Una bomba americana da 2.000 libbre, pari a quasi una tonnellata, ha colpito nella notte di giovedì una casa sull'isola iraniana di Qeshm, uccidendo un uomo, sua moglie e il figlio di due anni. Lo hanno stabilito il New York Times e alcuni esperti di armamenti attraverso l'analisi di video, fotografie e immagini satellitari. Gli altri due figli della coppia sono stati estratti vivi dalle macerie, secondo quanto riferito dalle autorità iraniane.
L'attacco ha colpito il quartiere di Chah-Tangu, a Qeshm City, una zona densamente abitata dell'isola nello Stretto di Hormuz, dove le case sorgono a poca distanza l'una dall'altra. Il raid faceva parte dell'ondata di bombardamenti che Washington ha dichiarato di aver lanciato in risposta ai missili iraniani contro una base utilizzata dalle forze americane in Giordania. Qeshm era già stata colpita una volta a marzo, quando Teheran accusò gli Stati Uniti di aver bombardato un impianto di desalinizzazione, lasciando senz'acqua trenta villaggi. Washington e Israele negarono ogni responsabilità.
Il quotidiano newyorkese non ha trovato tracce di obiettivi militari nei pressi dell'abitazione né notizie di militari rimasti uccisi, che le autorità iraniane sono solite rendere pubbliche. Il Central Command, che giovedì mattina aveva annunciato di aver colpito obiettivi nel sud dell'Iran, non ha risposto alle domande sul bersaglio, sulla munizione impiegata e sulle precauzioni adottate per proteggere i civili. "Siamo a conoscenza delle segnalazioni e le stiamo verificando", ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del comando. "L'esercito americano non prende mai di mira i civili".
Una bomba da quasi una tonnellata sulla casa dove dormiva una famiglia
Nella notte di giovedì un ordigno americano Mark-84 ha colpito un’abitazione nel quartiere di Chah-Tangu, a Qeshm City, dove le case sorgono a poca distanza l’una dall’altra. Il New York Times non ha trovato tracce di obiettivi militari nelle vicinanze. Sono morti un uomo, sua moglie e il figlio di due anni.
La Mark-84 è la più grande bomba convenzionale della serie in dotazione alle forze armate americane
Le dimensioni del cratere e i frammenti recuperati sul posto indicano l’impiego di una Mark-84. Le fotografie diffuse dai media iraniani sembrano mostrare i componenti di un kit JDAM, il dispositivo che trasforma un ordigno non guidato in una bomba a guida satellitare.
2.000 libbre
Le tre sagome sono in scala tra loro. L’ordigno è più alto della casa che ha colpito: le abitazioni del quartiere hanno un solo piano. In rosso, il kit di guida JDAM.
L’arsenale americano comprende munizioni guidate molto più piccole, progettate proprio per colpire in aree urbane riducendo i danni intorno all’obiettivo. A Chah-Tangu è stata impiegata la più grande della serie Mark-80: venticinque volte l’esplosivo di una Small Diameter Bomb.
L’ordigno è caduto dove le case sorgono a pochi metri l’una dall’altra
Munizioni di questa potenza vengono normalmente impiegate contro edifici, scali ferroviari e linee di comunicazione. A Chah-Tangu, i filmati girati sul posto mostrano detriti e veicoli danneggiati a oltre sessanta metri dal punto dell’esplosione.
L’anello esterno racchiude circa 45.000 metri quadrati: poco più di sei campi da calcio, in un quartiere residenziale.
- Cratere di almeno 9 metri
- Frammenti di un kit JDAM
- Ora e luogo coincidenti con i raid
Tre morti in una sola casa, venti famiglie senza tetto
Non è il primo episodio con vittime civili dall’inizio delle operazioni
Tocca una tappa per aprirla.
«La forza attaccante deve prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo i danni ai civili, anche nella scelta delle munizioni.»
Le analisi convergono su una bomba Mark-84
Le dimensioni del cratere, largo almeno nove metri, e i frammenti recuperati sul posto indicano che sarebbe stata utilizzata una Mark-84, una delle bombe convenzionali più potenti in dotazione alle Forze Armate statunitensi. Anche il luogo e l'ora dell'attacco coincidono con quelli delle operazioni militari americane. Secondo le autorità iraniane, circa venti famiglie sono rimaste senza casa; i filmati girati sul posto mostrano detriti e veicoli danneggiati a più di sessanta metri dal punto dell'esplosione. Nella stessa ondata di bombardamenti, altri ordigni hanno distrutto due magazzini fuori città.
Trevor Ball, ex artificiere dell'esercito americano e analista di Armament Research Services, ha spiegato al New York Times che "il grande cratere e i danni alle strutture sono compatibili con una bomba Mark-84 da 2.000 libbre, che può essere equipaggiata con kit di guida JDAM". Questi dispositivi trasformano un ordigno non guidato in una bomba a guida satellitare. Le fotografie diffuse dai media iraniani sembrano mostrare componenti di un kit JDAM, anche se il quotidiano non ha potuto verificare dove siano stati raccolti i frammenti.
Alla stessa conclusione è giunto Frederic Gras, consulente francese esperto di munizioni. Secondo Gras, le dimensioni del cratere sono compatibili con una Mark-84 sganciata da un aereo: l'ordigno sarebbe penetrato nel terreno prima di esplodere e il suolo sabbioso avrebbe assorbito parte dell'onda d'urto, indirizzandola verso il basso e limitando così l'estensione dei danni. Gras ha inoltre identificato uno dei frammenti metallici fotografati sul posto come la sezione di coda di un kit JDAM.
La tutela dei civili e i dubbi sulla proporzionalità
Munizioni di questa potenza vengono normalmente impiegate contro "edifici, scali ferroviari e linee di comunicazione", secondo l'ufficio dell'esercito americano che gestisce gli ordigni destinati al Pentagono, e nelle aree abitate possono provocare conseguenze devastanti per i civili. Il diritto internazionale umanitario impone alle forze impegnate in un conflitto di valutare il danno prevedibile per la popolazione in rapporto al vantaggio militare atteso.
"La forza attaccante deve prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo i danni ai civili, anche nella scelta delle munizioni, negli orari dell'attacco e, quando le circostanze lo permettono, diffondendo avvisi preventivi efficaci", ha spiegato al quotidiano Tom Dannenbaum, professore associato di diritto internazionale alla Fletcher School della Tufts University. La scelta di una bomba da quasi una tonnellata in un quartiere densamente popolato, ha aggiunto, è "molto difficile da conciliare" con questo obbligo.
Ahmad Nafisi, vicegovernatore della provincia di Hormozgan, citato dall'agenzia semiufficiale Fars News, ha identificato le vittime come Zahra Jafari, il marito Qeysar Jafari, tassista, e il figlio Sina. In un servizio dell'agenzia Mehr News si vede un orologio appeso alla parete di una delle abitazioni distrutte, fermo poco prima delle 3:40, ora locale: pochi minuti dopo l'inizio dei raid annunciato dal Central Command. Gli altri due bambini, Mohammad Reza e Mehdi, sono ricoverati in condizioni stabili.
A marzo, 121 deputati democratici guidati da Yassamin Ansari, Sara Jacobs e Jason Crow avevano già sollecitato l'Amministrazione Trump a rendere pubblici i risultati delle indagini sulle vittime civili. La richiesta riguardava in particolare il bombardamento della scuola elementare femminile di Minab, dove, secondo le ricostruzioni, almeno 168 persone furono uccise nel primo giorno delle operazioni militari americane.
