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In Michigan il repubblicano Rogers è avanti di quattro punti su El-Sayed
Abdul El-Sayed, 2026, Facebook
Sondaggi 21 min di lettura

In Michigan il repubblicano Rogers è avanti di quattro punti su El-Sayed

Il sondaggio di Fox News dà Rogers al 51% e il progressista El-Sayed al 47%, dentro il margine di errore. Nella corsa a governatore la democratica Benson è avanti di cinque punti su John James.

Il repubblicano Mike Rogers è avanti di quattro punti sul democratico Abdul El-Sayed nella corsa al Senato in Michigan, uno degli Stati da cui passa il tentativo dei democratici di riprendersi la maggioranza a novembre. Un sondaggio di Fox News lo dà al 51% contro il 47% di El-Sayed, un margine che rientra nell'errore statistico della rilevazione, pari a tre punti percentuali.

Il vantaggio di Rogers nasce dalla compattezza del campo repubblicano. Lo sostiene il 96% degli elettori del partito, con il 99% tra chi si riconosce nel movimento MAGA e l'89% tra gli altri.

Sondaggio Fox News · Michigan
Rogers è avanti di quattro punti, ma il Michigan resta in bilico

Il repubblicano Mike Rogers ottiene il 51% e il democratico Abdul El-Sayed il 47% nella corsa al Senato. La distanza rientra nel margine di errore, e nella stessa rilevazione i democratici vincono la corsa per il governatore.

Se si votasse oggi per il Senato
Abdul El-Sayed
47%
Indecisi
2%
Mike Rogers
51%
Democratico
Repubblicano
50% – pareggio

La fascia chiara indica il margine di errore, pari a 3 punti. Il confine tra i due candidati cade dentro quella fascia: con quattro punti di distanza, il vantaggio di Rogers non è statisticamente sicuro.

Lo stesso giorno, la stessa scheda
Due corse, due vincitori diversi

Gli elettori del Michigan votano a novembre per il Senato e per il governatore. Il sondaggio dà il seggio ai repubblicani e lo Stato ai democratici.

Senato Rogers +4
47%
51%
El-Sayed (D)Rogers (R)
Governatore Benson +5
52%
47%
Benson (D)James (R)
Chi vota due partiti diversi

Sceglie Rogers al Senato e la democratica Benson come governatrice

14%

Sceglie El-Sayed al Senato e il repubblicano James come governatore

5%

Quote sul totale degli elettori di ciascun candidato al Senato. Scala 0–20%.

Da dove nasce il vantaggio
I repubblicani sono compatti, i democratici no

El-Sayed ha vinto le primarie una settimana prima del sondaggio, dopo una campagna molto combattuta, e il suo campo non si è ancora ricompattato.

Quanti votano Rogers

Tutti gli elettori repubblicani

96%

Chi si riconosce nel movimento MAGA

99%

Repubblicani fuori dal movimento MAGA

89%
Quanti votano El-Sayed

Tutti gli elettori democratici

91%

Chi sostiene i Democratic Socialists of America

98%

Democratici estranei alla sinistra socialista e indipendenti

69%

Nella corsa per il governatore, lo stesso gruppo di elettori sceglie la democratica Jocelyn Benson all’81%. La differenza di dodici punti misura quanto El-Sayed deve ancora recuperare dentro il suo campo.

Che cosa muove il voto
Chi pensa all’immigrazione vota Rogers, chi pensa alla sanità vota El-Sayed

Per ogni tema il grafico mostra di quanti punti è avanti il candidato preferito da chi mette quel tema al primo posto.

◄ El-Sayed avantiRogers avanti ►
Quattro elettori su dieci dicono di stare perdendo terreno dal punto di vista economico: tra loro El-Sayed è avanti di 24 punti.
È il divario più ampio di tutto il sondaggio: chi mette l’immigrazione al primo posto sceglie Rogers quasi in blocco.
La sanità è il terreno migliore per El-Sayed, ma pesa quanto l’immigrazione: la indica come priorità un elettore su sette.
Chi indica le divisioni politiche come primo problema si divide quasi a metà, con un vantaggio minimo per El-Sayed.

Tocca un tema per leggere il dettaglio.

Un tema che divide l’elettorato

Gli Stati Uniti devono continuare a dare aiuti militari al governo israeliano?

44%
55%
FavorevoliContrari

Chi è favorevole sceglie Rogers con 45 punti di margine; chi è contrario preferisce El-Sayed di 29.

La scommessa democratica
El-Sayed è indietro, ma i democratici sono più mobilitati

Il vantaggio dei democratici sui repubblicani, in punti percentuali.

+15

sull’interesse per la campagna elettorale

+11

sulla motivazione ad andare a votare

+7

sulla certezza di votare a novembre

Il peso che i due candidati si portano dietro

Considera troppo estreme le posizioni di El-Sayed

54%

Giudica Rogers troppo vicino a Donald Trump

51%
Fonte

Sondaggio Fox News realizzato dal 6 al 10 agosto 2026 da Beacon Research e Shaw & Company Research su un campione di 1.006 elettori registrati del Michigan. Il margine di errore è di 3 punti percentuali sull’intero campione e più alto sui singoli sottogruppi.

El-Sayed ha vinto le primarie democratiche dopo una campagna molto combattuta solo una settimana prima della rilevazione e il suo campo non si è ancora ricompattato del tutto. Lo vota il 91% dei democratici e il 98% di chi sostiene i Democratic Socialists of America, l'organizzazione della sinistra socialista americana, ma la quota scende al 69% tra i democratici estranei a quel mondo e gli indipendenti. Tra gli indipendenti, un sottogruppo ristretto del campione, è leggermente avanti Rogers.

