Una procura federale sta conducendo un'indagine penale sui viaggi all'estero di Gavin Newsom, governatore democratico della California, e sulle modalità con cui questi sono stati finanziati. Il San Francisco Standard ha visionato alcune subpoena emesse all'inizio di settembre, cioè ordini che impongono di consegnare documenti o rendere testimonianza. Nei documenti si chiede di fornire sei anni di documentazione della California State Protocol Foundation, l'organizzazione no profit che contribuisce a finanziare le missioni internazionali del governatore, oltre alle comunicazioni con una cerchia di attuali ed ex collaboratori di Newsom.
È il quadro più preciso emerso finora dell'indagine di cui lo stesso Newsom aveva rivelato l'esistenza a giugno, spiegando che riguardava lui e la moglie Jennifer Siebel Newsom. "I documenti richiesti con questa subpoena servono a un'indagine penale pendente nell'Eastern District of California", si legge in uno degli atti, firmato dal sostituto procuratore federale Michael D. Anderson. L'Eastern District è il distretto giudiziario federale che comprende Sacramento, la capitale dello Stato. Il materiale raccolto sarà presentato a un gran giurì, il collegio di cittadini che esamina prove e testimonianze e valuta se esistano elementi sufficienti per un'incriminazione. Finora non è stata formulata alcuna accusa.
Una delle subpoena chiede di ottenere la corrispondenza e le ricevute della Fondazione, comprese le informazioni su donatori e raccolte fondi, i documenti relativi ai viaggi del governatore e alla sua partecipazione a eventi internazionali e quelli riguardanti denaro destinato alla residenza, al mantenimento o alle spese personali di Newsom. La Fondazione è nata nel 2001, durante il mandato del precedente governatore Gray Davis, e da oltre vent'anni contribuisce a pagare le missioni ufficiali dei governatori della California attraverso donazioni private, anziché fondi pubblici.
Negli anni ha ricevuto denaro da tribù native americane e da aziende di primo piano come Uber, Amazon e Kaiser Permanente. Un portavoce ha detto di non poter commentare né confermare l'esistenza dell'indagine e ha ricordato che l'ente "ha sostenuto con orgoglio Amministrazioni sia repubblicane sia democratiche".
Dal 2019 Newsom ha indirizzato alla Fondazione oltre 7,5 milioni di dollari, secondo un'analisi dei registri statali condotta dallo Standard. Si tratta di behested payments, cioè donazioni sollecitate da un eletto per finalità istituzionali o benefiche: a differenza dei contributi elettorali, non sono soggette a limiti, ma in California devono essere dichiarate quando un singolo donatore raggiunge i 5.000 dollari in un anno. Circa 5,1 milioni sono arrivati da due Fondazioni che avevano coperto le spese per le cerimonie di insediamento di Newsom nel 2019 e nel 2023. È comunque una quota più bassa dei circa 349 milioni di dollari che il governatore ha fatto confluire verso diverse organizzazioni dal 2019 a oggi.
Le info richieste a collaboratori e persone vicine a Newsom
Tra le persone delle quali gli investigatori chiedono maggiori informazioni c'è Rebecca Prowda, capo del protocollo del governatore, responsabile dell'organizzazione dei suoi viaggi all'estero e moglie del sindaco di San Francisco Daniel Lurie. Nell'elenco compaiono anche quattro membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione: Steve Kawa, che la guidava ancora nel novembre 2025 ed è stato capo di gabinetto di Newsom e dell'ex sindaco di San Francisco Ed Lee, Jim DeBoo, già segretario esecutivo del governatore, Jason Elliott, suo ex vicecapo di gabinetto e Matina Kolokotronis, direttrice operativa dei Sacramento Kings, la squadra di basket della capitale californiana.
Kolokotronis sedeva anche nel consiglio della Fondazione che finanziò l'insediamento del 2019, mentre DeBoo dirigeva quella che coprì le spese della cerimonia del 2023. Nella lista figurano inoltre Siebel Newsom e Tom Willis, legale della campagna del governatore e consigliere del California Partners Project, l'organizzazione per la parità di genere fondata dalla moglie di Newsom. Dal 2020 il governatore le ha indirizzato oltre 5 milioni di dollari.
Secondo quanto riportato a giugno da Politico, proprio questi versamenti sarebbero al centro di un separato filone d'indagine nato dalla segnalazione di un informatore. La presenza di un nome in una subpoena non significa però che quella persona sia indagata né che le autorità le attribuiscano un illecito. Gli atti non indicano alcun reato specifico, anche se, secondo lo Standard, il loro contenuto potrebbe suggerire verifiche su possibili regali impropri o traffico di influenze.
Newsom parla di vendetta politica
Le subpoena arrivano poco dopo una lettera della Federal Election Commission, l'agenzia federale che vigila sul finanziamento della politica, indirizzata a Campaign for Democracy, il comitato politico di Newsom. La commissione ha chiesto chiarimenti su come siano stati finanziati i recenti viaggi del governatore negli Stati del Sud, tra cui Alabama e South Carolina, compiuti per sostenere i democratici, senza tuttavia contestare alcuna violazione.
L'attenzione dei procuratori, comunque, non è nuova. A giugno una fonte del Dipartimento di Giustizia aveva detto a Politico che Newsom e alcune persone a lui vicine erano sotto indagine da oltre un anno. Secondo CalMatters, inoltre, il filone riguardante l'ex capa di gabinetto Dana Williamson, che in seguito si è dichiarata colpevole di frode, era stato aperto durante l'Amministrazione Biden. La procura dell'Eastern District, guidata da Eric Grant, nominato nell'agosto 2025 dall'allora Procuratrice Generale Pam Bondi, non ha risposto alle richieste di commento dello Standard. L'agente dell'FBI Austin Harper, il cui nome compare in una delle subpoena, ha a sua volta rifiutato di commentare.
L'ufficio del governatore definisce l'indagine infondata. "Il governatore Newsom ha sfidato il re e, come aveva avvertito a giugno, il tiranno ora se la prende con tutti quelli che gli stanno intorno. È quello che Donald Trump fa ai suoi nemici: prima indaga, poi va a caccia di un reato che non esiste", si legge in una dichiarazione. Già a giugno, annunciando l'esistenza dell'indagine in un video, Newsom aveva sostenuto che il presidente lo stesse prendendo di mira perché lui stava valutando una candidatura alla Casa Bianca. Il Aipartimento di Giustizia nega invece che le sue indagini siano motivate politicamente.
