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Trump rilancia sulla Groenlandia e minaccia di ritirare le truppe dall'Europa
Daniel Torok, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Politica estera 2 min di lettura

Trump rilancia sulla Groenlandia e minaccia di ritirare le truppe dall'Europa

Ad Ankara il presidente torna a chiedere che l'isola danese passi sotto controllo americano e minaccia di ritirare tutti i soldati statunitensi dall'Europa se gli alleati non cederanno.

Il presidente Donald Trump ha rilanciato al vertice della NATO la richiesta che la Groenlandia passi sotto il controllo degli Stati Uniti e ha minacciato di ritirare tutti i soldati americani dall'Europa se gli alleati continueranno a opporsi. Lo ha detto martedì ad Ankara, in Turchia, dove è arrivato per l'incontro annuale dell'alleanza atlantica.

La Groenlandia "dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca", ha detto Trump ai giornalisti durante un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il rifiuto europeo di assecondare le sue mire, ha aggiunto, è quello che ha danneggiato il suo rapporto con la NATO. La Danimarca, di cui la Groenlandia fa parte, non spende abbastanza per l'isola, ha sostenuto, mentre per Washington è importante perché "circondata da navi cinesi e russe", un'affermazione che gli esperti hanno smentito.

Trump ha minacciato di ritirare l'intero contingente americano dall'Europa, dove gli Stati Uniti tengono circa 68.000 militari. A maggio l'amministrazione aveva già annunciato il ritiro di 5.000 soldati dalla Germania, dopo le critiche del cancelliere tedesco Friedrich Merz alla guerra americana in Iran. Pochi giorni fa la Casa Bianca aveva bloccato un piano del Pentagono, il ministero della difesa americano, per ridurre ancora le forze nel continente.

Gli europei devono stare attenti a immigrazione ed energia, ha avvertito Trump parlando in generale del continente, altrimenti "non avrete più un'Europa". L'Europa, ha detto, "è un posto molto diverso da com'era vent'anni fa". Poi ha concluso la parte dell'incontro aperta ai giornalisti.

La richiesta sulla Groenlandia aveva già fatto sprofondare la NATO in una crisi a gennaio, quando Trump aveva preteso il controllo dell'isola per motivi di sicurezza nazionale e non aveva escluso l'uso della forza militare per annetterla. La tensione era rientrata a fine mese, dopo che il presidente e il segretario generale della NATO Mark Rutte avevano annunciato l'intesa su un "quadro per un accordo futuro" e ritirato la minaccia di dazi contro gli alleati europei. Da allora un gruppo di lavoro con rappresentanti di Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia discute come procedere e il governo di Copenaghen conta di trovare una soluzione entro fine anno.

La prima ministra danese Mette Frederiksen ha ribadito, poche ore dopo le parole di Trump, che la Groenlandia non è in vendita e che gli alleati devono rispettare la sovranità del regno danese. Il ministro degli esteri groenlandese Múte Egede ha detto che il futuro dell'isola deve deciderlo il suo popolo. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha risposto a CNBC che l'alleanza conta già sette paesi artici se in gioco c'è la sicurezza dell'Artico e ha ricordato che la Finlandia ha addestrato un milione di soldati in condizioni artiche.

Trump ha criticato di nuovo gli alleati europei per non averlo sostenuto nella guerra contro l'Iran. Italia, Germania e Francia hanno rifiutato di aiutare, ha detto Trump, che si è chiesto perché gli Stati Uniti spendano "centinaia di miliardi di dollari" per paesi che non ricambiano. Alla vigilia del vertice aveva già rimproverato agli europei la mancanza di lealtà, mentre Washington e Teheran restano in un fragile cessate il fuoco.

Il rilancio sulla Groenlandia riporta al centro dello scontro tra Washington e l'Europa un'isola artica vasta e quasi disabitata, che la Danimarca amministra e che gli Stati Uniti considerano cruciale per la propria sicurezza.

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