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Trump e lo spettro di Jimmy Carter: ostaggio dell'Iran e in calo nei sondaggi
Il presidente Donald Trump segue gli sviluppi di Operation Epic Fury a Mar-a-Lago, in Florida, il 28 febbraio 2026. Credito: Daniel Torok / The White House – Public Domain.
Politica estera 23 min di lettura

Trump e lo spettro di Jimmy Carter: ostaggio dell'Iran e in calo nei sondaggi

Iran, Hormuz, arsenali in esaurimento e consenso in calo: per lo Spectator il presidente rischia di ritrovarsi bloccato nella stessa trappola politica che ha posto fine alla carriera politica di Jimmy Carter.

L'Esercito americano ha quasi esaurito le scorte di munizioni offensive, l'inflazione torna a salire, i sondaggi peggiorano e a Teheran si è insediata una nuova leadership ancora più intransigente di quella precedente. Per lo Spectator è il ritratto di un presidente sempre più sulla difensiva, che rischia di trasformare Donald Trump in un novello Jimmy Carter. L'ex governatore del New Jersey Chris Christie ha detto a This Week, su ABC, che "Donald Trump sta per diventare quello che non ha mai, mai voluto essere: Jimmy Carter", perché "è tenuto in ostaggio dall'Iran. Tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz e, di conseguenza, tengono in ostaggio l'economia mondiale".

La presidenza Carter si arenò proprio sull'Iran durante la crisi degli ostaggi del 1979, quando un gruppo di militanti occupò l'Ambasciata americana a Teheran, e subì un ulteriore durissimo colpo nell'aprile successivo con il fallimento dell'operazione Eagle Claw, il tentativo di liberare manu militari gli ostaggi che si concluse nel deserto iraniano con la morte di 8 soldati americani. Trump ha sempre evocato quel precedente come simbolo della debolezza americana: "Se guardate all'Afghanistan o ai giorni di Jimmy Carter, erano giorni diversi. Siamo di nuovo un Paese rispettato".

Stati Uniti · Il confronto

Il fantasma di Carter

Un presidente sulla difensiva, l’Iran che detta i tempi, il petrolio che risale: il paragone che Donald Trump ha sempre respinto torna a inseguirlo. I numeri dicono però che la storia non si sta ripetendo né con lo stesso calendario né con la stessa intensità.

Jimmy Carter
1977 – 1981
Donald Trump
2025 – 2029
Mese
35
Mese
14

4 novembre 1979. Un gruppo di militanti occupa l’ambasciata a Teheran

28 febbraio 2026. Inizia la guerra e Hormuz viene chiuso

L’Iran è entrato nella presidenza di Trump con ventuno mesi di anticipo rispetto a Carter. Carter aveva davanti a sé la rielezione; Trump ha le elezioni di metà mandato fra meno di tre mesi.

La sovrapposizione

Due presidenze allineate sul mese di mandato

Le due crisi non cadono nello stesso punto del calendario politico. Sovrapponendo i mandati mese per mese, la crisi iraniana di Carter comincia quando il suo mandato è ormai agli sgoccioli; quella di Trump si apre a metà strada, con oltre due anni ancora davanti.

Carter, 1977–1981 Trump, dal 2025 Ancora da venire

Jimmy Carter · dal 20 gennaio 1977

Mese 21

Gli accordi di Camp David

Dopo tredici giorni di trattativa Egitto e Israele accettano l’intesa che sei mesi più tardi diventerà un trattato di pace: resta la principale vittoria di Carter in politica estera.

Settembre 1978
Mese 31

Il discorso sulla crisi di fiducia

Con la benzina razionata e le code ai distributori, il consenso di Carter scende al 28%: il minimo del mandato.

Luglio 1979
Mese 35

Sessantasei americani in ostaggio a Teheran

Un gruppo di militanti occupa l’ambasciata americana. Quasi tutti gli ostaggi resteranno prigionieri fino all’ultimo giorno della presidenza.

4 novembre 1979
Mese 36

Il Paese si stringe intorno al presidente

Il consenso risale al 54%. Nell’immediato la crisi degli ostaggi rafforza Carter invece di indebolirlo.

