Lo scandalo dei messaggi sessuali travolge il candidato democratico in Maine
Graham Platner, candidato progressista sostenuto da Sanders, ammette di aver mandato messaggi sessuali ad altre donne. La corsa per togliere il seggio a Susan Collins ora è in bilico.
Il Maine è diventato il centro della scena politica americana per uno scandalo che rischia di compromettere le possibilità dei democratici di riconquistare la maggioranza al Senato alle elezioni di metà mandato di novembre. Il candidato democratico Graham Platner ha ammesso di aver scambiato messaggi a sfondo sessuale con diverse donne dopo essersi sposato nel 2023, in una vicenda rivelata sabato 30 maggio dal Wall Street Journal e dal New York Times.
Platner è un personaggio insolito per la politica americana. Ha 41 anni, fa l'ostricoltore in una piccola comunità costiera del Maine ed è un ex marine con quattro turni di servizio in zona di combattimento tra Iraq e Afghanistan. Prima di candidarsi non aveva ricoperto incarichi politici significativi: il suo unico ruolo pubblico è stato quello di responsabile del porto di Sullivan, un paese di circa 1.300 abitanti. Ha lanciato la sua campagna ad agosto del 2025 con un video diventato virale, presentandosi come candidato anti-establishment a favore della sanità universale, dell'aumento del salario minimo e dei sindacati. Si è guadagnato il sostegno di senatori progressisti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren ed è stato accompagnato dallo stesso stratega politico che aveva lavorato con il senatore John Fetterman e con il futuro sindaco di New York Zohran Mamdani.
La sua corsa in Maine è cruciale per i democratici. Il partito deve mantenere tutti i seggi che già controlla e conquistarne almeno quattro tra quelli in mano ai repubblicani per ottenere la maggioranza al Senato. Il Maine è l'unico stato vinto da Kamala Harris nel 2024 chiaramente in bilico. La senatrice uscente è Susan Collins, repubblicana moderata in carica da cinque mandati che ha dimostrato negli anni di saper attrarre anche elettori democratici.
Lo scandalo è esploso quando una ex collaboratrice della campagna, Genevieve McDonald, già direttrice della parte politica della campagna di Platner fino a ottobre 2025, ha detto al New York Times che la moglie del candidato, Amy Gertner, le aveva confidato l'esistenza di messaggi espliciti scambiati dal marito con altre donne. Secondo McDonald i messaggi sarebbero stati indirizzati a una decina di donne; un'altra fonte interna alla campagna parla di sei donne. Gertner aveva chiesto ai collaboratori di verificare se la cosa potesse diventare un problema elettorale, durante il lavoro di ricerca delle vulnerabilità del candidato. La campagna di Platner ha confermato a Politico che gli scambi sono avvenuti, contestando solo il numero esatto delle donne coinvolte.
Platner ha definito gli articoli "una pratica giornalistica deplorevole" e ha accusato i media di concentrarsi sui pettegolezzi invece che sui temi reali, come la chiusura degli asili, gli stipendi bassi di insegnanti e infermieri e il fatto che le persone lavorino più a lungo guadagnando meno. In una dichiarazione ha riconosciuto di aver causato sofferenza alla moglie: "Amy e io abbiamo affrontato qualcosa di duro, per colpa mia. Abbiamo fatto il lavoro necessario, e le sono grato ogni ora di ogni giorno". Gertner ha pubblicato un video sui social in cui difende il marito, racconta che la coppia è andata in terapia e accusa l'ex amica McDonald di aver tradito la sua fiducia diffondendo "pettegolezzi maliziosi".
Non è il primo scandalo che colpisce Platner. A ottobre 2025 erano emersi vecchi post su Reddit poi cancellati, in cui aveva fatto commenti razzisti, omofobi e contro le donne, aveva giustificato la violenza per ottenere cambiamenti sociali e si era definito "comunista". Si era poi scoperto che aveva un tatuaggio sul petto, fatto in stato di ubriachezza in Croazia nel 2007, che ricordava il Totenkopf, il teschio simbolo delle SS naziste. Platner ha sostenuto di non conoscerne il significato e ha fatto coprire il tatuaggio a ottobre. Ha attribuito i post su Reddit al periodo in cui soffriva di disturbo da stress post-traumatico dopo le sue missioni militari, sostenendo di essere cambiato. In quei mesi alcuni collaboratori si erano dimessi e la dirigenza del partito democratico, compreso il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, era andata a cercare la governatrice del Maine Janet Mills per convincerla a sfidarlo nelle primarie.
