Trump sconfitto in Iowa, mentre non si sa chi ha vinto in California
Il candidato di Trump, Randy Feenstra, perde la primaria repubblicana per il governatorato dell'Iowa. Vincono i democratici Turek, Haaland, Hamawy e Bennett. La California richiederà giorni.
La sconfitta più clamorosa della serata di primarie americane di martedì 2 giugno è quella del presidente Donald Trump in Iowa. Il deputato Randy Feenstra, che il presidente aveva sostenuto pubblicamente venerdì scorso definendolo "MAGA fino in fondo", è stato battuto dall'imprenditore agricolo Zach Lahn nella corsa per la nomina repubblicana a governatore. Con il 99 per cento dei voti scrutinati, Lahn è avanti di meno di un punto e vicino al 38 per cento, abbastanza per evitare la convention di partito che si sarebbe tenuta il 13 giugno se nessuno avesse superato la soglia del 35 per cento.
Il risultato è una rara sconfitta dell'endorsement presidenziale, che nelle ultime settimane aveva fatto cadere senatori in carica, un deputato e diversi parlamentari statali ritenuti poco leali. È la sconfitta più importante di un candidato sostenuto da Trump da quando, nel 2017, Luther Strange perse in Alabama contro Roy Moore. Feenstra ha ammesso la sconfitta in serata e ha invitato Lahn a "portare la fiaccola". Una fonte vicina alla macchina politica del presidente ha definito al Washington Post l'endorsement a Feenstra un "Hail Mary", un disperato tentativo all'ultimo minuto concesso dopo le pressioni di alcuni membri del Congresso.
Lahn, agricoltore e mai eletto prima, ha condotto una campagna da outsider sostenuto dall'ex deputato Steve King, che nel 2020 era stato battuto proprio da Feenstra e non gli ha mai perdonato la sconfitta. Lo ha sostenuto anche il movimento "Make America Healthy Again" del ministro della Sanità Robert Fitzgerald Kennedy Jr., che ha attaccato Feenstra per i suoi legami con l'industria farmaceutica e con la Bayer. A novembre Lahn affronterà l'auditor democratico Rob Sand, candidato unico per il suo partito e considerato dai repubblicani un avversario particolarmente difficile. Il Cook Political Report ha già spostato la corsa nella categoria "toss up". Sand ha raccolto 9,6 milioni di dollari contro i 980.000 di Lahn e nessun democratico è stato eletto governatore dell'Iowa dal 2006.
Sempre in Iowa, la primaria democratica per il Senato ha visto la vittoria del deputato statale Josh Turek sul senatore statale Zach Wahls, paralimpico dell'oro nel basket in carrozzina contro un giovane progressista che aveva costruito la sua campagna sulla richiesta di un ricambio nella leadership democratica. Turek è stato sostenuto da quasi dieci milioni di dollari di spese esterne del super PAC VoteVets, vicino al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer. La sua vittoria mostra che, nonostante la frustrazione della base democratica verso la dirigenza nazionale, restano difficili le insurrezioni interne quando la macchina del partito mette in campo risorse di questa portata. Turek affronterà a novembre la deputata repubblicana Ashley Hinson, che ha vinto facilmente la propria primaria. I democratici considerano l'Iowa uno dei dieci campi di battaglia decisivi per riconquistare il Senato.
In New Mexico, l'ex ministra degli Interni Deb Haaland ha vinto con ampio margine la primaria democratica per il governatorato contro il procuratore distrettuale Sam Bregman. Se vincerà a novembre, sarà la prima donna nativa americana eletta governatrice di uno Stato. Lo Stato è saldamente democratico e Haaland è data per favorita contro Gregg Hull, ex sindaco di Rio Rancho per tre mandati, che ha vinto la primaria repubblicana superando l'imprenditore Doug Turner e il manager Duke Rodriguez. Hull ha già ammesso ai suoi sostenitori che si tratterà di "una campagna lunga e difficile" in uno Stato dove nessun repubblicano è eletto a una carica statale dal 2020. La primaria repubblicana è stata oscurata da una faida interna che ha portato alla rimozione per via giudiziaria della presidente del partito, Amy Barela, meno di una settimana prima del voto.