Dicembre 1979
Mese 40

Fallisce l’operazione Eagle Claw

Il blitz per liberare gli ostaggi si arena nel deserto iraniano: otto militari americani muoiono senza che nessun prigioniero venga liberato.

24 aprile 1980
Mese 47

La sconfitta contro Reagan

Carter perde in 44 Stati su 50. Gli ostaggi torneranno liberi il giorno dell’insediamento del suo successore.

4 novembre 1980

Donald Trump · dal 20 gennaio 2025

Mese 14

Inizia la guerra con l’Iran

Gli attacchi americani e israeliani aprono il conflitto. Teheran chiude lo Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali.

28 febbraio 2026
Mese 16

Il greggio supera i 100 dollari

Il Brent sfonda quota cento al barile. Il 22 aprile Trump annuncia un’estensione a tempo indeterminato del cessate il fuoco con l’Iran.

Aprile 2026
Mese 18

Hormuz riapre e il petrolio torna giù

Il traffico delle petroliere riprende gradualmente e il Brent scende a 72 dollari, sotto i livelli precedenti alla guerra.

25 giugno 2026
Mese 19

Lo Stretto si richiude, la fuga da Ankara

In due settimane il greggio guadagna venti dollari. L’8 luglio, per lasciare il vertice NATO, Trump viene caricato su un camion del catering mentre il vecchio Air Force One fa da esca.

Luglio 2026
Mese 20

Netanyahu respinge il piano per Gaza

Israele boccia il documento in quindici punti voluto dalla Casa Bianca; Hamas invece vi aderisce. Il consenso del presidente è al minimo dei suoi due mandati.

Agosto 2026
Mese 23

Le elezioni di metà mandato

Con la maggioranza al Congresso a rischio, Trump ha fatto sapere che non si impegnerà nella campagna per i candidati repubblicani: ha «un’agenda fitta».

3 novembre 2026

Il consenso

Il rally che non è arrivato

Nel 1979 la presa degli ostaggi produsse l’effetto classico delle crisi internazionali: gli americani si strinsero intorno al presidente e Carter guadagnò ventisei punti in cinque mesi. Il crollo arrivò dopo, quando diventò chiaro che gli ostaggi non tornavano. Con Trump quel rimbalzo non si è mai visto.

Carter · Gallup

Dal minimo dell’estate 1979 al picco successivo alla presa degli ostaggi

Dicembre 197954%
Partenza: 28% a luglio 1979+26 punti
Trump · Pew Research Center

Dall’inizio del secondo mandato all’ultima rilevazione disponibile

Luglio 202634%
Partenza: 47% a febbraio 2025−13 punti

Prezzi ed energia

Per ora lo shock di Trump vale un decimo di quello di Carter

È il punto in cui l’analogia si sgonfia. La rivoluzione iraniana del 1979 fece più che raddoppiare il prezzo del greggio in dodici mesi e spinse l’inflazione americana oltre il 13%. La chiusura di Hormuz ha prodotto finora oscillazioni molto più contenute.

Petrolio: variazione nell’anno della crisi

Greggio da 13 a 34 dollari al barile fra metà 1979 e metà 1980; Brent dai 72,48 dollari della vigilia della guerra agli 84,45 del 10 agosto 2026

Carter+162%
1979 – 1980
Trump+17%
Picco di aprile: +38%
Inflazione al consumo nell’anno della crisi

Variazione dei prezzi su base annua nel mese più caro della crisi energetica

Carter13,6%
Giugno 1980, da 6,3% a inizio mandato
Trump4,2%
Maggio 2026, massimo da tre anni; 3,5% a giugno

La trattativa

Camp David contro il piano respinto

Entrambi hanno provato a chiudere il conflitto arabo-israeliano con un accordo che portasse il loro nome. Solo uno dei due ce l’ha fatta.

Carter · 1978

Gli accordi di Camp David

Tredici giorni di negoziato a porte chiuse aprono la strada alla pace fra Egitto e Israele, firmata a Washington nel marzo 1979.