La coalizione di El-Sayed è fatta di elettori di sinistra, elettori neri, residenti delle città e donne laureate. Rogers è più forte tra i conservatori, i cristiani evangelici bianchi, gli elettori delle zone rurali e gli uomini bianchi senza laurea. Gli uomini preferiscono Rogers di 11 punti (55% contro 44%), mentre le donne si dividono quasi a metà, con il 49% a El-Sayed e il 48% a Rogers.

El-Sayed va peggio di Kamala Harris nel 2024 tra gli elettori neri, le donne e i residenti dei sobborghi, mentre Rogers resta sotto i livelli del presidente Donald Trump tra gli elettori sotto i 30 anni e gli indipendenti. Il confronto arriva dalla rilevazione sull'elettorato del Michigan realizzata da Fox News nel 2024. Trump ha vinto lo Stato nel 2016 e nel 2024, entrambe le volte con meno di due punti di margine, mentre Joe Biden lo aveva conquistato nel 2020 con quasi tre punti.

El-Sayed è avanti tra gli elettori più coinvolti: ha 11 punti di vantaggio tra chi si dice estremamente interessato all'elezione, 7 punti tra chi si dice estremamente motivato e 4 punti tra chi dà per certo il proprio voto. I democratici superano i repubblicani di 15 punti sull'interesse per la campagna, di 11 sulla motivazione a votare e di 7 sulla certezza di andare alle urne. Circa tre quarti dei sostenitori di ciascun candidato escludono di cambiare idea e circa due terzi dicono che il loro voto è soprattutto a favore del proprio candidato, non contro l'avversario.

Più della metà dell'elettorato considera troppo estreme le posizioni di El-Sayed (54%) e giudica Rogers troppo vicino a Trump (51%). Il timore attraversa entrambi gli schieramenti: i democratici preoccupati dall'estremismo del loro candidato (30%) sono il doppio dei repubblicani preoccupati dai legami di Rogers con il presidente (14%). Tra gli indipendenti prevale il secondo dubbio, 58% contro 48%.

"L'energia è a sinistra in Michigan, come in tutto il paese, e questo dovrebbe aiutare l'affluenza", ha detto il sondaggista repubblicano Daron Shaw, che realizza i sondaggi di Fox News insieme al democratico Chris Anderson. "Ma il percorso con cui El-Sayed è arrivato alla candidatura ha messo in luce le fratture del partito. Deve rassicurare una platea ampia di democratici del Michigan, compresi i Reagan Democrats, gli elettori ebrei e quelli neri, sul fatto che servirà i loro interessi invece di perseguire un'agenda estremista". I Reagan Democrats sono gli elettori operai di tradizione democratica passati ai repubblicani negli anni Ottanta.

Trump ha un saldo di gradimento negativo di 19 punti nello Stato, con il 40% di giudizi favorevoli e il 59% di contrari. Anche i due candidati al Senato sono sotto zero, con El-Sayed a -13 e Rogers a -6. Lo stesso vale per i partiti: i repubblicani sono a -12, i democratici a -13. Il movimento MAGA è giudicato con più favore rispetto ai Democratic Socialists of America, 40% contro 30%, ma raccoglie anche più ostilità netta: il 45% ne ha un'opinione fortemente negativa, contro il 37% dei socialisti.

L'inflazione è il primo tema della campagna, indicata dal 38% degli elettori. Quattro su dieci dicono di stare perdendo terreno dal punto di vista economico. Seguono l'immigrazione e la sanità, entrambe al 14%, poi le divisioni politiche all'11%.

El-Sayed resta competitivo grazie a chi mette al primo posto l'inflazione, dove è avanti di 10 punti, la sanità (+47) e le divisioni politiche (+5). Chi dà la priorità all'immigrazione sceglie invece Rogers con un margine di 82 punti. Chi si dice in difficoltà economica preferisce El-Sayed di 24 punti.

Il 55% degli elettori del Michigan si oppone alla prosecuzione degli aiuti militari americani al governo israeliano, mentre il 44% è favorevole. Il tema divide il voto in modo netto, perché chi è favorevole sceglie Rogers con 45 punti di margine, mentre chi è contrario preferisce El-Sayed di 29.

Nella corsa per il governatore la democratica Jocelyn Benson è avanti sul repubblicano John James di cinque punti, 52% contro 47%, anche in questo caso entro il margine di errore. La governatrice uscente Gretchen Whitmer non può ricandidarsi per il limite dei due mandati. Benson raccoglie più consensi di El-Sayed tra i democratici estranei alla sinistra socialista e tra gli indipendenti: 81% contro il 69% del candidato al Senato.

Il voto disgiunto, cioè la scelta di candidati di partiti diversi nelle due corse, pesa soprattutto a destra: il 14% di chi vota Rogers al Senato sceglie Benson come governatrice, mentre solo il 5% degli elettori di El-Sayed vota James. Benson ha un saldo di gradimento positivo di 7 punti (49% di giudizi favorevoli e 42% di contrari), James negativo di 3 punti (41% contro 44%). Circa un sostenitore di Benson su cinque e uno di James su quattro dicono di poter ancora cambiare idea.

Il sondaggio è stato realizzato tra il 6 e il 10 agosto su un campione di 1.006 elettori registrati del Michigan, estratti dagli elenchi elettorali dello Stato, sotto la direzione congiunta di Beacon Research, vicina ai democratici, e Shaw & Company Research, vicina ai repubblicani. Le interviste sono state raccolte al telefono, su rete fissa e su cellulare, oppure online dopo l'invio di un messaggio. Il margine di errore è di tre punti percentuali sull'intero campione e più alto sui singoli sottogruppi.

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