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L'FBI indaga su Fauci e altri scienziati per le origini del Covid-19
Illustrazione generata con l'intelligenza artificiale.
Giustizia 30 min di lettura

L'FBI indaga su Fauci e altri scienziati per le origini del Covid-19

Procuratori federali hanno raccolto email, tabulati e documenti su almeno otto scienziati e ricercatori. Al centro delle verifiche, i rapporti con EcoHealth e le accuse di un possibile insabbiamento sull'origine del virus del Covid-19.

Agenti dell'FBI e procuratori federali hanno raccolto materiale su almeno otto scienziati nell'ambito delle inchieste sulle origini della pandemia, tra cui un premio Nobel e personalità di primo piano che hanno ricoperto incarichi nel governo, come Anthony Fauci. Le richieste hanno riguardato tabulati telefonici, corrispondenza elettronica, documenti relativi a sovvenzioni e pagamenti e testimonianze davanti a un gran giurì. La ricostruzione è del New York Times, che si è basato su sei funzionari ed ex funzionari e su documenti esaminati dalla redazione.

L'accelerazione delle indagini risale a una riunione dei primi mesi del 2025. Dan Bongino, allora conduttore radiofonico conservatore da poco nominato vicedirettore dell'FBI, convocò decine di agenti al quartier generale di Washington per chiedere perché l'indagine sulle origini del Covid-19 fosse ferma da anni e perché il ruolo degli scienziati governativi non fosse stato esaminato più a fondo. Durante l'incontro ebbe uno scontro con un funzionario che metteva in dubbio una tesi sostenuta da Bongino e da molti sostenitori del presidente Donald Trump: non soltanto che il virus fosse sfuggito da un laboratorio cinese, ma anche che ricercatori americani, Fauci compreso, avessero orchestrato un insabbiamento.

Il confronto divenne così acceso che Bongino gli chiese di lasciare la stanza. Bongino ha poi lasciato l'FBI a gennaio per tornare a occuparsi del suo podcast, ma le indagini che aveva contribuito a rilanciare sono proseguite. Non è chiaro che cosa abbiano prodotto né a che punto siano. Fauci non è stato incriminato e beneficia del provvedimento di clemenza preventiva concesso da Joseph Biden l'anno scorso, che lo protegge da procedimenti federali per gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni tra il 2014 e il 2025.

Le inchieste erano comunque già in corso quando, il mese scorso, parlamentari repubblicani hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia di indagare sul suo rifiuto di rispondere davanti a una Commissione del Senato, episodio per il quale la Commissione a guida repubblicana ha poi votato per contestargli l'oltraggio al Congresso.