Trattato firmato

Trump · 2026

Il piano in quindici punti per Gaza

Prevede che Hamas ceda gradualmente le armi e che Israele arretri sulla «linea gialla». Hamas ha aderito, il governo israeliano lo ha respinto pubblicamente.

Respinto da Israele

Nota di verifica

Nel rivendicare un risarcimento all’Iran, Trump ha citato fra le vittime i marinai uccisi sulla USS Cole. L’attentato di Aden del 2000 è però attribuito dall’FBI ad al Qaeda, non a Teheran.

Fonte: Gallup e Pew Research Center (consenso presidenziale), Bureau of Labor Statistics (inflazione), Brookings Institution e Reuters (prezzo del greggio), FBI, ABC News. Dati aggiornati al 12 agosto 2026.

Il consenso di Carter è misurato da Gallup, quello di Trump da Pew Research Center: le due serie non sono direttamente sovrapponibili e vanno lette come andamenti. Elaborazione FocusAmerica.

Da Ankara a Hormuz, un presidente sulla difensiva

Il timore di un attacco iraniano ha già cambiato persino il modo in cui il presidente si sta spostando. Per lasciare Ankara al termine del recente vertice della NATO, l'8 luglio, Trump è stato caricato su un camion del catering e poi imbarcato su un aereo militare più piccolo, mentre davanti alle telecamere il vecchio Air Force One veniva utilizzato come esca.

Domenica Trump ha detto che sul conflitto gli Stati Uniti stanno mantenendo un profilo basso. Il giorno successivo, dopo che Teheran aveva chiesto a Washington un risarcimento di guerra collegandolo al Memorandum d'Intesa raggiunto a giugno e alle condizioni per riaprire lo stretto di Hormuz, il presidente ha replicato su Truth Social sostenendo che semmai dovrebbe essere l'Iran a "risarcire l'America per tutte le persone che ha ucciso e gravemente ferito con i suoi ordigni piazzati lungo le strade e nei molti conflitti per cui è famoso, guidato inizialmente dal generale Soleimani, comprese le famiglie di quelli uccisi sulla USS Cole e le migliaia di altri caduti in combattimento".

L'attentato del 2000 contro la USS Cole, però, è stato attribuito dall'FBI ad al Qaeda e non all'Iran. Nel frattempo, di fronte alla prospettiva sempre più concreta di perdere la maggioranza al Congresso alle elezioni di metà mandato, Trump ha fatto sapere che non si impegnerà direttamente nella campagna per i candidati repubblicani, spiegando di avere "un'agenda fitta".

Carter ottenne Camp David, Trump incassa il no di Netanyahu

Una differenza importante tra le due presidenze riguarda proprio il Medio Oriente. Carter ottenne nel 1978 gli accordi di Camp David, che aprirono la strada alla pace tra Egitto e Israele dopo una trattativa lunga e paziente e restano, ancora oggi, la sua principale vittoria in politica estera. Il piano per Gaza elaborato dal Board of Peace, l'organismo voluto da Trump per seguire il dossier, prevede invece che Hamas ceda gradualmente le armi a una nuova amministrazione palestinese e che Israele riporti le proprie truppe sulla "linea gialla" stabilita dalla tregua.

Trump lo ha definito "storico", ma domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aprendo una riunione di governo, lo ha platealmente respinto con queste parole: "Israele respinge il documento in 15 punti", ha detto, aggiungendo che l'esercito israeliano non si ritirerà finché Hamas non sarà realmente disarmata. Poche ore dopo Hamas ha invece confermato la propria adesione al piano.

Nel frattempo gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato il mese scorso un blocco navale contro l'Arabia Saudita nel Mar Rosso e domenica hanno rivendicato un attacco con droni contro la raffineria di Saudi Aramco a Jazan. L'incendio provocato dall'attacco è stato spento senza causare feriti. Lunedì, nello Studio Ovale, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti controllano "al 100%" lo Stretto di Hormuz, pur ammettendo che l'Iran "può creare problemi". Il risultato è che il prezzo del petrolio è tornato a salire, mentre il consenso per il presidente è sceso ai livelli più bassi registrati nei suoi due mandati.

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Daniele John Angrisani
Autore

Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

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