Il presidente Donald Trump ha annunciato venerdì un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per far arrivare sul mercato mondiale fino a 4,8 milioni di tonnellate di diesel russo. Il presidente lo ha comunicato su Truth Social, il suo social network, a meno di quattro settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. L'obiettivo è frenare il prezzo del gasolio, che negli Stati Uniti nelle ultime settimane ha battuto più volte il suo record storico.
Secondo Trump, Mosca fornirà "immediatamente" 300.000 tonnellate di diesel, poi altre 500.000 a novembre e un milione di tonnellate "subito dopo". Altri 3 milioni di tonnellate arriveranno "in breve tempo", in base "alle condizioni delle loro raffinerie di diesel". "Tra il nostro controllo totale dello stretto di Hormuz e questo grande annuncio sull'energia russa, i prezzi del diesel per gli americani, e in realtà per il mondo intero, scenderanno, in numeri record e in fretta", ha scritto il presidente.
Convertite in barili, l'unità di misura usata sui mercati del petrolio, le 4,8 milioni di tonnellate valgono circa 36 milioni di barili, perché una tonnellata di diesel corrisponde a circa 7,5 barili. È circa una settimana di produzione americana: nelle ultime quattro settimane le raffinerie statunitensi hanno prodotto in media 5,2 milioni di barili al giorno di distillati, la categoria che comprende il diesel, secondo i dati della Energy Information Administration, l'agenzia federale che raccoglie le statistiche sull'energia. La prima fornitura da 300.000 tonnellate vale circa 2,2 milioni di barili, meno di mezza giornata di produzione. Le 500.000 tonnellate di novembre corrispondono a meno di un giorno, il milione di tonnellate successivo a circa un giorno e mezzo. Anche la quota più grande, i 3 milioni di tonnellate legati alle condizioni delle raffinerie russe, equivale a poco più di quattro giorni. In tutto il diesel promesso vale meno del 2 per cento di quello che le raffinerie americane producono in un anno e circa un terzo dei 100 milioni di barili di diesel che i paesi del G7 hanno deciso la settimana scorsa di liberare dalle loro riserve d'emergenza. Rispetto alla domanda interna, che nell'ultimo mese è stata in media di circa 3,8 milioni di barili al giorno, coprirebbe una decina di giorni di consumi. Il diesel russo però andrà sul mercato mondiale e non solo negli Stati Uniti.
Russia-US cooperation on diesel and energy will benefit the world. 🌍 https://t.co/NIhHZoYF3j
— Kirill Dmitriev (@kadmitriev) October 9, 2026
Per rendere possibile l'operazione il dipartimento del Tesoro ha allentato nelle stesse ore le sanzioni imposte alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Un documento dell'OFAC, l'ufficio del Tesoro che gestisce le sanzioni, autorizza la vendita, la consegna, lo scarico e l'importazione di diesel di origine russa, anche negli Stati Uniti, fino alle 00:01 del 7 aprile 2027, ora di Washington (le 6:01 in Italia). Già all'inizio dell'anno Trump aveva allentato temporaneamente le sanzioni contro la Russia per frenare il prezzo del petrolio, ma la misura non aveva cambiato la tendenza e i prezzi hanno continuato a salire per mesi.
Today, at President Trump’s direction, the Office of Foreign Assets Control (OFAC) is immediately issuing a temporary general license to allow the supply of Russian diesel to the global market.
— Treasury Department (@USTreasury) October 9, 2026
Il Cremlino a luglio aveva vietato le esportazioni di diesel dopo una serie di attacchi ucraini contro i suoi impianti energetici e a fine settembre ha prorogato il divieto fino alla fine di ottobre. L'escalation della guerra tra Russia e Ucraina delle ultime settimane ha spinto ancora più in alto il prezzo del diesel, che era già aumentato con la guerra con l'Iran.
Un gallone di diesel, circa 3,8 litri, costa in media 6,28 dollari secondo AAA, l'associazione degli automobilisti americani: un mese fa ne costava 5,94 e un anno fa 3,68. Il diesel non aveva mai superato i 6 dollari al gallone prima del fine settimana del Labor Day, la festa del lavoro americana di inizio settembre, e il 22 settembre ha raggiunto il record di 6,53 dollari. Dall'inizio della guerra con l'Iran, a febbraio, il prezzo è aumentato di quasi il 70 per cento. Il diesel muove camion, macchine agricole e cantieri, quindi incide sul costo di quasi tutte le merci, compresa la spesa alimentare. Gli economisti temono effetti sull'inflazione in tutta l'economia mondiale.
Poche ore prima dell'annuncio, durante una celebrazione del Columbus Day alla Casa Bianca, Trump aveva anticipato "grandi notizie" sul diesel. "Lo colpiremo duramente", aveva detto il presidente, aggiungendo che "i prezzi crolleranno". In settimana l'amministrazione ha firmato anche un ordine esecutivo, un provvedimento del presidente che non passa dal Congresso, per permettere di usare sulle autostrade il diesel tinto di rosso, che è esente dalla tassa federale di 24,4 centesimi al gallone applicata al diesel normale. Giovedì Trump aveva inoltre promesso che gli Stati Uniti non attaccheranno l'Iran prima delle midterm.
La Casa Bianca ha fatto pressione anche sull'Europa perché usasse le sue riserve. Venerdì la ministra tedesca dell'Economia, Katherina Reiche, ha annunciato che la Germania metterà sul mercato fino a 15 milioni di barili di diesel, petrolio greggio e gasolio da riscaldamento, applicando l'accordo del G7. A fine settembre Trump aveva minacciato di vietare le esportazioni di diesel americano, una misura che avrebbe fatto salire ancora i prezzi mondiali, ma dopo l'accordo del G7 ha detto che "non l'avremmo mai fatto".
