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Su TikTok i video che smentiscono Trump sull'economia sono 16 volte quelli che lo sostengono
Daniel Torok, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Elezioni 4 min di lettura

Su TikTok i video che smentiscono Trump sull'economia sono 16 volte quelli che lo sostengono

Secondo un'analisi del Wall Street Journal, su TikTok i video che smentiscono il presidente sono 16 volte quelli favorevoli. E nelle sfide in bilico i repubblicani non lo nominano negli spot.

Su TikTok i video che contestano quello che il presidente Donald Trump dice sull'economia sono circa 16 volte più numerosi di quelli che lo sostengono. Lo ha calcolato il Wall Street Journal, che ha analizzato migliaia di video, puntate di podcast, servizi delle reti all-news e spot elettorali trasmessi nelle sfide più combattute per il Congresso. Nelle ultime settimane prima delle midterm Trump insiste che sotto di lui l'economia va a gonfie vele, ma il suo messaggio raccoglie più critiche che consensi quasi ovunque e i candidati repubblicani in bilico evitano di nominarlo.

"State guadagnando di più a persona che in qualsiasi altro momento della storia del nostro paese", ha detto la settimana scorsa durante un comizio a Bullhead City, in Arizona. Era almeno l'ottantaquattresima volta da metà luglio che C-Span, la rete che trasmette i lavori del Congresso e gli eventi politici, lo mostrava mentre parlava di economia.

Nelle 54 sfide più competitive per la Camera e il Senato c'è un solo spot repubblicano sull'economia che cita Trump. Quelli dei democratici sullo stesso tema lo nominano invece in circa un caso su cinque, secondo i dati di AdImpact, una società che monitora la pubblicità elettorale. I repubblicani difendono una maggioranza ristretta alla Camera e un vantaggio di 53 a 47 al Senato: basterebbe uno spostamento modesto per consegnare ai democratici uno o entrambi i rami del Congresso. Con la maggioranza otterrebbero il potere di obbligare funzionari e testimoni a presentarsi davanti alle commissioni e la possibilità di bloccare l'agenda del presidente. I candidati repubblicani più a rischio parlano quindi sempre meno di lui, come si vede già da settimane nei loro spot.

Il giudizio negativo sull'economia arriva anche dagli elettori che hanno riportato Trump alla Casa Bianca. Secondo un recente sondaggio del Wall Street Journal, la metà dei bianchi senza laurea pensa che le sue politiche abbiano peggiorato l'economia, mentre solo il 28 per cento dice che l'abbiano migliorata. Il dipartimento del Lavoro ha comunicato questo mese che a settembre i prezzi al consumo sono aumentati del 3,7 per cento rispetto a un anno prima, in accelerazione rispetto al 3,4 per cento di agosto.

Il Journal ha esaminato più di 20.000 video pubblicati su TikTok da fine giugno che parlavano di Trump e dell'economia. Circa 6.250 discutevano nel merito almeno una delle nove affermazioni economiche che il presidente ripete spesso nei suoi discorsi. Più di un terzo riguarda il prezzo della benzina, che oggi in media negli Stati Uniti è di circa 4,27 dollari al gallone (circa 3,8 litri). La maggior parte di questi video lo smentisce. Da agosto Trump promette anche che i prezzi dell'energia scenderanno "molto rapidamente" una volta finita la guerra con l'Iran.

La sua affermazione che i prezzi stanno scendendo è stata la peggio accolta: solo 58 video su 2.810 erano favorevoli. Dei 1.081 video sulla tesi che i dazi portano negli Stati Uniti soldi pagati da altri paesi, solo 31 la ripetevano o la difendevano. La promessa di un "dividendo Trump" da 5.000 dollari per ogni cittadino adulto se i repubblicani manterranno il Congresso ha raccolto quasi nove volte più critiche che consensi. Un portavoce della Casa Bianca ha risposto al Journal che articoli come questo dimostrano che i giornalisti preferiscono scorrere i social piuttosto che raccontare i progressi del presidente nel rimediare ai problemi economici lasciati da Joe Biden.

Per molti americani TikTok è diventato una fonte di notizie abituale. Circa quattro adulti su dieci tra i 18 e i 29 anni dicono di informarsi regolarmente sulla piattaforma, secondo il Pew Research Center, un istituto di ricerca indipendente. Per questo la piattaforma è un primo indicatore di come circolano i messaggi politici tra una parte importante dell'elettorato. L'analisi non copre tutto TikTok né le altre piattaforme, ma secondo il Journal i sondaggi e i dati sugli spot indicano che la disapprovazione va oltre i video.

Negli spot delle sfide più combattute i repubblicani non promuovono l'economia del presidente e alcuni ammettono perfino le difficoltà delle famiglie. In Texas uno spot di Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato, dice che "spesa, affitto, assicurazione, tutto continua a salire", anche se dà la colpa ai "politici progressisti". Gli spot economici dei democratici parlano soprattutto del costo della vita e della benzina. In Michigan un gruppo vicino ai democratici, WinSenate, ha speso 4 milioni di dollari in uno spot contro il candidato repubblicano al Senato Mike Rogers, accusato di aver applaudito tra le altre cose "i dazi di Trump che costano a tutti noi".

L'unico tema su cui Trump se la cava meglio è quello dei nuovi investimenti nelle fabbriche che creerebbero posti di lavoro. Su TikTok è l'affermazione che ha ricevuto meno critiche tra le nove analizzate ed è l'unico grande tema economico su cui i repubblicani spendono in spot televisivi più dei democratici: 66,7 milioni di dollari contro 42. Anche i conduttori dei podcast conservatori lo hanno ripreso, con l'88 per cento dei loro interventi sul tema favorevole al presidente.

Su altri temi però anche alcune voci vicine a Trump si sono raffreddate. Tra fine giugno e metà luglio i conduttori dei 124 podcast conservatori esaminati dal Journal sostenevano con un rapporto di circa due a uno le sue affermazioni sul calo della benzina e dei prezzi. Nelle ultime quattro settimane si sono divisi a metà e le critiche sono ora leggermente in vantaggio. Considerando tutte e nove le affermazioni, il rapporto tra puntate favorevoli e critiche è sceso da circa 2,8 a 1 a circa 1,7 a 1. I conduttori sostengono ancora in larga maggioranza quello che Trump dice sui tagli alle tasse, sui prezzi dei farmaci e sugli investimenti, ma su prezzi e benzina le puntate si dividono più o meno a metà.

Sulle televisioni via cavo il giudizio dipende dalla rete. Dei 634 servizi di MS NOW sulle affermazioni economiche del presidente, nessuno era favorevole. Su CNN le critiche erano circa nove volte più numerose dei commenti positivi. Su Fox News, al contrario, i servizi che sostenevano le sue affermazioni erano circa il triplo di quelli che le contestavano.

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