In New Jersey, Rebecca Bennett, ex pilota di elicotteri della Marina, ha vinto con largo margine la primaria democratica del settimo distretto, battendo la medica Tina Shah di circa 27 punti. Affronterà a novembre il deputato repubblicano Tom Kean Jr., assente dal Congresso da quasi tre mesi per una "condizione medica personale" mai chiarita, che ha già saltato oltre cento voti d'aula. In un comunicato diffuso poche ore prima della chiusura dei seggi, Kean ha promesso "piena trasparenza" sulla sua malattia e ha annunciato che tornerà al lavoro in presenza "nel giro di alcune settimane". Dal palco della vittoria, Bennett lo ha definito due volte "vigliacco". Il Real Change PAC, un comitato politico legato ai repubblicani, ha speso 650.000 dollari per attaccarla durante la primaria senza riuscire a fermarla. Il governatore democratico Mikie Sherrill aveva intimato ai repubblicani di "starsene fuori dalle primarie democratiche".
Nel dodicesimo distretto del New Jersey, il chirurgo plastico Adam Hamawy ha vinto una primaria democratica affollatissima a tredici candidati, prevalendo di circa dodici punti sul rivale più vicino, il sindaco di East Brunswick Brad Cohen. Hamawy, ex medico militare durante la guerra in Iraq, critico durissimo della guerra di Israele a Gaza e sostenuto dal senatore Bernie Sanders e dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, ha promesso di unirsi alla pattuglia progressista nota come "the Squad". Nel suo discorso ha rivendicato "sanità invece di bombe, abolizione dell'ICE e fine di un'economia truccata". È il secondo progressista a vincere una primaria contestata in New Jersey quest'anno, dopo Analilia Mejia. In campagna ha dovuto rispondere a domande sui suoi legami trent'anni fa con lo sceicco Omar Abdel Rahman, l'islamista cieco condannato nel 1995 per aver ispirato il primo attentato al World Trade Center, ma ha respinto le accuse come insinuazioni "infuse di islamofobia".
In Montana, il conduttore radiofonico Aaron Flint, sostenuto da Trump, ha vinto la primaria repubblicana del primo distretto della Camera, battendo tra gli altri il segretario di Stato del Montana Christi Jacobsen. La primaria democratica era ancora troppo incerta per essere assegnata, con l'ex candidato governatore Ryan Busse e lo smokejumper Sam Forstag, sostenuto da Sanders e Ocasio-Cortez, separati da circa due punti dopo che un'ultima tornata di voti dalla contea di Missoula aveva ridotto il margine. Per il Senato, la veterana dell'aeronautica Alani Bankhead ha vinto la primaria democratica e affronterà Kurt Alme, l'ex procuratore federale che si era assicurato la nomina repubblicana grazie alla rinuncia improvvisa del senatore Steve Daines tre minuti prima della scadenza per le candidature.
In South Dakota, la primaria repubblicana per il governatorato resta apertissima e potrebbe portare al primo ballottaggio nella storia dello Stato. Quattro candidati restano in corsa: il governatore in carica Larry Rhoden, succeduto a Kristi Noem dopo la sua nomina alla Sicurezza interna, il deputato Dusty Johnson, l'imprenditore Toby Doeden e lo speaker della camera bassa statale Jon Hansen. Con circa il trenta per cento dei voti scrutinati i quattro restavano divisi da pochi punti percentuali. Se nessuno raggiunge il 35 per cento, i primi due andranno al ballottaggio il 28 luglio.
Per i risultati della California, lo Stato più importante della giornata, ci vorranno giorni. La California vota in larga parte per posta e i conteggi richiedono tempo. Le prime proiezioni con circa metà dei voti scrutinati indicano per il governatorato l'ex ministro della Sanità Xavier Becerra e l'ex conduttore di Fox News Steve Hilton in vantaggio per i due posti del ballottaggio di novembre, mentre il miliardario Tom Steyer è terzo nonostante abbia investito oltre duecento milioni di dollari di tasca propria. A Los Angeles, la sindaca uscente Karen Bass e il repubblicano Spencer Pratt, ex personaggio di un reality, sono in testa per il ballottaggio cittadino. L'Associated Press potrebbe non assegnare le sfide californiane fino a fine della settimana in quanto lo scrutinio è ancora molto indietro.