Per la prima volta da quando segue il voto negli Stati Uniti, l'OSCE non manderà i suoi osservatori elettorali alle elezioni americane, come ha riportato Le Monde. L'amministrazione Trump non ha invitato l'organizzazione a monitorare le midterm del 3 novembre. L'OSCE ha risposto con un comunicato in cui definisce la decisione un "allontanamento significativo da una pratica democratica consolidata", contraria agli impegni che gli Stati Uniti hanno preso come Paese membro.
L'OSCE, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, è nata nel 1975 durante la guerra fredda per ridurre le tensioni tra il blocco occidentale e quello sovietico. Ha sede a Vienna e riunisce 57 Paesi di Europa, Asia centrale e Nord America, tra cui gli Stati Uniti. Tra i suoi compiti c'è l'osservazione delle elezioni nei Paesi membri: delegazioni internazionali seguono il voto e al termine pubblicano un rapporto su come si è svolto, segnalando eventuali irregolarità o problemi.
Dal 2002 gli osservatori dell'OSCE hanno seguito dodici elezioni federali americane, sei delle quali di metà mandato. In pratica sono state coperte tutte le elezioni per il Congresso e per la Casa Bianca fino a quelle del 2024. Quest'anno invece non ci sarà il consueto rapporto internazionale su come si è svolto il voto. "Queste saranno le prime elezioni federali americane, da quando l'OSCE ha iniziato a osservare il voto nel Paese, per le quali non abbiamo ricevuto un invito", ha scritto l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani, l'organismo con sede a Varsavia che gestisce le missioni elettorali insieme all'Assemblea parlamentare dell'OSCE, con sede a Copenaghen. L'Assemblea invia come osservatori deputati dei Paesi membri, che lavorano in missioni congiunte con i tecnici dell'Ufficio.
"Mi rammarico profondamente per la decisione presa dagli Stati Uniti", ha detto Pere Joan Pons, presidente dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE. Secondo il Tagesspiegel, quotidiano di Berlino che ha visto una lettera interna dell'organizzazione, l'invito non è arrivato nonostante i contatti diplomatici andati avanti per mesi.
Anche in Germania Metin Hakverdi, deputato socialdemocratico e coordinatore del governo tedesco per le relazioni transatlantiche, ha criticato la decisione in un'intervista al Tagesspiegel. Hakverdi ha ricordato che gli Stati Uniti, come membri dell'OSCE, si sono impegnati politicamente a consentire l'osservazione internazionale del voto. Il mancato invito, ha detto, è "espressione dello scetticismo" dell'amministrazione americana verso le organizzazioni internazionali. "L'integrità delle elezioni è spesso al centro del dibattito politico negli Stati Uniti", ha aggiunto. "Chi vuole elezioni integre non lascia fuori gli osservatori".
Lo scontro tra Washington e l'OSCE è cominciato mesi fa. A dicembre gli Stati Uniti hanno chiesto all'organizzazione di tagliare il suo bilancio annuale di almeno 15 milioni di euro entro la fine del 2026. L'amministrazione Trump ha anche invitato l'OSCE a concentrarsi su "missioni che sostengono la stabilità e la pace", invece che sulla "trasformazione della vita politica interna" dei Paesi membri.
Le midterm si tengono a metà del mandato presidenziale. Il 3 novembre gli americani rinnoveranno la Camera, dove i deputati restano in carica due anni, e un terzo del Senato, dove il mandato dura sei anni. Oggi i repubblicani hanno la maggioranza in entrambe le camere, ma i sondaggi indicano che rischiano di perderla. Il presidente e il suo partito hanno da mesi indici di gradimento bassi. In diversi Stati i repubblicani hanno ridisegnato i confini dei collegi elettorali per favorire i propri candidati mentre i democratici hanno risposto con iniziative simili, per esempio in California.
