Il Dipartimento di Giustizia ha ottenuto la prima espulsione nella storia dell'Alien Terrorist Removal Court, ovvero il tribunale federale istituito dal Congresso nel 1996 per allontanare dagli Stati Uniti cittadini stranieri qualificati come terroristi anche sulla base di informazioni riservate. In trent'anni nessuna Amministrazione aveva mai portato un caso del genere davanti alla corte.
La giudice Joan N. Ericksen ha disposto il 20 agosto l'espulsione di Nazira Haji Zada, 47 anni, cittadina afghana residente a Fort Worth, in Texas, e titolare di un permesso di soggiorno permanente. L'ordine è stato reso pubblico l'11 settembre, proprio nel venticinquesimo anniversario degli attentati del 2001, dopo che la donna era già stata rimpatriata in Afghanistan. Haji Zada ha accettato di essere qualificata, ai fini del procedimento, come "alien terrorist" e ha rinunciato all'appello, perdendo così lo status di residente permanente. Non potrà più rientrare negli Stati Uniti.
Il governo la accusa di aver sostenuto il piano del figlio e del genero, che avrebbero progettato una sparatoria di massa ispirata all’ISIS per il giorno delle elezioni presidenziali del 2024. I due furono arrestati il 7 ottobre di quell’anno, dopo aver acquistato armi e munizioni da un agente dell’FBI sotto copertura. Il figlio, Abdullah Haji Zada, aveva 17 anni al momento dell’arresto, ma è stato processato come adulto: dopo essersi dichiarato colpevole, è stato condannato a 15 anni di carcere. Il genero, Nasir Ahmad Tawhedi, 28 anni, si è invece dichiarato colpevole di due reati legati al terrorismo ed è ancora in attesa della sentenza. Nazira Haji Zada, tuttavia, non è mai stata formalmente incriminata.
Le prove classificate e le critiche al procedimento
La sintesi non classificata depositata agli atti descrive Haji Zada come una sostenitrice dell’ISIS che avrebbe contribuito alla radicalizzazione della propria famiglia. Il Dipartimento di Giustizia sostiene di aver dimostrato, sulla base di informazioni classificate, che la donna rientrava nella definizione legale di “alien terrorist” e di aver messo a disposizione sua e dei suoi avvocati circa mezzo terabyte di documenti a sostegno del caso. Una parte del materiale resta tuttavia riservata: secondo il governo, la sua divulgazione potrebbe aiutare le organizzazioni terroristiche a eludere i sistemi di prevenzione oppure compromettere fonti e metodi dell’intelligence.
Il Procuratore Generale Todd Blanche, che aveva certificato la richiesta di espulsione, ha definito il successo del caso come una vittoria per la sicurezza nazionale e per lo stato di diritto, oltre che una dimostrazione della volontà del Dipartimento di usare "ogni strumento a sua disposizione" per proteggere il Paese. I difensori d'ufficio Mary Petras e Matthew Farley hanno invece dichiarato ad Axios che il consenso della loro assistita all'espulsione non deve essere interpretato come un riconoscimento della legittimità del tribunale.
Secondo i due avvocati, sottoporre a un procedimento di questo tipo anche residenti permanenti senza consentire loro o ai loro legali di esaminare tutte le prove utilizzate contro di loro viola le garanzie del giusto processo.
L'Alien Terrorist Removal Court opera infatti secondo regole diverse da quelle di un normale processo penale. La legge consente al governo di utilizzare informazioni classificate senza mostrarle integralmente alla persona sottoposta al procedimento: è però prevista la presentazione una sintesi non classificata che il giudice deve ritenere sufficiente a consentire la preparazione della difesa. Anche lo standard probatorio è inferiore a quello previsto nei normali procedimenti penali, nei quali la colpevolezza deve essere dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio.
Un precedente destinato a essere riutilizzato
Jess Dawgert, ex legale del Dipartimento di Giustizia e oggi socia fondatrice di uno studio legale specializzato nel contenzioso federale sull'immigrazione, ritiene probabile che l'Amministrazione ricorra nuovamente a questo strumento dopo aver ottenuto un risultato positivo in tempi relativamente rapidi. L'avvocato Eric Lee considera invece preoccupante che il primo procedimento si sia concluso senza che la costituzionalità del tribunale venisse sottoposta a un vero esame giudiziario. A suo giudizio, non si può dare per scontato che l'uso di questo tipo di corte resterà limitato, soprattutto alla luce della tendenza dell'Amministrazione Trump ad ampliare il ricorso alla definizione di terrorismo in diversi ambiti.
Di segno opposto la valutazione di Aram Gavoor, ex consigliere per la sicurezza nazionale della divisione civile del Dipartimento di Giustizia, che studia da tempo l'Alien Terrorist Removal Court e considera il suo primo utilizzo una prova del funzionamento del sistema. La corte, sostiene, non è stata concepita per gestire grandi numeri e non dovrebbe farlo. I cinque giudici che la compongono sono nominati dal presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti.
