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Da dove arrivano i voti della vittoria democratica
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Elezioni 24 min di lettura

Da dove arrivano i voti della vittoria democratica

Gli elettori di Harris restano, chi non aveva votato sceglie i democratici e un elettore di Trump su dieci sta a casa. Giovani, ispanici e Sud spiegano la vittoria più larga dal 1976.

Alle midterm di martedì i democratici hanno ottenuto la più ampia vittoria nel voto popolare per la Camera dal 1976. Secondo le stime del New York Times hanno vinto 56 a 43, con un margine di 13 punti, mentre due anni fa Trump aveva vinto il voto popolare alle presidenziali. Un'analisi dell'Economist basata sul grande sondaggio Civic Health and Elections Project, condotto dal centro di ricerca NORC dell'Università di Chicago, permette di capire da dove arrivano questi voti: in parte da chi due anni fa non aveva votato, in parte dagli stessi elettori di Trump. In un paese molto polarizzato, scrive il settimanale, il presidente è riuscito a unire una parte ampia degli elettori in un giudizio negativo sulla sua presidenza.

Gli elettori di Kamala Harris sono rimasti quasi tutti con i democratici: circa il 90% ha votato per loro anche quest'anno. Tra gli elettori di Trump, invece, l'81% ha votato repubblicano, il 6% è passato ai democratici e il 10% è rimasto a casa. Il contributo più grande è arrivato da chi nel 2024 non aveva votato: tra loro il 58% ha scelto i democratici e il 37% i repubblicani. Il risultato è che, considerando chi ha votato in almeno una delle due elezioni, il 42% aveva scelto Harris nel 2024 e il 49% ha votato democratico nel 2026, mentre la quota dei repubblicani è rimasta ferma intorno al 40%.

Midterm 2026 · Flussi di voto

Da dove arrivano i voti dei democratici

Gli elettori di Kamala Harris sono rimasti quasi tutti con i democratici. A fare la differenza sono stati chi nel 2024 non aveva votato, che ha scelto i democratici con oltre 20 punti di vantaggio, e una parte degli elettori di Trump, che in un caso su dieci è rimasta a casa e in uno su sedici è passata con i democratici.

VOTO NEL 2024VOTO NEL 2026Harris 2024 → Democratici 2026: 37,7% degli elettoriHarris 2024 → Repubblicani 2026: 1,2% degli elettoriHarris 2024 → Altri candidati 2026: 0,6% degli elettoriHarris 2024 → Non hanno votato 2026: 2,6% degli elettoriTrump 2024 → Democratici 2026: 2,6% degli elettoriTrump 2024 → Repubblicani 2026: 32,7% degli elettoriTrump 2024 → Altri candidati 2026: 0,8% degli elettoriTrump 2024 → Non hanno votato 2026: 4,1% degli elettoriAltri candidati 2024 → Democratici 2026: 1,3% degli elettoriAltri candidati 2024 → Repubblicani 2026: 1,0% degli elettoriAltri candidati 2024 → Altri candidati 2026: 0,6% degli elettoriAltri candidati 2024 → Non hanno votato 2026: 1,8% degli elettoriNon hanno votato 2024 → Democratici 2026: 7,6% degli elettoriNon hanno votato 2024 → Repubblicani 2026: 4,8% degli elettoriNon hanno votato 2024 → Altri candidati 2026: 0,6% degli elettoriHarris42%Trump40%Altri candidati5%Non hanno votato13%Democratici49%Repubblicani40%Altri candidati3%Non hanno votato9%
81%degli elettori di Trump ha votato repubblicano
6%degli elettori di Trump è passato ai democratici
10%degli elettori di Trump non ha votato
58%di chi non aveva votato nel 2024 ha scelto i democratici
Fonte Civic Health and Elections Project (CHEP), grande sondaggio sugli elettori condotto dal centro NORC dell’Università di Chicago con il Washington Post e altre organizzazioni, nell’elaborazione pubblicata dall’Economist. Percentuali sul totale di chi ha votato nel 2024 o nel 2026; il voto del 2024 è quello dichiarato dagli intervistati. Passando sopra i flussi si vede la quota di ciascuno. Elaborazione di Focus America.