Tra i democratici le reazioni al nuovo scandalo sono divise. Sanders, primo sostenitore di Platner, ha invitato il paese a concentrarsi "sui problemi delle famiglie lavoratrici" più che sul matrimonio del candidato, sostenendo che la moglie sta lavorando per salvare il rapporto. Il senatore del Connecticut Chris Murphy lo ha difeso su CBS ricordando i suoi anni in guerra. Il deputato della California Ro Khanna ha confermato che parteciperà a un evento di campagna con Platner la settimana prossima. Più cauti il senatore del New Jersey Cory Booker, che ad ABC ha detto di avere "preoccupazioni" sull'effetto della vicenda sulle midterm, e il senatore della California Adam Schiff, che ha preferito aspettare ulteriori informazioni prima di esprimersi.
I sondaggi pubblicati prima dello scandalo davano Platner in vantaggio su Collins di sette-nove punti. I mercati di previsione, dove gli utenti scommettono sull'esito delle elezioni e sono considerati un indicatore in tempo reale delle aspettative, hanno reagito con cautela. Su Kalshi la probabilità che Platner vinca la nomination democratica è scesa dal 97,8% al 95,4% nell'arco di un fine settimana, mentre su Polymarket è passata dal 69% al 64%. Più significativo lo spostamento sulla possibilità che i democratici conquistino il seggio: dal 63,2% al 59,9% su Kalshi. Gli scommettitori restano dunque convinti che Platner vincerà le primarie del 9 giugno, ma sono meno sicuri che possa battere Collins a novembre.
Maine, lo scandalo che pesa su una corsa decisiva per il Senato
Graham Platner — ostricoltore ed ex marine — è avanti fino a nove punti contro Susan Collins nei sondaggi. Ma una settimana dalle primarie, la rivelazione di messaggi a sfondo sessuale ha reso più cauti i democratici sulle sue prospettive: non sulle primarie del 9 giugno, ma sulla sfida di novembre.
Lo scandalo sposta poco le previsioni sulle primarie, di più quelle sulla sfida di novembre
Dal 30 maggio al 1° giugno le probabilità implicite nei mercati di previsione si sono mosse, ma senza un crollo. Scala da 0 a 100%.
Gli scommettitori restano convinti che Platner vincerà le primarie di settimana prossima. Il dubbio principale riguarda novembre: lo scandalo ha intaccato la fiducia sulla vittoria contro Collins, ma non ha ribaltato le previsioni. I democratici, scrivono gli analisti, restano favoriti — solo che la via per la vittoria è un po' più stretta.
Un ostricoltore ed ex marine che non ha mai avuto precedenti incarichi politici
Si è candidato ad agosto 2025 come outsider progressista, dichiarandosi a favore della sanità universale, di un salario minimo più alto e pro sindacati. In nove giorni ha raccolto un milione di dollari di donazioni.
Uno delle poche strade credibili dei democratici per ottenere la maggioranza al Senato
Il Maine è l'unico Stato vinto da Kamala Harris nel 2024 davvero in bilico. Per ribaltare la maggioranza al Senato, i democratici devono strappare quattro seggi ai repubblicani senza perderne nessuno.
Il calendario lascia poco tempo per riposizionarsi. Ogni giornata spesa a discutere della vita privata di Platner è una giornata in cui i democratici non attaccano Susan Collins.
Tocca un evento per i dettagli
Lo scandalo ha rilanciato sulla scena Mills, 78 anni, che aveva sospeso la sua campagna per le primarie alla fine di aprile dopo essere stata distanziata di oltre venti punti nei sondaggi. Mills era stata sostenuta dalla leadership del partito ma era stata costretta a ritirarsi di fronte alla raccolta fondi e all'entusiasmo generato dal rivale progressista. Lunedì la governatrice ha rilasciato un'intervista al Portland Press Herald, il principale quotidiano del Maine, in cui ha precisato di non essersi mai ritirata formalmente: "La gente ha l'impressione che mi sia ritirata o tirata indietro, ma ho semplicemente sospeso la campagna attiva. Sono ancora sulla scheda". Il suo nome resta tra le opzioni di voto perché non ha presentato la documentazione per annullare le preferenze. Mills non ha mai sostenuto pubblicamente Platner dopo il proprio passo indietro.
Il calendario lascia poco tempo per riposizionarsi. Le primarie democratiche del Maine si tengono il 9 giugno, sette giorni dopo l'esplosione dello scandalo. Le elezioni generali sono fissate per novembre. Per i democratici la partita in Maine è uno dei pochi sentieri credibili verso il controllo del Senato e ogni giornata persa a discutere della vita privata di Platner è una giornata in cui non si attacca Collins.