JD Vance ha pubblicato "Communion", il suo secondo libro di memorie, dedicato alla conversione al cattolicesimo. Secondo un'analisi di Stephen Rodrick pubblicata su Rolling Stone, il libro rivela soprattutto la contraddizione centrale del vicepresidente americano: professa una fede che mette Dio sopra ogni cosa, ma la sua carriera politica è costruita sulla lealtà assoluta al presidente.
Vance, ex ateo, è cattolico da sette anni e nel libro presenta la sua religione come un cristianesimo riflessivo, plasmato da Agostino e Tommaso d'Aquino. Da Agostino, il santo che ha scelto come patrono e che cita nove volte, riprende l'idea dell'ordo amoris, il corretto ordine degli amori: politica, ambizione e nazione sono ambiti legittimi, ma nessuno deve mai prendere il posto di Dio. Per Rodrick il trumpismo premia l'esatto contrario: la lealtà al capo, il rancore al posto della misericordia e la vittoria totale al posto della virtù.
La storia di Vance è nota: padre assente, madre tossicodipendente, un'infanzia difficile a Middletown, in Ohio, riscattata grazie alla nonna e raccontata nel 2016 in "Hillbilly Elegy", diventato un testo di riferimento per i conservatori. Poi i Marines, la facoltà di legge di Yale e la carriera nel venture capital accanto al miliardario Peter Thiel, che ha finanziato con 15 milioni di dollari la sua campagna per il Senato. A 40 anni è il vicepresidente più giovane dai tempi di Richard Nixon, che lo diventò a 37. All'epoca del primo libro era però un oppositore di Trump: definì la sua campagna del 2016 "eroina culturale" per la classe operaia bianca e scrisse su Twitter di trovarlo "riprovevole" perché spaventava immigrati e musulmani a cui teneva, aggiungendo che "Dio vuole di meglio da noi".
Meno di dieci anni dopo, durante la campagna del 2024, Vance ha accusato la comunità haitiana di Springfield, in Ohio, di rapire e mangiare gli animali domestici, una storia falsa: gli haitiani erano nel paese legalmente grazie a un programma di protezione temporanea. Alla CNN che lo incalzava sulle sue affermazioni rispose: "Stiamo creando una storia". Da vicepresidente ha definito "estremista di sinistra squilibrata" Renee Good, la donna uccisa il 9 gennaio a Minneapolis dagli agenti dell'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, mentre aggirava in auto un agente a bassissima velocità, e ha detto che la sua morte era "una tragedia di cui è lei stessa responsabile". Entrambe le affermazioni erano false.
In sette anni da cattolico Vance ha attaccato due papi e ha detto ai fedeli americani di non guardare al Vaticano per indicazioni politiche. Nel libro rifiuta anche la dottrina della Chiesa secondo cui le cattive azioni possono portare all'inferno, sostenendo che il destino eterno sia predeterminato da Dio. Quando, dopo l'inizio della guerra con l'Iran, papa Leone ha scritto che Dio "non è mai dalla parte di chi ha brandito la spada", Vance ha invitato il pontefice "a stare attento quando parla di questioni di teologia" e a un evento di Turning Point USA, l'organizzazione giovanile conservatrice, ha invocato la tradizione agostiniana della guerra giusta. Il National Catholic Reporter ha ricordato che Leone, prima di diventare vescovo, guidava l'ordine agostiniano nel mondo e ha scritto la sua tesi di dottorato proprio su Agostino.
Sull'Ucraina, un caso da manuale di guerra giusta secondo la dottrina agostiniana, Vance disse a Steve Bannon, mentre i soldati russi si ammassavano al confine, che non gli importava "davvero cosa succede all'Ucraina". Da senatore si oppose al pacchetto di aiuti da 60 miliardi di dollari del 2024 con un articolo sul New York Times. Nell'aprile 2025, nello Studio Ovale, accusò Volodymyr Zelensky di ingratitudine verso gli aiuti americani e gli consigliò di "dire grazie", mentre il presidente gli ripeteva che "non hai le carte". Sedici mesi dopo, scrive Rodrick, Putin non mostra alcun interesse per un negoziato e l'Ucraina ha colpito la Russia con attacchi di droni che l'hanno messa in una posizione più forte di allora.
Nel 2021 Vance aveva definito "sataniche" alcune componenti dell'istruzione americana, aveva invitato i conservatori ad "attaccare le università" e aveva indicato come modello la campagna di Viktor Orbán per portare gli atenei ungheresi sotto il controllo del governo. Lo scorso aprile è volato a Budapest a fare campagna per Orbán cinque giorni prima delle elezioni, definendolo "uno dei grandi difensori della civiltà occidentale": Orbán ha perso nettamente. Poche settimane prima aveva fatto visita a papa Francesco, dopo averne criticato nel libro le posizioni sull'immigrazione: il pontefice è morto il giorno seguente. Sull'Iran, dopo aver firmato in Svizzera il memorandum d'intesa che ha chiuso la guerra, ha detto a un podcaster conservatore che l'indicazione del presidente era usare l'accordo per "riempire di nuovo l'economia mondiale del petrolio" e poi vedere come rispondeva Teheran.
Vance ha anche ammesso che la frase del 2021 sulle "gattare senza figli, infelici delle proprie vite" fu "una delle cose più stupide che abbia mai detto": tra le donne americane il suo gradimento è al 35%, contro il 55% di giudizi negativi. Sostiene che volesse solo dire che la cultura americana scoraggia i figli insegnando che il successo professionale conta di più, un argomento curioso, nota Rodrick, per un uomo la cui carriera gli ha fruttato un patrimonio stimato da Forbes in circa 12 milioni di dollari.
Nel libro Vance scrive di essere "costantemente terrorizzato all'idea che le cose si sgretolino" e che la sua vita "somiglia molto spesso a una favola" destinata presto a finire. Per Rodrick è questo bisogno di un'ancora a spiegare la trasformazione politica: dopo le critiche a "Hillbilly Elegy", accusato di colpevolizzare i poveri, Vance ha cercato la salvezza in Trump, di cui oggi molti lo considerano il possibile erede. Il mese scorso, alla fondazione dedicata a Nixon, ha detto che se il Watergate accadesse oggi "sarebbe una storia da 12 ore circa" e si è paragonato all'ex presidente: "Giovane senatore, vicepresidente, scrive libri di successo, è odiato dai media. Suona un po' come JD Vance". La conclusione di Rodrick è che Dio può anche essere nel cuore di Vance, ma sul trono siede Donald Trump.
