Il presidente Donald Trump ha passato l'ultima settimana a telefonare ai senatori per convincerli a votare la legge sullo sport universitario e ha chiesto a Nick Saban, ex allenatore della squadra di football dell'università dell'Alabama, di chiamare i parlamentari ancora indecisi. Lo ha rivelato Semafor.
La legge punta a creare una cornice di regole valida per tutto il paese sugli accordi economici che riguardano gli atleti universitari, dopo una serie di battaglie legali che ha gettato il sistema nel caos. Negli Stati Uniti i campionati fra atenei sono un'economia da miliardi di dollari, ma il testo evita di prendere una posizione netta sulla questione più grande, cioè se gli studenti-atleti debbano essere considerati lavoratori dipendenti delle università per cui giocano.
Il testo è nato da una trattativa guidata dal senatore repubblicano del Texas Ted Cruz, dal senatore repubblicano del Missouri Eric Schmitt e dalla senatrice democratica dello stato di Washington Maria Cantwell. A differenza della legge che imporrebbe di esibire un documento d'identità per votare, a cui il presidente ha dedicato gran parte di quest'anno, quella sullo sport universitario è bipartisan. Per Cruz, un tempo suo rivale, l'approvazione sarebbe un successo personale.
Nel suo secondo mandato Trump è andato al Super Bowl, alle finali degli US Open di tennis e alla finale dei Mondiali di calcio. L'impegno di queste settimane va però oltre l'attenzione per lo sport che nel 2024 lo aveva aiutato a farsi apprezzare dagli elettori più giovani: è un'operazione di eredità politica, che metterebbe la sua firma sull'economia dello sport universitario.
"Questa è una priorità per lui e non tutto quello che facciamo lassù è di importanza fondamentale", ha detto Schmitt a Semafor parlando del presidente. Il senatore ha aggiunto che alcuni politici fingono interesse per lo sport, mentre a Trump "importa davvero" e "conosce lo sport universitario".
Saban è stato in prima linea nell'aiutare il presidente a impostare il proprio intervento, ha detto un funzionario della Casa Bianca. Oltre all'ex allenatore, Trump ha chiesto aiuto ad altri nomi noti dello sport che avevano già lavorato con lui, come il presidente dei New York Yankees Randy Levine e i commissari delle conference universitarie, i raggruppamenti in cui sono organizzati i campionati fra atenei.
Il presidente non ha ottenuto tutto quello che voleva. Ha chiesto al Senato di restare in seduta nel fine settimana per approvare la legge, ma la camera alta è partita per la pausa estiva di agosto senza votare. Il testo tornerà in aula a metà settembre, quando sono attesi i primi voti.
Nel Congressional Black Caucus, il gruppo dei parlamentari afroamericani del Congresso, restano perplessità sulla legge e la stessa diffidenza attraversa i senatori dei due partiti. Se il testo passasse, sarebbe il più importante risultato bipartisan di questo Congresso e uno dei principali successi legislativi di Trump.
Il funzionario della Casa Bianca ha detto che il presidente considera la legge la risposta a un "obiettivo politico sostanziale", cioè migliorare le possibilità di successo dei giovani e "ridurre le pressioni economiche e competitive" sugli atleti universitari. Dietro le quinte le conference si muovono intanto per ottenere un vantaggio nella stesura finale del testo. Secondo lo stesso funzionario, Trump sta cercando di bilanciare quegli interessi e di spingere le parti in causa a guardare al quadro generale invece di concentrarsi soltanto sul proprio perimetro.
Per portare la maggior parte dei repubblicani sulla legge servirà comunque un grande sforzo personale del presidente. I democratici hanno la forza per strappare altre concessioni oppure per bloccare del tutto il testo, se decidessero di non regalare a Trump una vittoria legislativa prima delle elezioni di metà mandato.
