I partiti nazionalisti europei vincono le elezioni e sono in testa nei sondaggi in diversi paesi. Una delle ragioni del loro successo è la distanza che hanno preso dal presidente Donald Trump e dal mondo MAGA. Lo racconta un'inchiesta del Wall Street Journal, secondo cui i leader della destra radicale europea hanno smesso di mostrarsi accanto agli alleati americani e oggi considerano Trump più un peso che una risorsa.
Il caso più evidente è quello di Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra tedesco, che è arrivato primo in due recenti elezioni regionali. I suoi dirigenti hanno ridotto gli incontri pubblici con esponenti del movimento MAGA, hanno riconosciuto che gli interessi della Germania e degli Stati Uniti non sempre coincidono e hanno concentrato la campagna sui temi interni. In Sassonia-Anhalt, dove l'AfD si prepara a guidare per la prima volta un governo regionale, il partito ha fatto campagna promettendo di espellere i migranti e di tagliare i fondi ai musei con "obiettivi antipatriottici". Sono proposte che potrebbero uscire dal programma di Trump, ma il presidente e gli Stati Uniti sono stati quasi assenti dalla campagna. "Non ricordo che siano stati menzionati una sola volta", ha detto al Wall Street Journal Leif-Erik Holm, il candidato dell'AfD arrivato primo nelle elezioni del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, che si sono tenute due settimane dopo quelle in Sassonia-Anhalt.
Anche in Francia Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha tenuto Trump e i suoi alleati fuori dalla campagna. Le Pen è prima nei sondaggi in vista delle presidenziali del prossimo anno e aveva definito la guerra in Iran un errore strategico.
All'inizio del secondo mandato di Trump il rapporto era molto diverso. Nel gennaio 2025, prima delle elezioni federali tedesche, Elon Musk era intervenuto in collegamento video a un comizio dell'AfD e aveva invitato i tedeschi a liberarsi del senso di colpa per il passato del paese, parole lette da molti come un riferimento all'Olocausto. Il mese dopo, alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, il vicepresidente JD Vance aveva attaccato i leader europei per i loro tentativi di tenere l'estrema destra lontana dal potere. In quel periodo Le Pen diceva che i nazionalisti europei erano gli unici in grado di parlare il linguaggio politico di Trump.
Il sostegno alla destra antisistema europea era diventato anche un obiettivo ufficiale del governo americano. Il dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri degli Stati Uniti, aveva annunciato finanziamenti per le organizzazioni che promuovono quella che definiva sovranità europea e altri valori conservatori. Alla fine dello scorso anno la nuova strategia di sicurezza nazionale americana ha scritto che gli Stati Uniti sostengono i "partiti patriottici europei" e vogliono alimentare "la resistenza all'attuale traiettoria dell'Europa all'interno delle nazioni europee".
Quest'anno però la popolarità di Trump è calata e con lei l'immagine degli Stati Uniti. Secondo un rapporto pubblicato a metà luglio dal Pew Research Center, uno dei principali istituti di ricerca americani, sulla base di un sondaggio in 36 paesi, sempre più paesi hanno un'opinione migliore della Cina che degli Stati Uniti e considerano Xi Jinping un leader più credibile di Trump nella gestione degli affari mondiali. Anche molti elettori europei di destra hanno un giudizio negativo sul presidente. "Molti dicono che Trump è arrogante, pericoloso e non qualificato. Nel secondo mandato si sono accentuate cose che già non piacevano nel primo", ha detto al giornale Richard Wike, che al Pew dirige le ricerche sull'opinione pubblica internazionale. Secondo Wike questo può spingere leader politici di ogni tipo a non farsi vedere accanto a lui.
Su diversi temi le posizioni di Trump sono andate contro gli interessi europei, dai dazi alla Groenlandia fino alla guerra in Ucraina, rendendo difficile per i nazionalisti sostenerlo. La guerra in Iran, che ha fatto salire i prezzi dell'energia in tutto il mondo, ha allargato la distanza. All'inizio dell'anno molti leader nazionalisti avevano criticato apertamente l'intervento americano. "Sembra che abbiano lanciato questa campagna senza un vero piano. È un mezzo disastro", aveva detto la co-leader dell'AfD Alice Weidel. Nelle campagne elettorali successive però i partiti europei hanno scelto soprattutto di non parlare di Trump, più che di attaccarlo.
Ad aprile Viktor Orbán, primo ministro ungherese e uno degli alleati più vicini a Trump in Europa, ha perso le elezioni nonostante l'appoggio di Trump e Vance nelle ultime settimane di campagna. A luglio, a Londra, il primo tentativo di organizzare nel Regno Unito una versione del CPAC, la conferenza annuale della destra americana nata negli anni Settanta, è andato male: secondo chi c'era, molte sessioni avevano file di sedie vuote e mancavano del tutto i gadget MAGA. A presiedere l'evento era l'ex prima ministra britannica Liz Truss, che in passato aveva invocato una "rivoluzione" sul modello di Trump in Gran Bretagna e in Europa. Claire Bullivant, che ha fondato il Great British PAC, un comitato di raccolta fondi costruito sul modello di quelli americani, ha detto che il conservatorismo, il patriottismo e il populismo britannici "hanno un loro carattere", anche se secondo lei molte idee di Trump resteranno pure se il presidente non è più popolare.
Alcuni dirigenti nazionalisti riconoscono comunque che il sostegno americano dei primi mesi ha dato legittimità ai loro partiti. "Ci ha aiutato a maturare e ha convinto chi era ancora scettico a darci una possibilità", ha detto Holm. "I contatti esistono ancora e sono importanti, ma la situazione internazionale è diventata più difficile e alcuni potrebbero essere più scettici nei confronti dell'amministrazione Trump", ha aggiunto.
I legami infatti non si sono interrotti, ma sono diventati meno visibili. George Weinberg, che a Berlino guida Republicans Overseas, l'organizzazione dei repubblicani all'estero, e che fa da tramite tra i dirigenti dell'AfD e il mondo MAGA, ha detto al Wall Street Journal che i rapporti proseguono lontano dai riflettori per ragioni politiche. "Continuano a chiamare, a venire in visita, a portarmi bottiglie di vino, ma ora è tutto più discreto. Sono politici, vogliono vincere le elezioni", ha detto.
Dopo la vittoria in Sassonia-Anhalt Trump si è congratulato con l'AfD con un messaggio sui social, seguito da Musk, dal senatore Mike Lee, dall'ex ambasciatore Richard Grenell e dalla deputata Anna Paulina Luna. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, irritato dal sostegno del presidente all'opposizione, ha annullato una telefonata già programmata con Trump. L'AfD invece ha quasi ignorato i complimenti. "L'entusiasmo sfrenato per il mondo MAGA che c'era tra alcuni di noi è finito", ha detto al giornale Peter Felser, deputato dell'AfD al Bundestag. "Direi che siamo cresciuti. Non dobbiamo essere d'accordo con gli Stati Uniti su tutto. Abbiamo le nostre posizioni".
