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Trump sospende quasi tutte le sanzioni contro la Russia approvate dal Congresso
Molly Riley, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Politica estera 3 min di lettura

Trump sospende quasi tutte le sanzioni contro la Russia approvate dal Congresso

Con un ordine esecutivo il presidente ha bloccato le misure della legge Graham, compresi i dazi fino al 100% sui paesi che comprano petrolio russo. Critiche da democratici e repubblicani.

Il presidente Donald Trump ha sospeso quasi tutte le sanzioni contro la Russia previste da una legge approvata dal Congresso con i voti di democratici e repubblicani, che lui stesso aveva firmato il mese scorso. Lo ha fatto con un ordine esecutivo firmato venerdì sera, due giorni prima che le misure entrassero in vigore, il 18 ottobre. Tra le sanzioni sospese ci sono i dazi fino al 100% sui paesi che comprano petrolio russo.

La legge porta il nome di Lindsey Graham, il senatore repubblicano del South Carolina morto a luglio, che aveva passato più di un anno a raccogliere sostegno per il testo. Graham era tra i più duri nei confronti di Mosca e allo stesso tempo un alleato stretto di Trump. L'obiettivo della legge era tagliare le fonti di denaro che permettono alla Russia di finanziare la guerra in Ucraina: colpiva funzionari, oligarchi e istituzioni finanziarie russe, rafforzava le misure contro il sistema bancario e contro la cosiddetta "flotta ombra", le petroliere con cui Mosca aggira le sanzioni sul greggio. Dava inoltre al presidente il potere di imporre dazi fino al 100% sui paesi che importano petrolio e gas russi e fino al 500% su tutti i prodotti russi che entrano negli Stati Uniti.

Il testo concedeva a Trump 30 giorni per imporre i dazi ai cinque maggiori acquirenti di petrolio russo, lasciandogli però libertà sulla loro entità. La scadenza sarebbe arrivata domenica. La legge prevede che il presidente possa rinunciare alle sanzioni, a condizione di avvisare il Congresso. È quello che ha fatto Trump. "Rinuncio all'applicazione delle sanzioni, delle restrizioni e dei dazi previsti dal Graham Act", si legge nell'ordine, in cui il presidente scrive di aver certificato al Congresso che la decisione è "nell'interesse nazionale degli Stati Uniti". Il documento non spiega però perché.

La sospensione non è definitiva: Trump potrà decidere di applicare le sanzioni in un secondo momento. Nell'ordine il presidente ha scritto che gli Stati Uniti "monitoreranno" gli acquisti di petrolio russo da parte degli altri paesi e che i suoi consiglieri gli diranno se intervenire con i dazi.

La decisione arriva dopo settimane in cui Trump si è avvicinato a Mosca e allontanato da Kyiv. Il presidente è irritato dagli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, che fanno salire il prezzo del petrolio in tutto il mondo. Negli Stati Uniti questo si traduce in benzina più cara e in un'inflazione più alta, a poche settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, in cui i repubblicani rischiano di perdere il controllo del Congresso.

La settimana scorsa Trump aveva annunciato un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per importare diesel russo. Il dipartimento del Tesoro aveva sospeso temporaneamente le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo e concesso ai produttori di energia russi una licenza per venderlo fino ad aprile. La scelta aveva fatto arrabbiare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i governi europei, mentre un gruppo di senatori dei due partiti aveva chiesto a Trump di tornare indietro. Negli ultimi giorni il presidente è stato criticato anche per aver chiesto a Zelensky di farsi da parte e per aver preteso dall'Ucraina una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, che Mosca ha violato quasi subito.

Le critiche alla sospensione delle sanzioni sono arrivate da entrambi i partiti. Molti parlamentari si aspettavano già al momento del voto che Trump non avrebbe applicato le misure e temevano che usasse in modo improprio il potere di imporre dazi. "Il presidente sta prolungando la guerra, non la sta facendo finire", ha detto il deputato repubblicano del Nebraska Don Bacon, che lascerà la Camera alla fine del mandato. Il senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal, tra i promotori della legge, ha detto che Trump "si schiera ancora una volta dalla parte di un delinquente sanguinario" e contro la maggioranza degli americani, il Congresso e gli alleati europei, aggiungendo che la sospensione "non ha niente a che fare con la sicurezza nazionale" e serve solo a compiacere Putin.

Per il deputato democratico della Virginia Don Beyer, la decisione è "l'ennesima resa a Putin", che tradisce l'Ucraina e va contro la chiara volontà del Congresso. La senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, la democratica più alta in grado nella commissione Bancaria del Senato, l'ha definita un "fallimento totale" della leadership di Trump, che a suo dire permette a Putin di continuare la guerra.

Non è chiaro se la sospensione basterà a riportare la Russia nel sistema finanziario occidentale, da cui è esclusa da anni. Daniel Tannebaum, socio della società di consulenza Oliver Wyman, che assiste le banche sulle norme antiriciclaggio e sulle sanzioni, ha detto al New York Times che "l'impianto delle sanzioni resta in piedi" e che nessuno vuole trovarsi esposto quando la sospensione verrà revocata. Tannebaum ha aggiunto di non essere sicuro che la decisione porterà benefici concreti all'economia americana.

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