"Ho resuscitato Cristoforo Colombo", ha detto venerdì il presidente Donald Trump durante la festa per il Columbus Day organizzata alla Casa Bianca. L'evento è cominciato alle 11 ora di Washington (le 17 in Italia) nella East Room, davanti a un pubblico di esponenti della comunità italoamericana. Doveva celebrare l'esploratore italiano in vista della festività federale di lunedì 12 ottobre, ma si è trasformato in un discorso di circa un'ora in cui il presidente ha parlato di città democratiche "sporche", film sulla mafia, prezzi della benzina, guerra con l'Iran e del candidato democratico al Senato in Michigan, Abdul El-Sayed.
Il Columbus Day ricorda lo sbarco di Colombo nell'attuale arcipelago delle Bahamas, il 12 ottobre 1492. Negli ultimi decenni è diventato una ricorrenza controversa, perché Colombo fu il primo di una serie di esploratori europei che aprirono un'epoca di colonizzazione e violenze contro i nativi americani, da parte di europei in cerca di oro e di persone da ridurre in schiavitù. Nel 1991 Berkeley, in California, fu la prima città a ribattezzare la festa Indigenous Peoples Day, la giornata dei popoli indigeni, e centinaia di altre città hanno poi sostituito o affiancato le due ricorrenze. Nel 2021 l'allora presidente Joe Biden riconobbe ufficialmente l'Indigenous Peoples Day insieme al Columbus Day. L'anno scorso Trump ha firmato un proclama che è tornato a dedicare la festa soltanto a Colombo.
Durante l'evento il presidente ha presentato una seconda statua di Colombo, realizzata dallo stesso designer dell'eliporto della Casa Bianca, che sarà collocata nel Rose Garden, il giardino della Casa Bianca. La prima era stata installata a marzo davanti all'Eisenhower Executive Office Building, l'edificio di fronte alla Casa Bianca che ospita gran parte degli uffici della presidenza: è una replica della statua che i manifestanti abbatterono e gettarono nel porto di Baltimora durante le proteste antirazziste del 2020. Trump ha poi invitato gli ospiti a camminare sul nuovo pavimento in marmo italiano della sala da ballo della Casa Bianca, ancora in costruzione.
"Cristoforo Colombo ha cambiato per sempre il futuro dell'umanità e in questa amministrazione sappiamo che Cristoforo Colombo è per noi un eroe", ha detto il presidente, che lo ha definito "forse il primo italoamericano della storia". Trump ha anche sostenuto che la statua davanti alla Casa Bianca gli abbia fatto ottenere "quasi il 100 per cento del voto italiano", aggiungendo che "quelli che non ho preso si nascondono". Ha poi chiesto che venga rimessa al suo posto la statua di Colombo davanti al municipio di Columbus, la capitale dell'Ohio, che il sindaco democratico Andrew Ginther fece rimuovere nel 2020 sostenendo che rappresentasse oppressione e divisione. "Vogliamo che Cristoforo Colombo torni nel cuore di Columbus, in Ohio. Lo rivogliamo", ha detto.
Una parte del discorso è stata dedicata alle città governate dai democratici. "Sono sempre sporche", ha detto il presidente, descrivendo marciapiedi e strade "disgustosi" e odore "di marijuana e di altre cose peggiori della marijuana". Al contrario, secondo Trump, Washington è passata dall'essere una delle città più pericolose del paese a "una città totalmente sicura" grazie all'invio di agenti federali e della Guardia Nazionale, che resterà in città fino al 2029. Il presidente ha detto che i crimini sono calati dell'87 per cento e che i soldati hanno allontanato "oltre 5.000" criminali, senza spiegare come.
Trump ha attaccato anche New York per una mappa comunale dei quartieri etnici in cui ci sono Little Senegal, Little Guyana, Little Haiti e Little Yemen ma non Little Italy. Il presidente ha definito l'omissione "una vergogna" e ha minacciato di non dare alla città i miliardi di dollari che chiede finché la mappa non sarà corretta. Il sindaco Zohran Mamdani aveva già detto che la mappa sarebbe stata aggiornata.
Ricordando le discriminazioni subite in passato dagli italoamericani, Trump ha sostenuto che a Hollywood fosse stato vietato dare nomi italiani ai personaggi dei mafiosi perché ritenuti discriminatori e che i pochi film girati così fossero stati un fallimento. In realtà le proteste contro la rappresentazione degli italoamericani come criminali sono arrivate soprattutto dalle loro stesse associazioni: nel 1991 la National Italian American Foundation contestò le candidature all'Oscar di "Quei bravi ragazzi" e del "Padrino - Parte III", nonostante i registi Martin Scorsese e Francis Ford Coppola fossero italoamericani.
Il presidente se l'è presa poi con El-Sayed, il medico ed ex direttore della sanità di Detroit che nei sondaggi è in vantaggio sul repubblicano Mike Rogers nella corsa al Senato in Michigan e con cui pochi giorni fa ha affrontato il primo dibattito. Trump lo ha accusato, falsamente, di voler abolire il Columbus Day e lo ha chiamato "Mohammed Al-Fayad", il nome di un magnate egiziano scomparso il cui figlio ebbe una breve relazione con Diana, la principessa del Galles. "Qualcuno mi ha chiesto perché. Ho detto che non lo so. Mi va", ha detto Trump. El-Sayed è nato in Michigan da genitori egiziani.
Sulla guerra con l'Iran, il presidente ha annunciato che i prezzi del carburante "crolleranno" quando il conflitto finirà, "in un modo o nell'altro", e ha ammesso un accordo con la Russia per importare diesel. Ha detto di aver visto in Iowa la benzina a 1,85 dollari al gallone poco prima dell'inizio dei combattimenti, ma a febbraio la media nazionale era di 2,94 dollari. Del blocco navale imposto dalla Marina all'Iran ha detto che "nessuno passa", aggiungendo che forse gli italiani lo farebbero "anche meglio", ma "in modo molto violento". Il presidente è tornato anche sulla frase che lo ha accompagnato per tutta la settimana, ripetendo che un Iran con l'arma nucleare avrebbe colpito per prime San Diego e Los Angeles perché "la rotta per un missile è molto più comoda".
Tra gli ospiti c'erano il giudice della Corte Suprema Samuel Alito e il figlio dell'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, mentre il tenore Christopher Macchio ha cantato all'apertura e alla chiusura dell'evento. "Amiamo gli italoamericani. Vi voglio bene. È per questo che sono qui", ha detto Trump.
