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Processo annullato per Lindsay Clancy: la giuria non raggiunge un verdetto
Il Plymouth Trial Court di Plymouth, Massachusetts, dove si è svolto il processo a Lindsay Clancy, concluso il 4 settembre 2026. Credito: Kevin Rutherford / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0.
Cronaca 3 min di lettura

Processo annullato per Lindsay Clancy: la giuria non raggiunge un verdetto

La donna del Massachusetts ha ammesso di aver ucciso i tre figli ma sostiene di aver agito durante una psicosi post partum. Un solo giurato ha impedito una decisione unanime.

Il processo a Lindsay Clancy, la donna del Massachusetts che ha ucciso i suoi 3 figli sostenendo di essere stata colpita da una psicosi post partum, si è concluso venerdì senza un verdetto. Il giudice William Sullivan ha dichiarato il mistrial, chiudendo il processo senza una decisione della giuria e lasciando aperta la possibilità di un nuovo dibattimento, dopo che i giurati hanno comunicato di non essere in grado di raggiungere un verdetto unanime. "È con il cuore pesante che vi comunichiamo di non essere in grado di raggiungere una decisione unanime, e non lo saremo neppure in futuro", ha scritto il capo della giuria nella nota consegnata in mattinata.

Prima di formalizzare la decisione, Sullivan aveva concesso alla difesa il tempo necessario per presentare un ricorso d'urgenza alla Corte Suprema statale, che però era stato respinto. Le tensioni erano emerse già giovedì, quando l'avvocato di Clancy, Kevin Reddington, aveva chiesto al giudice di rimuovere il giurato che, secondo la difesa, impediva agli altri undici di raggiungere una decisione. Reddington aveva riferito che, stando al capo della giuria, quella persona si rifiutava di applicare correttamente la legge sul ragionevole dubbio.

Sullivan ha respinto la richiesta, spiegando di non voler favorire nessuna delle due parti, e si è limitato a ricordare ai giurati l'obbligo di attenersi alle istruzioni del tribunale. La camera di consiglio, composta da 9 donne e 3 uomini, era cominciata la settimana precedente. I giurati avevano già comunicato due volte di essere in una situazione di stallo.

La difesa punta sulla psicosi post partum

Clancy ha ammesso di aver ucciso Cora, 5 anni, Dawson, 3, e Callan, 8 mesi, sostenendo però di aver agito durante un episodio psicotico e di aver sentito la voce di un uomo che le ordinava di uccidere i bambini e poi se stessa. La difesa ha chiesto l'assoluzione per mancanza di responsabilità penale, la formula prevista in Massachusetts per invocare l'infermità mentale. L'accusa ha invece descritto una donna sopraffatta ma consapevole delle proprie azioni: secondo i pubblici ministeri, il 24 gennaio 2023 avrebbe fatto uscire di casa il marito per avere il tempo di strangolare i bambini nel seminterrato con bande elastiche da ginnastica e poi tentare il suicidio.

"Ha agito in modo intenzionale, razionale e rapido per raggiungere un obiettivo molto preciso: uccidere", ha detto in aula la sostituta procuratrice Shanan Buckingham. Buona parte del dibattimento si è concentrata sui mesi precedenti alla strage. Dalle testimonianze è emerso che Clancy, infermiera di sala parto, aveva cominciato a soffrire d'ansia all'idea di tornare al lavoro dopo la nascita del figlio più piccolo, nel maggio 2022, e che, con il peggiorare delle sue condizioni, le erano stati prescritti diversi farmaci contro depressione e insonnia.

Si era anche fatta ricoverare e aveva contattato una linea telefonica per la prevenzione del suicidio. "È una giovane donna che, insieme al marito, ha fatto di tutto per ottenere l'aiuto di cui aveva bisogno", ha detto Reddington ai giurati. Lo scorso gennaio Clancy ha inoltre presentato una causa per responsabilità medica contro i medici e le strutture che l'avevano seguita, accusandoli di non aver diagnosticato il suo disturbo bipolare e di averle prescritto una terapia disordinata che avrebbe aggravato le sue condizioni. Quasi tutti i convenuti respingono le accuse e il procedimento è ancora in corso.

Il marito, le proteste e l'ipotesi di un nuovo processo

Patrick Clancy, tornato a casa quella notte, aveva trovato del sangue nella sua camera da letto e la moglie ferita nel giardino sul retro dopo che si era gettata da una finestra del primo piano. La telefonata al 911 durante la quale ha scoperto i bambini morti nel seminterrato è stata riprodotta in aula, ma non resa pubblica. Lindsay Clancy è rimasta paralizzata dalla vita in giù. Pochi giorni dopo i fatti, il marito aveva chiesto pubblicamente di perdonarla, affermando che la donna descritta dai giornali non era quella che lui conosceva.

Fuori dal tribunale di Plymouth, centinaia di donne si sono radunate per settimane per richiamare l'attenzione sui disturbi dell'umore che possono colpire le neo mamme. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, l'agenzia federale statunitense per la sanità pubblica, circa una donna su otto soffre di depressione post partum, mentre la psicosi post partum, che può comportare una perdita di contatto con la realtà, è molto più rara.

Il procuratore distrettuale della contea di Plymouth, Timothy Cruz, ha parlato mentre le voci dei manifestanti si sentivano alle sue spalle e ha respinto quella lettura del caso. "Questo caso non riguarda il sistema sanitario o il modo in cui le donne vengono trattate al suo interno. Sono questioni importanti, che suscitano emozioni e a volte rabbia", ha detto, aggiungendo che il processo riguardava esclusivamente ciò che Clancy aveva fatto il 24 gennaio 2023. Cruz non ha ancora deciso se chiedere un nuovo processo. Reddington ha detto che la sua assistita non sta bene, ma che la difesa sarebbe pronta ad affrontare un nuovo dibattimento. Alla domanda se cambierebbe strategia, ha risposto di non vederne il motivo, sostenendo di aver vinto.

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