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Ocasio-Cortez prende le distanze dal "Woke 1" mentre si prepara per il 2028
Alexandra Ocasio Cortez, X, 2026
Elezioni 3 min di lettura

Ocasio-Cortez prende le distanze dal "Woke 1" mentre si prepara per il 2028

La deputata di New York ha definito una follia la stagione del progressismo culturale dei primi anni Venti, ma non ha detto dove si colloca oggi su polizia, immigrazione e temi sociali.

Alexandria Ocasio-Cortez ha definito "una follia" la stagione del progressismo culturale dei primi anni Venti, quella che negli Stati Uniti viene chiamata "Woke 1", in un'intervista alla ABC che segna il suo spostamento verso il centro. La deputata democratica di New York, indicata tra i favoriti per le primarie presidenziali del 2028, prova così a contenere i danni delle sue posizioni passate su polizia, immigrazione e temi sociali.

Nell'intervista Ocasio-Cortez ha attribuito gli eccessi di quegli anni della sinistra americana in parte alla pandemia di Covid e ai lockdown. Alcune delle sue dichiarazioni più controverse però sono arrivate prima che il virus raggiungesse gli Stati Uniti, nel 2020.

Nei primi anni Venti la deputata è stata una delle sostenitrici più note del definanziamento della polizia, cioè del taglio dei bilanci dei dipartimenti di polizia per spostare quelle risorse su servizi sociali e prevenzione, un'idea che i sondaggi hanno sempre mostrato impopolare. Nell'estate del 2020 ha attaccato il governo di New York City perché proponeva di tagliare il bilancio della polizia di appena un miliardo di dollari. "Definanziare la polizia significa definanziare la polizia", disse allora. "Non significa trucchi di bilancio o matematica creativa". E aggiunse: "La battaglia per definanziare la polizia continua".

Nel 2019 Ocasio-Cortez ha scritto sui social che "dobbiamo aprire una discussione seria sulla decarcerazione e sull'abolizione delle prigioni in questo paese". Lo stesso anno ha detto che alcune comunità emarginate "non hanno altra scelta che rivoltarsi" e nel 2021, a un evento pubblico, ha dichiarato: "Voglio abolire il nostro sistema carcerario, che è costruito per intrappolare gli uomini neri e di colore".

Sull'immigrazione la deputata ha presentato nel 2021 e nel 2023 una proposta di legge per depenalizzare l'attraversamento della frontiera, cioè per cancellare il reato penale a carico di chi entra nel paese senza autorizzazione. Nel 2019 il New Yorker le ha chiesto se avrebbe eliminato il Dipartimento della Sicurezza Interna, il ministero che si occupa di frontiere e polizia dell'immigrazione. Lei ha risposto: "Credo di sì. Credo di sì".

Anche il linguaggio della deputata è stato quello in voga negli ambienti liberal di quegli anni. Ha usato più volte il termine di genere neutro "Latinx" al posto di latino o latina, che la grande maggioranza degli ispanici americani non usa. Nel 2021 ha parlato di "persona che mestrua" invece che di donna, per includere le persone transgender.

Ocasio-Cortez ha cambiato il modo in cui parla di questi temi ma non ha spiegato dove si colloca oggi su molti di essi, né che cosa l'ha portata a cambiare idea sul "Woke 1". I suoi portavoce non hanno risposto alle domande su quale sia la sua posizione attuale sul definanziamento della polizia, sulla depenalizzazione dell'attraversamento della frontiera e sul fatto che le rivolte siano a volte giustificate. Nell'intervista alla ABC ha detto di non condividere alcune proposte dei Democratic Socialists of America, l'organizzazione che riunisce la sinistra socialista statunitense, come l'abolizione di polizia e prigioni, il taglio dei fondi al Dipartimento della Difesa e l'amnistia per tutti gli immigrati.

Le posizioni passate rischiano di pesare soprattutto tra gli elettori culturalmente più moderati, ha detto ad Axios Yemisi Egbewole, ex consigliera della Casa Bianca con Joe Biden: "Questo la ostacolerà davvero". Egbewole ha citato gli elettori afroamericani del Sud, che pesano molto nelle primarie presidenziali democratiche.

Alcuni repubblicani ritengono che Ocasio-Cortez sarebbe una candidata temibile nonostante le posizioni controverse del passato. Il sondaggista repubblicano Brent Buchanan l'ha definita "incredibilmente pericolosa", ricordando che ha una notorietà altissima e un gradimento notevole per una figura nazionale attaccata da anni. I suoi dati la danno al 39% di giudizi positivi contro il 42% di giudizi negativi (un rapporto simile a quello del segretario di Stato Marco Rubio). La moderazione culturale di queste settimane, ha aggiunto, dimostra che è una buona politica, perché lo sta facendo adesso invece che l'anno prossimo.

Lo stratega democratico James Carville ha detto ad Axios che "è sempre stato evidente che ha più talento di tutti gli altri messi insieme", riferendosi agli altri membri della "Squad", il gruppo di deputati progressisti della Camera. Secondo Carville non ha bisogno di spiegare troppo i suoi cambi di posizione: le basta dire "sono cresciuta" e la gente capisce.

Le primarie democratiche per il governatore del Wisconsin hanno mostrato quanto il progressismo culturale possa essere un peso per la sinistra, anche in una fase in cui il populismo economico guadagna terreno. La socialista Francesca Hong ha perso per poco meno di 4.000 voti dopo aver faticato a spiegare perché in passato avesse chiesto di cancellare il Ringraziamento, la festa nazionale americana di fine novembre. Ocasio-Cortez non l'ha appoggiata, l'ultimo segnale del suo spostamento verso il centro.

Ocasio-Cortez non è l'unica esponente democratica che vorrebbe far dimenticare agli elettori le proprie posizioni culturali dei primi anni Venti. Il governatore della California Gavin Newsom ha detto l'anno scorso che nel suo ufficio nessuno ha mai usato la parola "Latinx", anche se lui stesso l'aveva usata più volte nel 2020. Abdul El-Sayed, che corre per il Senato in Michigan, e il sindaco di New York Zohran Mamdani hanno entrambi preso le distanze dal loro sostegno passato al definanziamento della polizia.

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Lorenzo Ruffino
Autore

Lorenzo Ruffino

Scrive regolarmente da anni di politica, elezioni, società e economia con un approccio data-driven. È parte di Focus America dal 2018, ha una newsletter su Substack.

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