Trump furioso con Netanyahu per il raid su Beirut: "Mette a rischio l'accordo con l'Iran"

Il presidente statunitense ha raccontato ai media americani e israeliani di essere stato informato del nuovo attacco contro Hezbollah appena un’ora prima della firma dell’accordo con l'Iran prevista per oggi. Trump lo ha definito un grave errore. Ora la firma resta in bilico.

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Trump furioso con Netanyahu per il raid su Beirut: "Mette a rischio l'accordo con l'Iran"

Donald Trump ha attaccato pesantemente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per il raid israeliano di oggi su Beirut, accusandolo di aver messo a rischio l'accordo con l'Iran a poche ore dalla sua firma. Lo ha raccontato al giornalista Barak Ravid, reporter di Axios, spiegando di essere stato informato dell'attacco proprio quando ormai tutto era pronto per chiudere l'intesa. Il presidente statunitense ha poi ribadito il proprio malcontento nei confronti del primo ministro anche all'emittente israeliana Channel 12.

"I miei collaboratori mi hanno chiamato per dirmi che Israele stava attaccando Beirut un'ora prima che dovessimo firmare l'accordo", ha detto Trump. "Non riuscivo a credere che stesse accadendo. È stata una cosa molto brutta". Il presidente ha fatto sapere subito a Netanyahu di essere furioso con lui. Le parole più dure, secondo Ravid, sono state rivolte direttamente al premier israeliano: "Perché Bibi doveva fare questo cazzo di attacco? Hezbollah aveva attaccato senza colpire nulla, in mezzo al niente. Non si è fatto male nessuno. E lui ha dovuto fare questo cazzo di attacco, e per giunta a Beirut. Mi ha fatto arrabbiare moltissimo". Per Trump, Netanyahu non avrebbe mostrato "nessun tipo di giudizio".

Lo strappo a un'ora dalla firma — FocusAmerica
Diplomazia · Medio Oriente

Lo strappo a un'ora dalla firma

Un raid israeliano su Beirut fa slittare l'accordo nucleare tra Stati Uniti e Iran proprio mentre stava per essere firmato. Trump, furioso, attacca pubblicamente Netanyahu.

Il momento della rottura
Mancava
1 ora
Firma
0
Al via libera all'intesa quando arriva la notizia del raid su Beirut
Documenti non firmati: l'accordo slitta perlomeno di alcune ore
Esplora la vicenda
La giornata

Come un raid rischia di mandare all'aria la firma dell'accordo

La sequenza degli eventi del 14 giugno, ricostruita dal racconto di Trump ad Axios e Channel 12. Tocca ogni tappa per i dettagli.

Stamane
L'accordo Usa-Iran è pronto per la firma
Dopo settimane di trattativa, l'intesa che impegna l'Iran a frenare il suo programma nucleare è data per chiusa: i documenti dovevano essere firmati in mattinata.
Un'ora prima della firma
Israele attacca Dahiyeh, il sobborgo sud di Beirut
A circa un'ora dalla firma, Trump viene informato del raid israeliano contro Beirut. Secondo una fonte di sicurezza israeliana, l'attacco è stato condotto mettendo in conto una possibile reazione di Teheran.
Subito dopo
Trump telefona a Netanyahu: è furioso
Il presidente statunitense fa sapere immediatamente al premier israeliano il proprio malcontento. Per Trump, Netanyahu non ha mostrato "nessun tipo di giudizio".
In giornata
La firma slitta di alcune ore, ma resta prevista per oggi
"L'attacco ha scombinato tutto", dice Trump, "ma penso che la firma avverrà comunque oggi, tra qualche ora". Il presidente annuncia che chiederà all'Iran di non rispondere a sua volta lanciando missili contro Israele.
A seguire
Gerusalemme protesta, Teheran minaccia ritorsioni
Un alto funzionario israeliano definisce il post di Trump su Truth Social come "uno schiaffo in piena faccia". Da Teheran, il presidente della Commissione Sicurezza del Parlamento avverte che il raid avrà una risposta dura.
Tre posizioni

Chi vuole cosa, dopo il raid

Tocca ogni protagonista per leggerne la posizione e la reazione del momento.

Donald Trump
Presidente degli Stati Uniti
Furioso

Difende l'intesa con Teheran e la presenta come vantaggiosa anche per Israele. Attacca duramente Netanyahu per il raid, che a suo dire ha messo a rischio l'accordo a poche ore dalla firma.

"Perché Bibi doveva fare questo cazzo di attacco? Non si è fatto male nessuno. Mi ha fatto arrabbiare moltissimo."

Benjamin Netanyahu
Primo ministro israeliano
Sfida

Ordina il raid su Beirut nonostante la firma imminente dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Respinge le richieste americane di ritiro dal Libano meridionale e dai territori siriani occupati. Da Gerusalemme, le critiche di Trump vengono vissute come uno strappo verso un alleato strategico.

Un alto funzionario israeliano: il post di Trump è "uno schiaffo in piena faccia".