Dietro questi spostamenti c'è soprattutto il giudizio sul presidente. Secondo i sondaggi dell'Economist con YouGov, il saldo tra chi approva e chi disapprova l'operato di Trump è di -27 punti. Nel sondaggio NORC il 62% degli intervistati lo disapprova. Tre quarti di loro hanno votato per i democratici. Tra chi invece lo approva l'82% ha votato repubblicano e solo l'8% democratico.

L'epicentro della sconfitta repubblicana è stato il Sud, la base storica del partito. In Texas i democratici hanno vinto tutte le diciotto corse statali, compresi il seggio al Senato e il governatore. In Kansas hanno eletto un senatore per la prima volta dal 1932, in South Carolina hanno battuto la candidata scelta da Trump, in Georgia e North Carolina hanno vinto con margini molto ampi. Rispetto alle presidenziali del 2024 lo spostamento verso i democratici è stato di quasi 26 punti in Texas, 23 in North Carolina e 22 in South Carolina.

Una parte di questo risultato si spiega con l'affluenza degli elettori afroamericani. Secondo l'Economist negli stati del profondo Sud l'affluenza ha tenuto molto meglio nelle contee a maggioranza nera che in quelle a maggioranza bianca, mentre nel resto del paese questa differenza non c'è. Il settimanale ipotizza che i repubblicani abbiano pagato la sentenza della Corte Suprema nel caso Louisiana v. Callais, che quest'anno ha indebolito le tutele del Voting Rights Act, la legge del 1965 che protegge il diritto di voto delle minoranze. In Georgia, dove i democratici non vincevano il governatorato dal 1998, è stata eletta la prima governatrice afroamericana degli Stati Uniti.

L'altro spostamento decisivo è quello degli elettori ispanici, che nel 2024 erano stati uno dei motivi della vittoria di Trump e che molti strateghi democratici temevano di aver perso. Lungo il confine con il Messico James Talarico ha riconquistato le contee che avevano votato Biden nel 2020 e Trump nel 2024. In Florida i progressi maggiori dei democratici sono arrivati nelle contee di Miami-Dade e Osceola, entrambe a maggioranza ispanica. Nella contea rurale di Seward, in Kansas, anche questa a maggioranza ispanica, Adam Hamilton ha migliorato il margine di Harris di 52 punti. Secondo l'Economist lo spostamento è stato ancora più forte dove gli elettori naturalizzati, cioè nati all'estero e diventati cittadini, sono una quota più alta: molti elettori che si erano riconosciuti in Trump oggi considerano crudeli e discriminatorie le sue politiche sull'immigrazione.

Midterm 2026 · Spostamenti per gruppo

I giovani si spostano di 20 punti, gli anziani quasi per nulla

Ogni riga mostra il margine nel 2024 (pallino vuoto) e nel 2026 (pallino pieno) per un gruppo di elettori. Lo spostamento verso i democratici è forte tra i giovani, i meno istruiti e i redditi più bassi, quasi nullo tra gli over 65 e chi ha un master. Si può filtrare per etnia.

