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Starshield, l’ordine di rallentare il servizio per l’Ucraina è partito dalla Casa Bianca
Un kit Starshield con un sistema di alimentazione durante un'esercitazione dei Marines nel poligono di Chocolate Mountain, in California, il 6 aprile 2026. Credito: Cpl. Seferino Gamez / U.S. Marine Corps, via DVIDS — pubblico dominio.
Politica estera 25 min di lettura

Starshield, l’ordine di rallentare il servizio per l’Ucraina è partito dalla Casa Bianca

Secondo Reuters il Pentagono ha ricevuto la richiesta di limitare la rete satellitare militare usata dai droni ucraini. Un alto funzionario però nega che a chiederlo sia stato Trump.

L'ordine di limitare Starshield, il servizio satellitare militare di SpaceX che l'Ucraina utilizza per le comunicazioni sul campo di battaglia e per guidare i droni, è arrivato dalla Casa Bianca. Lo hanno riferito a Reuters due funzionari statunitensi e un funzionario occidentale informato sulla vicenda. Secondo le fonti, i vertici del Dipartimento della Difesa hanno ricevuto un messaggio dalla Casa Bianca con la richiesta di limitare il servizio fornito alle Forze Armate ucraine. Non è però chiaro chi abbia preso la decisione né chi l'abbia attuata.

Interpellato dall'agenzia, un alto funzionario statunitense ha risposto che "il presidente non ha mai fatto una richiesta del genere". La Casa Bianca non ha chiarito se la richiesta possa essere arrivata da altri esponenti dell'Amministrazione. Dopo l'introduzione delle restrizioni, martedì e mercoledì i funzionari ucraini hanno contattato alti funzionari della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato e del Pentagono per ottenere spiegazioni. Secondo un alto funzionario ucraino, anche a Kyiv è stato risposto che la decisione era stata presa dalla Casa Bianca.

Starshield è la versione militare di Starlink, sviluppata da SpaceX per clienti governativi e per esigenze di sicurezza nazionale, e utilizza la costellazione Starlink come infrastruttura di base. Il Pentagono, che ne è il principale cliente, ha speso miliardi di dollari per i due servizi. Gli acquisti statunitensi comprendono anche satelliti Starshield dedicati, tra cui quelli per le comunicazioni a supporto dell'allerta missilistica e una costellazione di satelliti spia per il National Reconnaissance Office, l'agenzia che gestisce i satelliti di ricognizione.

Questa settimana i militari ucraini hanno denunciato che i terminali perdevano il collegamento quando erano montati su mezzi in rapido movimento, compromettendo il funzionamento dei droni che li utilizzano per i sistemi di guida. Le restrizioni hanno complicato le missioni contro le forze russe e la loro rete logistica nei territori occupati e limitato l'impiego dei droni intercettori usati per abbattere gli Shahed, i droni d'attacco lanciati dalla Russia. Giovedì una fonte del Ministero della Difesa ucraino ha spiegato che i terminali avevano ripreso a funzionare in movimento, ma soltanto fino a 160 km orari.

Mercoledì Elon Musk, amministratore delegato di SpaceX, ha scritto su X che i sistemi Starshield appartengono al governo degli Stati Uniti e sono sotto il suo controllo. Secondo Musk, quindi, eventuali limiti di velocità o di utilizzo vengono decisi dalle Forze Armate americane e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti. Il senatore repubblicano Thom Tillis aveva già chiesto un'indagine all'ispettore generale del Pentagono sulle restrizioni.

