Donald Trump sta chiedendo ad amici e alleati se sia arrivato il momento di sostituire Susie Wiles, la sua capa di gabinetto alla Casa Bianca. Lo riferisce Politico, che cita quattro persone a conoscenza diretta delle conversazioni del presidente. Trump avrebbe chiesto un giudizio sul suo operato e discusso di possibili successori. Le consultazioni si sarebbero intensificate con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e con la crescente frustrazione del presidente per la propria situazione politica.
Wiles, stratega repubblicana della Florida e prima donna a ricoprire l'incarico, aveva contribuito a riportare Trump alla Casa Bianca. Il presidente l'aveva soprannominata "ice maiden", la "donna di ghiaccio".
Secondo Politico, tra le persone consultate non mancherebbe però chi incoraggia Trump a sostituirla. "Si è inimicata parecchia gente", ha detto un esponente repubblicano vicino alla Casa Bianca. Un consigliere esterno di primo piano sostiene inoltre che attorno a Wiles si sia formata una cerchia di persone che avrebbero guadagnato sfruttando la rete di relazioni del presidente. I suoi rivali avrebbero fatto arrivare a Trump articoli critici su di lei e sui suoi collaboratori.
Nelle ultime settimane l'attenzione si è concentrata sulle consulenze per clienti stranieri di James Blair e Chris LaCivita, due figure di primo piano della campagna del 2024, e sull'attività di Katie Wiles, figlia della capa di gabinetto. Katie Wiles è socia di Continental Strategy, una società di lobbying che ha firmato un contratto da 35.000 dollari al mese con la Republika Srpska, l'entità a maggioranza serba della Bosnia ed Erzegovina. La società sostiene però che non abbia mai contattato funzionari americani per conto di quel cliente.
I cinque possibili successori e la smentita del presidente
Tra i nomi che Trump avrebbe fatto figurano Stephen Miller, attuale vice capo di gabinetto, e Randy Levine, presidente dei New York Yankees, la squadra di baseball, considerato però un'ipotesi remota. Il presidente starebbe valutando anche Steve Witkoff, amico di vecchia data e suo inviato nei negoziati di pace, e Bill Pulte, direttore della Federal Housing Finance Agency, l'agenzia federale che vigila su importanti organismi del finanziamento immobiliare.
In vista di un possibile Congresso a guida democratica dopo le elezioni di novembre, sarebbe tornato in discussione anche il nome di Kevin McCarthy, ex Speaker repubblicano della Camera. I suoi sostenitori ritengono che i buoni rapporti con il leader democratico Hakeem Jeffries potrebbero aiutarlo ad attenuare le prevedibili tensioni tra Trump e una maggioranza democratica.
Il presidente ha smentito la ricostruzione in una dichiarazione a Politico. Ha definito la notizia "TOTALMENTE FALSA", accusato la testata di non curarsi di "fatti, integrità o giornalismo onesto" e assicurato che Wiles, "la mia leale capa di gabinetto, quella rimasta in carica più a lungo", gode della sua "COMPLETA fiducia". La portavoce della Casa Bianca Danielle Alvarez ha aggiunto che le fonti anonime "non sanno niente" e descritto l'Amministrazione come una squadra unita, concentrata sull'agenda del presidente e non sugli "ego e i giochi politici" di persone esterne.
Wiles è la quinta persona a guidare lo staff della Casa Bianca nei due mandati di Trump ed è quella rimasta in carica più a lungo. Secondo diverse fonti repubblicane sentite dall'Independent, sotto la sua direzione ci sono state meno fughe di notizie e meno lotte interne rispetto al primo mandato. A marzo Trump aveva reso noto che le era stato diagnosticato un tumore al seno in fase iniziale. Wiles ha continuato a lavorare durante le cure e a settembre ha annunciato che gli esami non mostravano più tracce del tumore.
La scelta della portavoce senza il coinvolgimento di Wiles
Nelle ultime settimane, tuttavia, Wiles sarebbe stata esclusa da alcune decisioni importanti o tenuta all'oscuro delle scelte del presidente. Il caso più evidente riguarda la nomina della nuova portavoce della Casa Bianca. Secondo l'Independent, Wiles stava cercando di convincere Scott Jennings, commentatore della CNN e tra i più noti difensori televisivi di Trump, a prendere il posto di Karoline Leavitt. Voleva affidare l'incarico a una persona esperta, capace di gestire la complessità del ruolo.
Trump avrebbe invece deciso rapidamente, mentre Wiles era assente, e la settimana scorsa ha scelto Katie Zacharia, commentatrice delle reti televisive conservatrici. Il suo primo incontro con i giornalisti in sala stampa, martedì, è durato appena 14 minuti. Zacharia è inoltre finita al centro delle polemiche per essersi presentata a lungo come avvocata, senza che un'inchiesta giornalistica trovasse riscontri della sua abilitazione a esercitare negli Stati Uniti. La nomina decisa senza il coinvolgimento di Wiles si è così trasformata in pochi giorni in un nuovo problema d'immagine per la Casa Bianca.
