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La campagna per le midterm si fa sempre più sporca, soprattutto tra i repubblicani
Emily J. Higgins, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Elezioni 4 min di lettura

La campagna per le midterm si fa sempre più sporca, soprattutto tra i repubblicani

Dallo spot di Ramaswamy con la madre di Acton alle allusioni su Talarico, gli attacchi personali si moltiplicano. Trump e Vance li difendono, ma in molte sfide i democratici sono avanti.

La campagna per le elezioni di metà mandato del 3 novembre è diventata particolarmente sporca, soprattutto tra i repubblicani. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli spot che usano i traumi familiari degli avversari, le allusioni al loro orientamento sessuale, le accuse di sostegno al terrorismo e le immagini create con l'intelligenza artificiale. Secondo un'analisi di Aaron Blake pubblicata sulla CNN, più che una strategia ragionata questi attacchi sembrano un segno di disperazione: in molte delle sfide in cui vengono usati, la maggior parte dei sondaggi dà in vantaggio il candidato democratico, anche se spesso entro il margine di errore. Se quest'anno dovessero funzionare, scrive Blake, nelle prossime campagne la politica americana potrebbe diventare ancora più spregiudicata.

In Ohio il candidato repubblicano a governatore Vivek Ramaswamy ha diffuso uno spot in cui la madre della candidata democratica Amy Acton accusa la figlia di essere una bugiarda. Lo spot non dice che Acton, come ha raccontato lei stessa, non vede la madre da quando aveva 12 anni. All'epoca la donna perse la custodia dei figli e l'uomo che aveva sposato fu incriminato per presunti abusi sessuali sulla bambina. La campagna di Acton ha risposto con un altro spot in cui il fratello della candidata parla degli abusi subiti da entrambi.

Lo spot ha diviso i repubblicani. In Ohio lo hanno criticato il governatore Mike DeWine, il senatore Jon Husted e il segretario di Stato Frank LaRose, la carica che nello Stato si occupa delle elezioni. Fuori dall'Ohio lo hanno criticato la deputata Ashley Hinson, candidata repubblicana al Senato in Iowa, e l'ex governatrice del South Carolina Nikki Haley, che era stata rivale di Ramaswamy alle primarie presidenziali. Hinson ha detto che è "assolutamente terribile" che Acton debba "rivivere quel trauma". Alcuni contestano l'uso politico di un trauma familiare, altri temono che l'attacco si ritorca contro il partito. Secondo la CNN la scelta di Husted e Hinson di prendere le distanze fa pensare che entrambi temano conseguenze sulle loro stesse elezioni.

La sfida per il governatore dell'Ohio è una di quelle che i repubblicani rischiano di perdere. Nella media dei sondaggi calcolata dalla CNN, Acton è avanti di 6 punti, con il 50 per cento contro il 44 di Ramaswamy. Tutte le rilevazioni comprese nella media sono state fatte prima che si sapesse dello spot. Per Blake questo spiega perché la campagna di Ramaswamy abbia voluto tentare qualcosa di diverso. Quando il video è comparso per la prima volta, lunedì, non indicava chi lo avesse prodotto e Ramaswamy all'inizio non lo aveva rivendicato. Solo in un secondo momento lo ha fatto suo.

Il presidente Trump e il vicepresidente JD Vance hanno chiesto al partito di smettere di criticare lo spot. Giovedì sera Trump ha detto di aver contribuito personalmente a convincere Ramaswamy ad andare avanti e di averlo incoraggiato a non ritirarlo. Vance ha liquidato le questioni morali: "Che lo spot fosse appropriato o no non è davvero un mio problema", ha detto, aggiungendo che i repubblicani dovrebbero "smettere di lamentarsi per uno spot e andare a vincere la corsa tra 13 giorni". Trump ha detto di non sapere "nulla" della storia degli abusi, ma ha elogiato il "coraggio" della madre di Acton. Secondo il presidente basterebbe anche solo un briciolo di verità nelle sue accuse per rendere Acton inadatta a fare la governatrice. Incalzato dai giornalisti sugli abusi, ha difeso lo spot più volte.

Gli attacchi personali fanno parte da sempre delle campagne elettorali americane, da entrambe le parti. Di solito però i candidati li tengono a distanza e lasciano il lavoro sporco ad altri. Questa volta il presidente e il vicepresidente non si sono limitati a difendere lo spot dell'Ohio, ma ne hanno rivendicato l'utilità con argomenti che Blake definisce piuttosto machiavellici.

In Texas Vance ha scherzato lasciando intendere che il candidato democratico al Senato James Talarico sia gay, dando nuova forza alle allusioni che circolano da tempo su di lui. Gli ambienti del movimento MAGA, l'ala più vicina a Trump dei conservatori, hanno anche alimentato una teoria del complotto, poi smentita, secondo cui Talarico sarebbe stato ricoverato in un ospedale psichiatrico. Finora queste insinuazioni non sembrano aver aiutato il repubblicano Ken Paxton, impegnato in una sfida serrata per difendere un seggio in uno Stato tradizionalmente repubblicano.

In Michigan la campagna dell'ex deputato repubblicano Mike Rogers, candidato al Senato, ha lanciato uno spot secondo cui il suo avversario democratico Abdul El-Sayed avrebbe "sostenuto" i terroristi e la sua "ideologia radicale è una minaccia per la nostra sicurezza nazionale". Lo spot e altre accuse simili distorcono i fatti. In North Carolina una candidata repubblicana alla Camera e il partito nazionale hanno realizzato insieme uno spot che sembra usare l'intelligenza artificiale per mostrare il suo avversario mentre balla con delle drag queen.

In Maine il Senate Leadership Fund, il principale super PAC repubblicano per le elezioni del Senato, sta trasmettendo uno spot radiofonico contro il candidato democratico Troy Jackson. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate, a patto di non coordinarsi direttamente con i candidati. Lo spot riprende le notizie secondo cui la compagna di lunga data di Jackson sarebbe sua cugina di secondo grado. Un coro ripete "If he'll screw his own family, he'll screw yours, too", un gioco di parole sul verbo "screw" che in inglese vuol dire sia "fregare" sia, in modo volgare, "andare a letto con qualcuno": se frega la sua famiglia, fregherà anche la tua.

La senatrice repubblicana Susan Collins, che difende il seggio contro Jackson, aveva già alluso alla vicenda in passato. Mercoledì però ha chiesto che lo spot venga ritirato. Il Senate Leadership Fund non ha risposto alla CNN, che gli chiedeva se intende farlo.

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