I leader del Partito Democratico americano chiedono a Graham Platner di ritirarsi dalla corsa per il Senato nel Maine, a quattro mesi dalle elezioni di medio termine. Lunedì Politico ha pubblicato il racconto di Jenny Racicot, una donna del Maine di 41 anni che accusa Platner di averla stuprata nel 2021, quando i due si frequentavano. Platner nega, ma ha detto che si sta prendendo del tempo per riflettere sul futuro della sua candidatura.
Racicot ha raccontato di aver frequentato Platner in modo discontinuo tra il 2019 e il 2021, dopo averlo conosciuto su un'app di incontri. Una sera del 2021, ha detto, Platner le scrisse che sarebbe passato da casa sua e lei gli rispose di non venire. Mezz'ora dopo l'uomo entrò dalla porta non chiusa a chiave, ubriaco, le saltò addosso mentre era sdraiata sul divano e ignorò le sue ripetute richieste di fermarsi, per poi seguirla in camera da letto e avere un rapporto sessuale contro la sua volontà. Alla domanda del conduttore Jake Tapper se Platner l'avesse stuprata, Racicot ha risposto alla CNN: "Per definizione sì, assolutamente".
Platner ha replicato con un video sui social media in cui definisce le accuse "preoccupanti, serie e false" e afferma che "qualsiasi accusa di comportamento non consensuale è categoricamente falsa". Ha però riconosciuto il peso politico della vicenda e ha annullato alcuni eventi elettorali. Secondo il New York Times, non ha ancora deciso se ritirarsi: se lo facesse, vorrebbe la garanzia di essere sostituito da un candidato fedele ai valori e al programma della sua campagna.
Chuck Schumer, capo dei democratici al Senato, e Kirsten Gillibrand, presidente del DSCC, il comitato che finanzia le campagne dei senatori democratici, hanno chiesto in una nota congiunta che Platner "si ritiri immediatamente come candidato democratico al Senato" per permettere ai democratici del Maine di scegliere un sostituto in grado di battere Susan Collins. Il DSCC, hanno aggiunto, non investirà nella corsa se Platner resterà in lista. Anche il Partito Democratico del Maine, che dovrebbe gestire l'eventuale sostituzione, gli ha chiesto di farsi da parte.
La senatrice Elizabeth Warren, che aveva sostenuto Platner nelle primarie, ha detto che "non ci può essere alcuna tolleranza per la violenza sessuale" e che il candidato deve farsi da parte. Il deputato della California Ro Khanna, uno dei suoi sostenitori più convinti, ha ritirato l'endorsement definendo le accuse "molto serie e credibili", così come il senatore dell'Arizona Ruben Gallego. Il Senate Majority PAC, un comitato di spesa elettorale vicino a Schumer che aveva prenotato 24 milioni di dollari di pubblicità nel Maine, sposterà le risorse su altre corse. Bernie Sanders, che nei giorni scorsi parlava di un paese vicino a una rivoluzione politica trainata dai candidati progressisti e che aveva dato a Platner un sostegno decisivo, non ha ancora commentato.
In base alla legge del Maine, Platner può essere sostituito sulla scheda solo se si ritira entro le 17 di lunedì 13 luglio (le 23 in Italia). Il partito statale avrebbe poi tempo fino al 27 luglio per indicare un nuovo candidato. I vertici democratici del Maine hanno valutato due opzioni: una convention straordinaria nel fine settimana del 25 luglio o un caucus statale, cioè una serie di assemblee di elettori in tutto lo Stato per rifare di fatto la primaria. È escluso invece un voto del comitato del partito, composto da circa 100 membri. Tra i possibili sostituti ci sono la segretaria di Stato del Maine Shenna Bellows, l'ex presidente del Senato statale Troy Jackson, l'ex responsabile della sanità pubblica statale Nirav Shah e Jordan Wood, sconfitto in una primaria per la Camera.
Platner, 41 anni, allevatore di ostriche ed ex marine senza precedenti esperienze politiche, aveva vinto la primaria democratica a giugno dopo il ritiro della governatrice Janet Mills, la candidata preferita dai vertici del partito. La sua campagna aveva già accumulato una serie di scandali: un tatuaggio sul petto riconosciuto come simbolo nazista, poi coperto; vecchi post su Reddit in cui scriveva che le vittime di violenza sessuale dovrebbero prendersi qualche responsabilità; messaggi sessuali scambiati con altre donne all'inizio del suo matrimonio; le testimonianze di tre ex fidanzate che a giugno avevano descritto al New York Times comportamenti inquietanti. Racicot era una di loro, ma allora non aveva parlato dell'aggressione.
Il caso pesa sulle speranze democratiche di riconquistare il Senato: al partito servono quattro seggi in più e il Maine, dove la repubblicana Susan Collins è in carica da quasi trent'anni, era considerato il seggio più contendibile. Un sondaggio del New York Times e del Siena College di fine giugno mostrava che solo il 44% degli elettori del Maine ritiene che Platner abbia "un buon carattere", contro il 66% per Collins. La senatrice ha definito le accuse "orribili", aggiungendo che non spetta a lei scegliere il candidato democratico.
