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I dem presentano una proposta di legge per bloccare l'accordo di Trump con Putin sul diesel
Gregory Meeks interviene all'evento "Roots at 50 and Beyond" a Washington, il 18 settembre 2026. Credito: Joe Andrucyk / Maryland GovPics, Flickr — CC BY 4.0, foto ritagliata.
Politica estera 3 min di lettura

I dem presentano una proposta di legge per bloccare l'accordo di Trump con Putin sul diesel

La proposta di legge di Gregory Meeks revocherebbe le licenze concesse dal Dipartimento del Tesoro e obbligherebbe la Casa Bianca a sanzionare il settore energetico russo. La proposta è firmata anche dal deputato repubblicano Don Bacon, ma ha poche possibilità di passare.

Gregory Meeks, deputato di New York e principale esponente democratico della Commissione Affari Esteri della Camera, ha presentato venerdì 16 ottobre una proposta di legge per bloccare l'accordo con cui Donald Trump ha autorizzato il ritorno del gasolio russo sui mercati internazionali, compreso quello statunitense. Il testo, denominato Prohibit Corrupt Russia Oil Deals Act, intende revocare le licenze generali rilasciate dall'OFAC, l'ufficio del Dipartimento del Tesoro responsabile delle sanzioni, per consentire questo tipo di operazioni e vieterebbe di concederne di nuove.

Tra le autorizzazioni interessate c'è quella che permette la vendita, la consegna e l'importazione di gasolio russo fino al 7 aprile 2027, rilasciata il 9 ottobre, il giorno in cui Trump aveva annunciato l'intesa con Vladimir Putin. La proposta di legge vieterebbe inoltre alla DFC, l'agenzia federale che finanzia progetti di sviluppo e investimenti privati all'estero, di investire nel settore energetico russo e imporrebbe all'Amministrazione di sanzionarlo.

"Questo accordo non ridurrà i costi per gli americani, che stanno già pagando il prezzo della fallimentare guerra che Trump ha scelto di combattere in Iran", ha detto Meeks. Secondo il deputato, l'intesa servirà invece solo a "consegnare a Putin milioni di dollari per continuare a massacrare impunemente i civili ucraini".

Oltre a Meeks, hanno sottoscritto la proposta di legge altri 16 deputati democratici e un solo repubblicano: Don Bacon, eletto in Nebraska, che non però si ricandida alle elezioni di metà mandato del 3 novembre e ha fatto sapere di star valutando una candidatura alla Casa Bianca nel 2028. Bacon aveva già definito l'accordo "moralmente sbagliato", perché Putin usa quei soldi "per bombardare le città ucraine". Insieme ad altri quattro deputati repubblicani ha poi firmato una lettera che chiede a Trump di cancellarlo. Alla Camera, controllata dai repubblicani fino almeno a metà gennaio, le possibilità di approvazione della proposta di Meeks restano comunque scarse.

Le altre iniziative del Congresso

Quella di Meeks non è l'unica iniziativa congressuale contro l'intesa recentemene annunciata. Il deputato repubblicano Brian Fitzpatrick aveva già annunciato la presentazione di un'altra proposta di legge bipartisan, il Ronald Reagan Peace Through Strength Act, per vietare per legge gli acquisti di petrolio russo. Fitzpatrick vorrebbe portarla al voto con una discharge petition: una raccolta di firme che, se raggiungesse il sostegno della maggioranza assoluta dei deputati e completasse i passaggi previsti dal regolamento, consentirebbe di imporre l'esame di un provvedimento anche senza il consenso dei vertici della Camera. Bacon ha già detto di volerla sostenere.

Al Senato, invece, dodici esponenti bipartisan, sei repubblicani e sei democratici, hanno chiesto a Trump di ritirarsi dall'accordo. Sette senatori, quattro repubblicani e tre democratici, tra cui Jeanne Shaheen, sostengono inoltre che l'autorizzazione alle importazioni di gasolio russo contrasti con il divieto approvato dal Congresso nel 2022. Accusano, inoltre, l'Amministrazione di non aver consultato il Congresso né presentato le spiegazioni richieste dalla legge.

La normativa prevede che il presidente possa revocare il divieto soltanto dopo una procedura che comprende la consultazione delle Commissioni competenti e l'invio al Congresso di una certificazione sul rispetto di precise condizioni da parte di Mosca, tra cui un accordo sul ritiro delle forze russe e sulla cessazione delle ostilità accettato dall'Ucraina. La revoca può entrare in vigore solo 90 giorni dopo la presentazione della certificazione, salvo che nel frattempo venga approvata una legge per impedirla.

Trump difende l'intesa, l'Europa prepara nuove sanzioni

Trump ha però difeso con forza la propria decisione. "Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano", ha scritto il 12 ottobre su Truth Social, mentre anche il Segretario al Tesoro Scott Bessent sostiene che l'accordo rispetti la legge. Il giorno successivo il presidente ha precisato ai giornalisti che il gasolio russo "non è per noi", ma è destinato ai mercati mondiali. Secondo le valutazioni degli analisti, tuttavia, le quantità promesse da Mosca difficilmente basteranno a ridurre sensibilmente i prezzi prima delle elezioni, come sperato dal presidente.

L'intesa ha suscitato forti critiche anche in Europa. Secondo Politico, la Commissione europea ha cominciato a preparare il 23° pacchetto di sanzioni contro la Russia, con l'obiettivo di ridurne ulteriormente le entrate petrolifere. Un alto funzionario ucraino citato dalla testata si aspetta che la proposta venga presentata ai governi dell'Unione entro la fine dell'anno.

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