I progressisti della Camera vogliono sfruttare il loro peso crescente nel Partito Democratico per portare in aula nel 2027 le loro proposte più ambiziose e divisive: Medicare for All, l'abolizione dell'ICE e il taglio degli aiuti militari a Israele. L'obiettivo, hanno spiegato deputati, candidati e strateghi ad Axios, è mettere questi temi al centro dell'agenda di un futuro presidente democratico nel 2029, anche a costo di costringere i colleghi di partito a scelte scomode.
La deputata Pramila Jayapal, eletta nello stato di Washington ed ex presidente del Congressional Progressive Caucus, il gruppo che riunisce i deputati più a sinistra, ha detto ad Axios che servono esami in commissione e voti in aula su proposte come Medicare for All "per prepararci al momento in cui avremo la trifecta", cioè il controllo contemporaneo di presidenza e Congresso, e per costruire il sostegno necessario. Per Mai Vang, candidata progressista alla Camera in California, costringere i colleghi a votare serve "per vedere da che parte sta ciascuno", un passaggio che ritiene decisivo in vista del 2028 e del 2029. L'iniziativa arriva mentre la sinistra del partito sta acquistando un'influenza mai vista negli ultimi anni, come dimostra il peso raggiunto da Bernie Sanders tra i democratici.
La prima richiesta riguarda la sanità. Il Medicare for All Act presentato da Jayapal propone di estendere a tutti gli americani Medicare, il programma pubblico di assistenza sanitaria che oggi copre soprattutto chi ha più di 65 anni. La proposta ha 118 deputati tra i firmatari, più della metà dei democratici della Camera. I progressisti vogliono costringere i colleghi a fare i conti con la popolarità della misura nei sondaggi e far sì che il sostegno a Medicare for All diventi una condizione necessaria per chiunque voglia vincere le primarie presidenziali del 2028. Jayapal ha ricordato di aver ottenuto anni fa dall'allora speaker della Camera Nancy Pelosi alcune audizioni sulla proposta, ma mai un esame formale in commissione, il passaggio in cui un testo viene discusso e modificato prima di arrivare in aula.
Come possibile compromesso, Jayapal ha indicato la proposta presentata la settimana scorsa con il deputato di New York Pat Ryan, che abbasserebbe l'età per accedere a Medicare da 65 a 50 anni e che secondo lei potrebbe ottenere il sostegno di tutto il gruppo democratico. Il rischio, per i progressisti, è che un'ondata democratica alle elezioni di midterm porti alla Camera molti nuovi deputati eletti in distretti tendenzialmente repubblicani, sensibili all'accusa di voler eliminare le assicurazioni sanitarie private. Jayapal sostiene però che ci sia "un'apertura che non abbiamo mai visto prima", perché i sondaggi indicano che gli elettori "odiano" sempre di più le assicurazioni private.
La seconda priorità è l'ICE, l'agenzia federale che si occupa dei controlli sull'immigrazione e delle espulsioni. Diversi progressisti hanno indicato come punto di partenza il Melt ICE Act della deputata dell'Illinois Delia Ramirez, che taglierebbe tutti i fondi destinati alla detenzione e alla sorveglianza degli immigrati. Un'altra proposta di Ramirez va oltre: abolirebbe del tutto l'ICE e smantellerebbe il dipartimento della Sicurezza interna, il ministero da cui l'agenzia dipende.
I democratici moderati si oppongono da tempo all'idea di togliere fondi all'ICE. Alcuni centristi l'avevano respinta anche lo scorso gennaio dopo l'uccisione di Renée Good a Minneapolis. I leader democratici al Congresso si sono limitati a chiedere una riforma dei metodi dell'agenzia senza ridurne il bilancio. Il Melt ICE Act ha oggi solo 23 firmatari. Ramirez ha detto ad Axios che la sfida per i progressisti è ottenere "un vero cambio di narrazione" nel modo in cui la dirigenza del partito parla dell'ICE, fino a considerarla un'agenzia che è ormai "oltre la riforma".
La terza richiesta riguarda Israele. Il Block The Bombs Act, un'altra proposta di Ramirez, limiterebbe la possibilità del presidente di trasferire a Israele armi offensive ed è considerato il principale provvedimento della sinistra su questo tema. Molti democratici, pur essendo stanchi del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del suo governo, restano però fermamente schierati con Israele. I progressisti stanno facendo pressione dall'esterno sull'ala filoisraeliana del partito, che quest'anno ha subito pesanti sconfitte nelle primarie per la Camera. Sostengono che le vecchie regole sui finanziamenti a Israele non valgano più. Secondo Jayapal, se la dirigenza democratica provasse ad approvare fondi per Israele soprattutto con i voti repubblicani, cosa che a suo giudizio sarebbe inevitabile, si creerebbe "una spaccatura gigantesca" nel partito.
Nella lista ci sono anche l'intelligenza artificiale, il denaro in politica e il costo della vita. Sull'intelligenza artificiale i progressisti chiedono regole severe, una moratoria sulla costruzione di nuovi data center e il divieto delle telecamere di sorveglianza dell'azienda Flock. La deputata del New Jersey Analilia Mejia ha detto ad Axios di essere "tutt'altro che una luddista", ma che servono limiti per garantire un'economia in cui le famiglie possano prosperare. Sul finanziamento della politica la sinistra chiede regole più severe sull'etica di governo e limiti stretti alla spesa delle aziende nelle campagne elettorali. Adam Hamawy, candidato progressista in New Jersey, vorrebbe un voto sulla proposta della deputata della Pennsylvania Summer Lee di abolire i super PAC, i comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate per sostenere i candidati. Sarebbe una misura molto controversa anche tra i democratici.
Sul costo della vita, uno dei temi più sentiti di queste elezioni, Jayapal ha citato un salario minimo che permetta di vivere dignitosamente, gli asili nido e una proposta per eliminare il tetto ai redditi su cui si pagano i contributi previdenziali, così da garantire la sostenibilità della Social Security, il sistema pensionistico pubblico. Hamawy ha proposto anche asili nido gratuiti per tutti e l'abrogazione del Faircloth Amendment, una legge del 1998 che limita il numero di alloggi popolari che il dipartimento federale per la casa può finanziare.
I progressisti sanno di non avere un'alternativa a Hakeem Jeffries, il leader dei democratici alla Camera, come candidato alla carica di speaker. Stanno però studiando come usare i loro voti per ottenere concessioni sulle politiche da approvare nel caso in cui i democratici, dopo le midterm, conquistino la maggioranza con un margine ridotto.