Margine nel 2024 (Harris contro Trump)Margine nel 2026 (democratici contro repubblicani)
R+40R+20PariD+20D+40D+60Spost.
Tutti gli elettori+9
Età
18-24 anni+21
25-29 anni+21
30-39 anni+16
40-49 anni+12
50-64 anni+7
65 anni e più+2
Istruzione
Diploma o meno+14
Università senza laurea+13
Laurea+6
Master o dottorato+0
Reddito familiare
Meno di 25.000 $+14
25-50.000 $+11
50-75.000 $+11
75-100.000 $+6
Oltre 100.000 $+5
Genere
Uomini+9
Donne+8
R+40R+20PariD+20D+40D+60Spost.
Tutti gli elettori+6
Età
18-24 anni+33
25-29 anni+17
30-39 anni+10
40-49 anni+7
50-64 anni+5
65 anni e più+1
Istruzione
Diploma o meno+13
Università senza laurea+7
Laurea+4
Master o dottorato−1
Reddito familiare
Meno di 25.000 $+7
25-50.000 $+7
50-75.000 $+11
75-100.000 $+5
Oltre 100.000 $+2
Genere
Uomini+5
Donne+7
R+40R+20PariD+20D+40D+60Spost.
Tutti gli elettori+22
Età
18-24 anni+30
25-29 anni+35
30-39 anni+37
40-49 anni+24
50-64 anni+18
65 anni e più+4
Istruzione
Diploma o meno+23
Università senza laurea+31
Laurea+12
Master o dottorato+18
Reddito familiare
Meno di 25.000 $+5
25-50.000 $+32
50-75.000 $+27
75-100.000 $+7
Oltre 100.000 $+31
Genere
Uomini+25
Donne+20
R+40R+20PariD+20D+40D+60Spost.
Tutti gli elettori+5
Età
18-24 anni−7
25-29 anni+14
30-39 anni+6
40-49 anni+10
50-64 anni+9
65 anni e più−1
Istruzione
Diploma o meno+11
Università senza laurea+4
Laurea+2
Master o dottorato−5
Reddito familiare
Meno di 25.000 $+2
25-50.000 $+4
50-75.000 $+6
75-100.000 $+11
Oltre 100.000 $+3
Genere
Uomini+11
Donne+0
Fonte Civic Health and Elections Project (CHEP), grande sondaggio sugli elettori condotto dal centro NORC dell’Università di Chicago con il Washington Post e altre organizzazioni, nell’elaborazione pubblicata dall’Economist. Margine sul voto ai due partiti principali; il voto del 2024 è quello dichiarato dagli intervistati, che nel campione risulta più favorevole ai democratici del risultato reale. Le stime sui gruppi più piccoli, come gli afroamericani per età, si basano su poche centinaia di interviste. Elaborazione di Focus America.

Lo spostamento più forte per fascia d'età è quello dei giovani. Nei dati NORC gli elettori sotto i 30 anni si sono spostati di 21 punti verso i democratici. Secondo l'Economist, tra gli uomini tra i 18 e i 24 anni, che nel 2024 si erano spostati verso Trump, lo spostamento arriva a 32 punti. Le stime del New York Times, costruite in modo diverso, indicano uno spostamento ancora più ampio, di 32 punti tra tutti gli under 30. Gli elettori con più di 65 anni sono invece rimasti quasi dove erano. I democratici hanno anche ridotto la distanza tra elettori più e meno istruiti: i non laureati si sono spostati di 13 punti verso di loro, mentre tra chi ha un master o un dottorato il margine è rimasto praticamente invariato. Lo stesso vale per il reddito, con gli spostamenti più ampi tra le famiglie che guadagnano meno di 25.000 dollari l'anno.

I due sondaggi non coincidono sempre, ed è normale. Le stime del Times combinano le interviste con i risultati reali delle singole sezioni elettorali e con le liste di chi ha effettivamente votato, mentre i dati NORC si basano sul voto del 2024 dichiarato dagli intervistati, che nel campione risulta più favorevole ai democratici del risultato reale e fa apparire gli spostamenti un po' più piccoli. La direzione però è la stessa: i democratici sono cresciuti in quasi tutti i gruppi, di più tra giovani, ispanici, meno istruiti e redditi bassi, cioè proprio tra gli elettori che due anni fa avevano permesso a Trump di tornare alla Casa Bianca.

Non tutti i candidati democratici hanno beneficiato allo stesso modo di questa ondata. In Michigan Abdul El-Sayed ha vinto con quasi 7 punti di vantaggio, ma lo spostamento rispetto al 2024 è stato di 8 punti, contro i 12 della candidata a governatrice Jocelyn Benson nello stesso stato. Il risultato complessivo è comunque di dimensioni rare nella politica americana di questo secolo. L'Economist, per chi non si fosse ancora stancato delle metafore sulle onde, propone di chiamarlo "Blunami".

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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