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Ocasio-Cortez si è reiscritta ai socialisti americani dopo sette anni senza tessera
Gage Skidmore, 2025, Flickr, CC BY-SA 2.0
Politica interna 4 min di lettura

Ocasio-Cortez si è reiscritta ai socialisti americani dopo sette anni senza tessera

La deputata di New York aveva lasciato scadere l'iscrizione nel 2019 e nessuno se n'era accorto. I DSA hanno reso pubblico il caso mentre decidono se sostenerla alle primarie del 2028.

Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata di New York considerata il volto del socialismo democratico americano, per sette anni non è stata formalmente iscritta ai Democratic Socialists of America (DSA), l'organizzazione che raccoglie i socialisti democratici degli Stati Uniti. La tessera annuale che aveva preso nel 2018 era scaduta nel 2019 e non era mai stata rinnovata. Se ne è accorta la dirigenza dell'organizzazione stessa poche settimane fa e la deputata ha ripreso la tessera nell'agosto 2026.

La conferma è arrivata martedì sera in una nota inviata agli iscritti e anticipata dal sito City & State New York: "Democratic Socialists of America conferma che la deputata Alexandria Ocasio-Cortez è un membro in regola della nostra organizzazione, essendosi reiscritta di recente, nell'agosto 2026". Nel testo si legge anche che la dirigenza nazionale si è accorta solo ora che l'iscrizione presa nel 2018, valida un anno, era scaduta l'anno successivo.

Quando Ocasio-Cortez si iscrisse era una candidata al Congresso alla prima campagna elettorale e la quota annuale costava 60 dollari, da rinnovare a mano ogni dodici mesi. Quel meccanismo faceva perdere per strada molti iscritti che si dimenticavano semplicemente di pagare. Da allora i DSA sono passati al rinnovo automatico e hanno spinto i nuovi iscritti verso le quote mensili: quella ordinaria è di 15 dollari al mese, con una versione ridotta a 5 dollari per chi ha redditi bassi e la possibilità di versare fino a 50 dollari.

Per anni la stessa organizzazione ha trattato la deputata come un'iscritta. Nel novembre 2020 si congratulò su X con "l'iscritta ai DSA AOC" per la rielezione al Congresso e nel marzo 2024 elogiò lei e l'allora deputata del Missouri Cori Bush, definendole entrambe "iscritte", per aver votato contro la legge che metteva al bando TikTok.

A far partire la verifica è stata un'intervista di inizio agosto ad ABC News, in cui il conduttore Jonathan Karl ha chiesto a Ocasio-Cortez se fosse ancora iscritta ai DSA. La deputata ha risposto: "Alla sezione di New York City". Alla domanda se fosse iscritta anche all'organizzazione nazionale ha risposto di no, spiegando che "ogni sezione dei DSA si costituisce a livello locale" e che quella newyorkese somiglia a "una sezione sindacale locale". La distinzione però non esiste: essere iscritti a NYC-DSA significa pagare la quota all'organizzazione nazionale e risiedere a New York. I membri della sezione cittadina possono versare contributi aggiuntivi al gruppo locale, ma si sommano alla quota nazionale, non la sostituiscono. La risposta ha spiazzato i suoi compagni di organizzazione e ha convinto la dirigenza a controllare i registri. La notizia dell'iscrizione scaduta è stata diffusa per prima su X dal Manhattan Institute, un centro studi statunitense.

I DSA hanno spiegato di aver reso pubblici i dettagli proprio per la corsa del 2028: "Anche se è insolito che i DSA si esprimano sullo stato di iscrizione dei singoli, le discussioni in corso sulla campagna presidenziale del 2028 hanno reso necessario questo comunicato", si legge nella nota. "Con sezioni e iscritti che si stanno mobilitando per candidare la deputata Alexandria Ocasio-Cortez alle primarie presidenziali, riteniamo che lo stato della sua iscrizione sia un'informazione essenziale per i membri nelle loro deliberazioni e discussioni."

La procedura formale con cui l'organizzazione deciderà chi sostenere alle presidenziali partirà all'inizio del prossimo anno e la dirigenza nazionale è divisa sull'ipotesi di appoggiare la deputata. Le sezioni di Los Angeles e Atlanta hanno già approvato risoluzioni che le chiedono di candidarsi e a novembre dovrebbe fare lo stesso NYC-DSA, durante il congresso cittadino.

I rapporti con l'organizzazione nazionale si erano incrinati nel luglio 2024, quando i DSA le tolsero l'endorsement su richiesta proprio della sezione di New York. Le contestavano il voto a favore di una risoluzione della Camera che indicava la "negazione del diritto di Israele a esistere" come esempio di antisemitismo, oltre alla partecipazione a un dibattito pubblico sullo stesso tema. "Un endorsement nazionale dei DSA comporta un impegno serio verso il movimento per la Palestina e verso il nostro progetto socialista collettivo", scrisse allora l'organizzazione. "Per costruire un movimento socialista capace di sconfiggere il capitalismo dobbiamo pretendere di più dai leader del nostro movimento." Da quel momento Ocasio-Cortez ha ricevuto il sostegno soltanto della sezione cittadina, mai di quella nazionale.

L'attenzione per la sua posizione arriva mentre i DSA crescono rapidamente in tutto il paese, dopo una serie di vittorie elettorali che vanno da New York alla Florida, dove una socialista-dem ha vinto a sorpresa la primaria democratica per il Senato. Nei suoi otto anni al Congresso Ocasio-Cortez è diventata l'iscritta più conosciuta dell'organizzazione, ha battuto i record di raccolta fondi tra i piccoli donatori ed è stata determinante nel sostenere altri candidati socialisti, a partire dal sindaco di New York Zohran Mamdani.

I vertici della sezione newyorkese hanno già incontrato in privato la deputata per convincerla a correre. Tra le figure chiave di questi colloqui c'è Jeremy Cohan, coordinatore del comitato di NYC-DSA che segue gli eletti al Congresso. Mercoledì mattina la sezione ha pubblicato su X una foto di Cohan e dei due co-presidenti Grace Mausser e Gustavo Gordillo insieme a Ocasio-Cortez, accompagnata dalla frase "il socialismo democratico è il futuro".

La deputata, che ha 36 anni, è considerata una delle candidate più probabili per le primarie democratiche del 2028 e un numero crescente di iscritti ai DSA vuole che si candidi. Un suo portavoce non ha commentato la vicenda della tessera.

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