Kimberly Guilfoyle, Ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, si è dimessa martedì 13 ottobre, poche ore dopo che la Casa Bianca le aveva chiesto di lasciare l'incarico. La nuova portavoce Katie Zacharia aveva annunciato la richiesta durante il suo primo briefing con la stampa: "Le abbiamo chiesto di dimettersi. È stata una risorsa preziosa per la squadra e le auguriamo il meglio".
Consigliera di lunga data di Donald Trump ed ex fidanzata di suo figlio Donald Trump Jr., Guilfoyle ha deciso così di lasciare il suo posto dopo una serie di inchieste del Wall Street Journal, secondo cui avrebbe usato i propri contatti politici per ottenere vantaggi economici personali e favorire interessi privati. Già lunedì Trump aveva detto ai giornalisti che stava "valutando" di licenziarla: "Non siamo contenti", aveva detto. Secondo un alto funzionario citato dall'Associated Press, il presidente e il Segretario di Stato Marco Rubio erano "estremamente arrabbiati" per quanto riportato dal quotidiano.
Le accuse e la difesa di Guilfoyle
Una delle inchieste riguarda la presunta richiesta di 100.000 dollari a un donatore di Trump per saldare un debito sulla sua carta di credito personale. Secondo il Wall Street Journal, prima dell'audizione di conferma al Senato Guilfoyle avrebbe chiesto il pagamento, promettendo in cambio l'accesso a funzionari dell'Amministrazione, ma il donatore non si fece convincere.
Un'inchiesta precedente ha sostenuto che Guilfoyle avesse favorito un'azienda greca attiva nelle costruzioni e nell'energia, consentendo a un suo lobbista di partecipare a incontri diplomatici riservati. Il giornale ha pubblicato anche registrazioni nelle quali l'Ambasciatrice avrebbe parlato di viaggi in jet privato e soggiorni di lusso offerti da ricchi imprenditori greci. Il suo avvocato contesta l'autenticità dei messaggi citati dal Wall Street Journal, mentre l'ambasciata ad Atene sostiene che Guilfoyle abbia sempre rispettato le norme del Dipartimento di Stato sull'etica e sull'obbligo di dichiarare i regali ricevuti.
Il 7 ottobre, durante una visita ad Atene, Rubio ne aveva difeso pubblicamente l'operato, definendola "un'Ambasciatrice forte". Il giorno successivo, interrogato sull'inchiesta relativa ai 100.000 dollari, aveva detto di non sapere se le accuse fossero vere e si era rifiutato di commentarle. Nel messaggio di commiato pubblicato su X, Guilfoyle ha definito "false" le accuse e ha promesso di difendere "con vigore" il proprio nome, la propria reputazione e la propria integrità. "La mia gratitudine e il mio rispetto per il presidente Trump e il Segretario Rubio restano incrollabili", ha scritto, aggiungendo che continuerà a sostenere lealmente il presidente e il movimento Make America Great Again.
Serving as the United States Ambassador to Greece has been the honor of a lifetime. I will forever be grateful to President Donald J. Trump and Secretary of State Marco Rubio for entrusting me with the extraordinary privilege of representing the greatest country in the history of…
— Kimberly Guilfoyle (@kimguilfoyle) October 13, 2026
Le indagini sull'operato dell'ambasciatrice
Ex conduttrice di Fox News ed ex procuratrice in California, Guilfoyle era stata scelta da Trump come Ambasciatrice in Grecia nel dicembre 2024. Il Senato ne aveva confermato la nomina nel settembre 2025, con una votazione unica che comprendeva altri 47 candidati a diversi incarichi nell’amministrazione.
Secondo l’Associated Press, l’ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento di Stato, l’organo indipendente che controlla l’operato del ministero degli Esteri americano, sta esaminando le accuse contro di lei. Non è però chiaro se abbia avviato un’indagine formale.
Il 10 ottobre il deputato Gregory Meeks, che guida i democratici nella Commissione Esteri della Camera, aveva già chiesto all’ispettore generale di aprire un’indagine formale e a Guilfoyle di testimoniare sotto giuramento davanti alla Commissione. La fine del suo incarico non chiude quindi le questioni ancora aperte sul suo operato.
