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Trump difende Infantino: la FIFA farebbe "un errore terribile" a sostituirlo
Trump stringe la mano al presidente della FIFA Infantino durante il sorteggio dei Mondiali 2026, al Kennedy Center di Washington, il 5 dicembre 2025. Crediti: Freddie Everett / Dipartimento di Stato degli Stati Uniti – Pubblico dominio.
Cronaca 3 min di lettura

Trump difende Infantino: la FIFA farebbe "un errore terribile" a sostituirlo

Il presidente americano è intervenuto per la prima volta nella crisi della FIFA, dopo la lettera con cui UEFA, Concacaf e AFC hanno accusato Infantino di aver tradito la loro fiducia. Il fondo dietro l'operazione contestata è quello di Joshua Kushner.

Donald Trump ha preso le difese di Gianni Infantino, il presidente della FIFA che tre confederazioni continentali hanno di recente accusato di aver tradito la loro fiducia "con l'inganno". "La FIFA commetterebbe un errore terribile se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione di sostituire il presidente Gianni Infantino", ha scritto il presidente americano sui social. "È fantastico, ha appena guidato il Mondiale di maggiore successo mai organizzato, quattro volte più di qualsiasi altro. Se se ne dovesse andare, non ci sarà mai più un Mondiale di altrettanto successo né altrettanto redditizio."

È la prima volta che Trump si espone apertamente in questo modo da quando, il 28 luglio, sono emersi i piani della FIFA Forward Enterprise. Il progetto prevedeva la nascita di una società incaricata di gestire i diritti commerciali e la biglietteria di tutte le competizioni della federazione, Mondiali compresi, con circa il 21% ceduto a un gruppo di investitori privati. La FIFA lo ha ritirato il 1° agosto, quando ormai la protesta delle confederazioni era esplosa.

A guidare il gruppo di investitori doveva essere Thrive Eternal, società americana di venture capital fondata da Joshua Kushner, fratello di Jared, genero del presidente. Trump e Infantino avevano già rapporti stretti: il 5 dicembre 2025, durante il sorteggio del Mondiale al Kennedy Center di Washington, la FIFA ha consegnato al presidente americano il primo Premio per la Pace della sua storia. Quando il 31 luglio aveva commentato per la prima volta l'operazione, Trump aveva detto di non averne discusso con Infantino.

Tre confederazioni invitano Infantino a farsi da parte

La lettera aperta di UEFA, Concacaf e AFC, cioè le confederazioni europea e asiatica insieme a quella nordamericana, che comprende anche Centroamerica e Caraibi, non nomina mai direttamente Infantino. "Quando la fiducia viene tradita con l'inganno, quando un individuo si pone al di sopra della collettività che gli ha affidato l'autorità, quel dovere è stato abbandonato", si legge nel testo. Fonti hanno detto alla BBC che il documento va letto come un'offerta a Infantino di dimettersi conservando la sua dignità.

La UEFA ha minacciato il boicottaggio di tutte le competizioni della FIFA e ha aperto alla possibilità di un'azione legale, mentre la FIFA ha denunciato uno sforzo "concertato e in corso" per screditare sé stessa e il suo presidente. La BBC Sport riferisce che tra le tre confederazioni ci sono stati contatti preliminari su competizioni separate, da organizzare qualora Infantino restasse al suo posto, anche se altre fonti sostengono che le trattative vere non siano ancora cominciate.

Lunedì anche la Federcalcio statunitense ha chiesto "un cambiamento significativo" nella governance, nella trasparenza e nella rendicontazione della FIFA, in un comunicato firmato insieme alla federazione canadese e ad altre dell'area Concacaf. È la posizione dei due Paesi che hanno appena ospitato il Mondiale, mentre il terzo, il Messico, ha scelto di sostenere Infantino.

Un esposto etico pendente da dicembre

Sul presidente della FIFA pende inoltre un esposto depositato a dicembre 2025 dall'organizzazione per i diritti umani FairSquare davanti al comitato etico della federazione, sostenuto dalla Federcalcio norvegese e da una cinquantina di eurodeputati. Tale esposto riguarda la violazione dell'obbligo di neutralità politica e mette insieme due episodi: il Premio per la Pace FIFA assegnato a Trump e il caso Balogun, cioè la presunta cedevolezza di Infantino alle pressioni della Casa Bianca sulle sanzioni disciplinari durante il Mondiale. A luglio il Comitato Olimpico Internazionale, al quale FairSquare si era rivolta in parallelo, ha risposto che la vicenda esula dalle proprie competenze.

Il Mondiale 2026 si è chiuso il 19 luglio con la vittoria della Spagna sull'Argentina, 1-0 ai supplementari. Dan Roan, redattore capo dello sport della BBC, giudica interessante il momento scelto da Trump: la difesa arriva soltanto lunedì, ovvero dopo la presa di posizione della Federcalcio statunitense e non nelle settimane in cui la posizione di Infantino era meno esposta. Roan osserva anche che l'idea di un Mondiale meno redditizio senza di lui verrà contestata da chi ritiene che il torneo sia diventato troppo caro per i tifosi proprio sotto la sua gestione.

L'appoggio arriva insomma da chi è legato per via familiare al gruppo che avrebbe dovuto rilevare i diritti commerciali, cioè all'operazione che ha fatto esplodere la crisi. È la ragione per cui Roan dubita che il sostegno della Casa Bianca serva davvero a ricompattare il calcio attorno a Infantino e per cui il presidente della FIFA avrebbe preferito riceverlo prima.

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