sta generando lavoro in tre modi diversi: la costruzione delle infrastrutture che la fanno funzionare, la nascita di professioni che prima non esistevano e l'aumento di produttività di chi la usa.
La spesa per hardware, server, data center, sistemi di raffreddamento ed energia è oggi superiore di circa 500 miliardi di dollari all'anno rispetto al 2022, l'anno in cui il mondo ha conosciuto ChatGPT: il calcolo è di Goldman Sachs. La sola costruzione di data center procede a un ritmo annuo di oltre 75 miliardi di dollari, quasi il 60 per cento in più rispetto a un anno fa, secondo i dati del Census Bureau, l'agenzia federale che raccoglie le statistiche sull'economia e la popolazione. Sono cantieri che richiedono elettricisti per i cablaggi, tecnici della climatizzazione per evitare che i server si surriscaldino, ingegneri per collegare gli impianti alla rete elettrica e manutentori per le macchine. Gli stessi cantieri che stanno unendo l'estrema destra e l'estrema sinistra americana in una protesta comune.
L'Economist ha seguito cinque settori al centro della costruzione dei data center, dall'impiantistica elettrica alla produzione di apparecchiature. Dal 2023 l'occupazione in questi comparti è cresciuta di circa 320mila unità in più di quanto lascerebbero prevedere gli andamenti generali dell'edilizia e della manifattura. Il Bureau of Labor Statistics si aspetta che le utility siano il grande settore a crescita più rapida da qui al 2035.
Non tutti quei posti di lavoro dipendono dall'intelligenza artificiale, perché contano anche l'ammodernamento della rete elettrica e la costruzione di altre fabbriche. Ma molti sì. Il sito di annunci di lavoro Indeed calcola che le offerte per i data center sono più che raddoppiate in due anni, mentre nello stesso periodo il totale degli annunci è calato. LinkedIn stima che tra il 2023 e il 2025 negli Stati Uniti siano nati quasi mezzo milione di posti di lavoro nei data center, con i tecnici e gli ingegneri di questi impianti tra le assunzioni più frequenti.
La corsa a trovare lavoratori si vede nelle buste paga. Indeed calcola che le posizioni di installazione e manutenzione nei data center offrono salari superiori di circa il 40 per cento rispetto a mansioni analoghe altrove. I dati ufficiali confermano: nell'anno fino a giugno le retribuzioni orarie medie sono cresciute di oltre il 13 per cento nella produzione di apparecchiature elettriche e di quasi l'8 per cento tra le imprese di impiantistica elettrica.
Nemmeno gli aumenti bastano a trovare personale. Durante una visita a una fabbrica di trasformatori, Donald Leavens della National Electrical Manufacturers Association, l'associazione dei produttori americani di materiale elettrico, ha chiesto all'amministratrice delegata di quale aiuto avesse più bisogno. La risposta è stata: "Puoi venire qui a farmi funzionare una delle nostre linee?".
Insieme ai cantieri cresce una nuova classe di lavori d'ufficio. Ci sono gli ingegneri che costruiscono i modelli, gli annotatori che etichettano i dati in ingresso e giudicano le risposte, gli ingegneri che adattano i sistemi alle esigenze dei clienti e i nuovi "responsabili dell'intelligenza artificiale" che decidono come le aziende debbano usare la tecnologia. Molte di queste posizioni quasi non esistevano fino a poco tempo fa. Secondo LinkedIn, gli annunci per responsabili, direttori e ingegneri dell'intelligenza artificiale sono all'incirca raddoppiati rispetto al biennio 2023-2024.
Una ricerca preliminare di Gad Levanon, capo economista del Burning Glass Institute, ha usato la banca dati dei percorsi di carriera dell'istituto, costruita in gran parte sui profili LinkedIn, per individuare i lavori che non esisterebbero senza l'intelligenza artificiale, sia nelle aziende nate attorno a questa tecnologia sia nei ruoli specifici creati dentro le altre imprese. Levanon calcola che circa l'1 per cento delle professioni qualificate sia ormai fatto di "lavori dell'intelligenza artificiale", nell'ordine di un milione di posizioni in America. Nelle professioni informatiche e nelle scienze della vita, compresi i ricercatori che usano questi strumenti per scoprire nuovi farmaci, la quota sale al 4-5 per cento. L'analisi di LinkedIn indica circa 640mila nuovi posti di lavoro specifici tra il 2023 e il 2025. "Finora le prove indicano che l'intelligenza artificiale ha creato più posti di lavoro di quanti ne abbia distrutti", ha detto all'Economist Kory Kantenga, responsabile della ricerca economica di LinkedIn per le Americhe.
Lo stesso giornale ha confrontato l'occupazione nelle professioni più vicine al settore, ingegneri, sviluppatori di software, matematici e analisti di dati, con l'andamento complessivo delle professioni qualificate dal 2022 in poi. Questi ruoli hanno aggiunto circa 730mila posti di lavoro in più rispetto alla tendenza generale.
La terza fonte di lavoro sono i guadagni di produttività. L'intelligenza artificiale permette agli avvocati di preparare i contratti più velocemente e agli analisti di setacciare i bilanci in pochi minuti. Se la maggiore produttività abbassa il costo dei servizi professionali, la domanda può crescere abbastanza da generare più lavoro di quanto ne tolga. Alcune delle professioni considerate più a rischio sembrano proprio beneficiare di questo effetto: tra il 2023 e il 2025 l'occupazione è salita di circa l'11 per cento tra gli assistenti legali e del 6 per cento tra gli analisti di ricerche di mercato, contro una media nazionale intorno al 2,5 per cento. Le previsioni del Bureau of Labor Statistics indicano una crescita rapida dei servizi professionali proprio grazie alla domanda di sistemi e di consulenza sull'intelligenza artificiale.
Alcuni mestieri stanno pagando un prezzo. Da gennaio 2023 l'occupazione è calata di circa il 10 per cento tra gli addetti all'assistenza clienti e di circa il 15 per cento tra segretarie e assistenti amministrativi. Sono lavori fatti in gran parte di compiti ripetitivi, quelli in cui i programmi automatici sono sempre più bravi. Il Bureau of Labor Statistics prevede che le professioni amministrative e di ufficio perderanno 752mila posti entro il 2035.
Oggi più di sei milioni di americani lavorano in professioni informatiche che nell'era precedente ai computer non esistevano e altri otto milioni in settori nuovi come i lavoretti su piattaforma, il commercio elettronico e la produzione di contenuti. I lavoratori di domani potrebbero supervisionare squadre di programmi autonomi o risolvere le controversie tra di loro: un'ipotesi che oggi sembra bizzarra, come sembrava bizzarra fino a vent'anni fa l'idea di guadagnarsi da vivere pubblicando video sui social.