Iran
Controparte dell'accordo
Minaccia

Pronto a firmare l'intesa sul nucleare, ma reagisce con durezza al raid su Beirut. Cresce la tensione a Teheran, dove il Parlamento parla apertamente di una risposta contro Israele.

Ebrahim Azizi (Commissione Sicurezza del Parlamento): il raid su Dahiyeh riceverà "una risposta dura".

Cosa prevede la possibile intesa

I tre pilastri del nuovo accordo sul nucleare iraniano

Secondo quanto sostiene Trump, l'intesa con Teheran porterebbe questi tre risultati.

Niente arma nucleare
L'accordo impedirebbe all'Iran di dotarsi di un'arma atomica.
Via le scorte di uranio arricchito
Verrebbero eliminate le riserve di uranio arricchito accumulate negli ultimi anni da Teheran.
Ispezioni con 24 ore di preavviso
I siti nucleari sospetti iraniani dovrebbero essere aperti agli ispettori internazionali, con un preavviso di un solo giorno.

Trump continua a difendere l'intesa anche dopo lo scontro con Netanyahu, presentandola come vantaggiosa pure per Israele.

Cosa resta irrisolto

Il nodo dei mancati ritiri continua ad avvelenare i rapporti tra Stati Uniti e Israele

Trump aveva chiesto a Netanyahu di ritirare le truppe israeliane da Libano e Siria come parte dell'accordo sull'Iran. Il premier ha detto no su entrambi i fronti.

Ritiro dal Libano meridionale
Compresi i 5 punti ancora controllati dall'esercito
Respinto

Secondo il quotidiano Maariv, in una recente telefonata Netanyahu ha escluso qualsiasi ritiro dai cinque punti ancora presidiati da Israele nel sud del Libano.

Ritiro dai territori siriani
Aree occupate dopo la caduta di Assad nel 2024
Respinto

Netanyahu ha rifiutato anche di lasciare i territori siriani occupati negli ultimi due anni dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad.

Firma dell'accordo Usa-Iran
Slittata dopo il raid, attesa in giornata
In sospeso

L'intesa non è saltata: Trump prevede che la firma arrivi comunque nelle ore successive al raid.

Il punto

Lo scontro tra i due leader non è solo sul raid di oggi: è sul prezzo che Israele dovrebbe pagare in cambio dell'accordo con l'Iran. Finché Netanyahu rifiuta di ritirarsi, la frattura con Washington resterà aperta.

Fonti Axios (Barak Ravid), Channel 12, quotidiano Maariv — dichiarazioni di Donald Trump e funzionari israeliani e iraniani. 14 giugno 2026.

La firma rinviata e il nodo dei ritiri mancati

Il raid ha fatto slittare la firma dell'accordo con l'Iran almeno di alcune ore. "L'accordo doveva essere firmato stamattina, ma l'attacco israeliano ha scombinato tutto", ha spiegato Trump. "Penso che la firma avverrà comunque oggi, tra qualche ora", ha aggiunto, dichiarandosi ottimista sulla riuscita dei negoziati nonostante tutto.

Lo scontro di oggi con Netanyahu non è certo un caso isolato. Nelle settimane scorse, infatti, Trump aveva chiesto a Netanyahu di ritirare le truppe dal Libano meridionale e dai territori siriani occupati dal 2024, come parte dell'accordo sull'Iran. Il premier israeliano ha subito risposto di no. Secondo il quotidiano Maariv, in una recente telefonata Netanyahu ha respinto qualsiasi ipotesi di ritiro dal Libano meridionale, compresi i cinque punti ancora controllati dall'esercito israeliano. Ha inoltre rifiutato di lasciare anche i territori siriani conquistati dopo la caduta di Assad.

Nonostante tutto questo, Trump continua però a difendere l'intesa in fase di definizione con Teheran, presentandola come vantaggiosa anche per Israele. Secondo il presidente statunitense, l'accordo impedirebbe all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare, permetterebbe di eliminare le scorte di uranio arricchito e aprirebbe i siti sospetti iraniani a ispezioni con 24 ore di preavviso.

Israele protesta, l'Iran minaccia una risposta

Lo scontento di Trump non è certo passato inosservato a Gerusalemme. Un alto funzionario israeliano ha definito a Channel 12 il messaggio pubblicato dal presidente americano su Truth Social come "uno schiaffo in piena faccia", contestando l'aspettativa che Israele rinunci a colpire ovunque in Libano se attaccato. Secondo la stessa fonte, un trattamento simile non è quello che ci si aspetta nei confronti di un alleato strategico.

Ma anche a Teheran ora la tensione è in aumento. Ebrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha avvertito su X che il raid su Dahiyeh, il sobborgo meridionale di Beirut, riceverà una risposta dura da parte iraniana. Ed in effetti, stando a quanto racconta una fonte di sicurezza israeliana a Channel 12, l'attacco sarebbe stato condotto proprio mettendo in conto una possibile reazione di Teheran contro Israele. Trump ha però detto ad Axios che chiederà all'Iran di non lanciare missili contro Israele in risposta per non mettere a repentaglio ulteriormente la firma dell'accordo.

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