Ucraina, il caso Starshield
Sopra i 160 km/h i droni ucraini perdono il collegamento
Dal 14 ottobre i terminali Starshield montati sui droni ucraini si scollegano quando superano una certa velocità. Il limite colpisce soprattutto gli intercettori che inseguono gli Shahed russi. Chi l’abbia deciso è ancora conteso.
Velocità del drone e collegamento satellitare
Per fermare uno Shahed bisogna andare più veloci di lui. Proprio lì il segnale si interrompe
Trascina il cursore o scegli un velivolo: il tachimetro mostra se il terminale resta collegato.
Il limite imposto ai terminali Starshield in movimento è di 100 miglia orarie, circa 160 km/h. Il 7° Corpo ucraino ha segnalato cadute di 10-20 secondi già a 110-120 km/h. Lo Shahed russo a elica vola a circa 185 km/h, la versione a reazione fino a circa 370 km/h; l’intercettore ucraino Sting tocca i 315 km/h.
Velocità del drone
315km/h
0 km/h400 km/h
Il punto
Un intercettore deve essere più veloce del bersaglio. Con il limite a 160 km/h la difesa aerea ucraina perde il controllo dei droni più rapidi proprio mentre inseguono gli Shahed, che volano oltre quella soglia. Alcuni reparti hanno segnalato interruzioni anche a velocità più basse.
Quattro versioni a confronto
Chi ha deciso il limite? Ogni versione indica una catena di comando diversa
Scegli una fonte per vedere chi, secondo quella versione, ha avuto un ruolo.
14 ottobre, Musk: i limiti li decidono le Forze Armate americane e, in ultima istanza, il presidente. 15 ottobre, Reuters: la Casa Bianca ha dato al Pentagono l’istruzione di limitare Starshield, senza che si sappia chi. 16 ottobre, Telegraph: l’idea sarebbe stata di Musk e Trump l’avrebbe approvata. 16 ottobre, Trump: «Non sono stato io».
Ha un ruolo Escluso Ruolo non chiarito
Dal 9 al 16 ottobre
Dall’accordo sul gasolio russo alla smentita di Trump: tutto in una settimana
Tocca un giorno per leggere che cosa è successo.
9 ottobre: Trump annuncia un accordo con Putin sul gasolio russo. 14 ottobre: i terminali Starshield si scollegano sopra i 160 km/h; Musk attribuisce la scelta al governo. 15 ottobre: Reuters indica la Casa Bianca; nove senatori chiedono un’indagine. 16 ottobre: il Telegraph indica Musk; Trump nega.
Non è la prima volta
La lettera all’ispettore generale
Nove senatori di entrambi i partiti chiedono di sapere chi ha dato l’ordine
I 100 seggi del Senato: restano accesi quelli dei firmatari. Tocca un seggio colorato o un nome.
Democratici5
Repubblicani4
su 45 democratici
su 53 repubblicani
Firmatari: Jeanne Shaheen (promotrice), Dick Durbin, Jack Reed, Chris Coons, Richard Blumenthal; Thom Tillis (promotore), Susan Collins, Lisa Murkowski, John Cornyn.
Destinatario
Platte Moring III, ispettore generale del Pentagono
Richiesta
Accertare se funzionari americani abbiano ordinato, autorizzato o conosciuto in anticipo le restrizioni, con un primo resoconto entro il 1° novembre
Il dettaglio
Tillis non si ricandida e Cornyn ha perso le primarie: due dei quattro repubblicani non saranno in corsa a novembre
FonteThe Telegraph, Reuters, Ukrainska Pravda, Kyiv Independent, Business Insider, Mezha, Senato degli Stati Uniti (lettera del 15 ottobre 2026). Dati aggiornati al 16 ottobre 2026.
NotaLe velocità dei droni sono valori massimi dichiarati o stimati. Disposizione dei seggi schematica: 45 democratici, 2 indipendenti, 53 repubblicani.

Lo scontro sugli attacchi alle raffinerie russe

Le limitazioni sono arrivate mentre Donald Trump sta premendo su Kyiv perché interrompa gli attacchi alle raffinerie russe. Il presidente attribuisce a questi raid l'impennata dei prezzi dell'energia, che penalizza il Partito Repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Secondo gli esperti, però, i rincari dipendono soprattutto dalla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, che ha provocato attacchi iraniani agli impianti energetici e la chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz.

I rapporti tra Washington e Kyiv si sono ulteriormente deteriorati dopo l'incontro del 9 ottobre a Miami, al quale hanno partecipato rappresentanti dei due Paesi, dell'Europa e della Banca Mondiale. Secondo una persona informata sui colloqui, Jared Kushner, genero di Trump, e Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, hanno usato toni duri con la delegazione ucraina. I due hanno espresso l'irritazione di Washington per i continui attacchi alle raffinerie russe, nonostante le ripetute richieste americane di fermarli.

La delegazione statunitense ha anche illustrato le ragioni dell'accordo sulle forniture di gasolio concluso con la Russia: la Casa Bianca sperava che l'intesa inducesse Mosca ad ammorbidire la propria posizione nei negoziati di pace.

L'accordo prevede una prima fornitura di oltre 300.000 tonnellate di gasolio russo, equivalenti a circa 2,25 milioni di barili, seguita da ulteriori consegne nei mesi successivi. Nell'annuncio del 9 ottobre Trump aveva indicato come destinatari sia il mercato statunitense sia quello internazionale. Il 13 ottobre ha però precisato che il carburante sarebbe stato immesso sul mercato mondiale e non sarebbe stato destinato agli Stati Uniti. L'obiettivo dichiarato resta aumentare l'offerta globale per contenere i prezzi.

Anche diversi esponenti bipartisan del Congresso hanno contestato l'intesa, sostenendo che garantirà a Mosca nuove risorse per proseguire la guerra senza costringere Vladimir Putin a fare concessioni.

Nei giorni successivi all'annuncio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito "debole" la decisione americana, mentre Trump ha chiesto elezioni in Ucraina e la rimozione di Zelensky dalla presidenza. Nel frattempo, come già rivelato da Reuters, funzionari statunitensi hanno minacciato di interrompere la condivisione con Kyiv delle informazioni di intelligence sui lanci di missili russi, utilizzate dall'Ucraina per difendersi dagli attacchi. Martedì però Trump ha assicurato che Washington continua a fornire queste informazioni.

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