Le indagini sulle origini del Covid
L’inchiesta federale è salita fino a Fauci, ma il vertice resta vuoto
Da un anno e mezzo l’FBI e i procuratori federali raccolgono tabulati, e-mail e documenti contabili su almeno otto scienziati. Finora la piramide dell’inchiesta ha prodotto una sola condanna, e riguarda un uomo che stava vicino alla base.
L’inchiesta in due numeri
Scienziati sotto esame
8
Condanne finora
1
Le persone su cui agenti e procuratori hanno raccolto materiale, secondo il New York Times. Tra loro un premio Nobel per la medicina e Anthony Fauci.
David Morens, per anni consigliere di Fauci al NIH, si è dichiarato colpevole il 18 agosto 2026. Finora è l’unico.
1Il metodo
La piramide dell’inchiesta
Mitchell Benzine, che tra il 2023 e il 2025 ha diretto lo staff della sottocommissione repubblicana sulla pandemia, ha spiegato così il metodo: si parte dalla base, si raccolgono documenti e testimonianze, e si sale. Al vertice c’era Fauci.
ANTHONY FAUCI mai incriminato MORENS colpevole ECOHEALTH ALLIANCE organizzazione sciolta DOCUMENTI E TESTIMONIANZE almeno otto scienziati
Il vertice
Anthony Fauci non è stato incriminato. La clemenza preventiva concessa da Joe Biden lo protegge dai procedimenti federali per gli atti compiuti tra il 1° gennaio 2014 e il 19 gennaio 2025: undici anni che coprono l’intera pandemia. Il suo legale sostiene che le indagini non abbiano alcuna base.
Terzo livello
David Morens, per anni consigliere di Fauci al NIH, si è dichiarato colpevole di cospirazione per frodare gli Stati Uniti: aveva spostato la corrispondenza di servizio su un account personale per sottrarla agli obblighi di conservazione. Rischia fino a cinque anni di carcere e una multa fino a 250.000 dollari. La sentenza è attesa il 12 novembre.
Secondo livello
EcoHealth Alliance è l’organizzazione non profit, ormai sciolta, che secondo la Casa Bianca avrebbe usato fondi del NIH per rendere possibili ricerche pericolose nel laboratorio di Wuhan. I suoi dirigenti respingono la ricostruzione. I procuratori hanno convocato un ex dipendente davanti al gran giurì.
La base
Tabulati telefonici, corrispondenza elettronica, atti su sovvenzioni e pagamenti, testimonianze davanti al gran giurì. È il materiale raccolto su almeno otto scienziati, tra cui il premio Nobel Richard J. Roberts, che aveva promosso una lettera di protesta contro la revoca della sovvenzione a EcoHealth.
Tocca un livello per leggerne la scheda.
2Il mandato
Che cosa hanno chiesto i procuratori
Il mandato di comparizione emesso nel settembre 2025 dalla procura federale del Maryland, esaminato dal New York Times, elenca il materiale cercato anche su Fauci.
1
Tabulati telefonici
Le chiamate degli scienziati coinvolti.
2
Corrispondenza elettronica
Comprese le e-mail spedite da indirizzi privati a determinati ricercatori.
3
Sovvenzioni e pagamenti
Gli atti sui finanziamenti federali alla ricerca.
4
Testimonianze davanti al gran giurì
Tra i convocati, un ex dipendente di EcoHealth Alliance.
5
Compensi per interventi pubblici
Eventuali somme ricevute per prendere posizione a favore di soggetti finanziati dal governo.
6
Regali
Denaro, cesti, vino, pasti e viaggi offerti da EcoHealth.
2
bottiglie
Nel giugno 2020 Peter Daszak, allora presidente di EcoHealth, fece recapitare a casa di Morens due bottiglie di Prisoner Red Blend della Napa Valley. Nel patteggiamento sono classificate come regalie illecite. Daszak sostiene che fossero una battuta sulle richieste di incarcerarlo circolate quell’anno.
3Diciotto mesi
Come l’indagine è ripartita
Dalla riunione che rimise in moto il fascicolo alla sentenza attesa in autunno.
Primi mesi del 2025
Dan Bongino, conduttore radiofonico conservatore appena nominato vicedirettore dell’FBI, convoca decine di agenti al quartier generale di Washington e chiede perché l’indagine sulle origini del Covid sia ferma da anni. Lo scontro con un funzionario che contesta la tesi dell’insabbiamento diventa così acceso che Bongino gli chiede di lasciare la stanza.
Settembre 2025
I procuratori federali del Maryland emettono un mandato di comparizione che riguarda anche Fauci.
Gennaio 2026
Bongino lascia l’FBI e torna a occuparsi del suo podcast. Le indagini che aveva contribuito a rilanciare proseguono.
Aprile 2026
David Morens viene incriminato con cinque capi d’accusa.
29 luglio 2026
Davanti alla commissione Sicurezza interna e Affari governativi del Senato, Fauci si avvale del Quinto Emendamento più di cento volte.
6 agosto 2026
La stessa commissione, presieduta da Rand Paul, vota l’oltraggio al Congresso con 8 voti contro 7 e trasmette il caso al Dipartimento di Giustizia.
18 agosto 2026
Morens si dichiara colpevole di cospirazione per frodare gli Stati Uniti.
12 novembre 2026
È fissata la sentenza. Il resto dell’inchiesta, per ora, non ha prodotto alcuna incriminazione.
4La domanda di fondo
Sei anni dopo, l’intelligence americana resta divisa
L’origine del virus non è mai stata accertata. Otto elementi dei servizi si sono espressi, ma nessuno si spinge oltre una confidenza moderata: la casella più alta è rimasta vuota.
Origine di laboratorio Origine naturale
Grado di confidenza, dal più alto al più basso
Alta
Nessun elemento dell’intelligence arriva fin qui
Moderata
FBI
Bassa
CIADipartimento dell’EnergiaAltre quattro agenzieNational Intelligence Council
Il punto
La maggioranza degli scienziati continua a sostenere l’origine naturale, sulla base dei dati che indicano un passaggio dagli animali all’uomo in un mercato di Wuhan. I servizi americani hanno dichiarato di non avere indicazioni che il laboratorio possedesse il virus della pandemia o un suo progenitore prossimo. Su un punto l’intelligence è concorde: il virus non è stato costruito come arma biologica.
Fonte New York Times, 5 settembre 2026; Dipartimento di Giustizia, procura federale del Maryland (patteggiamento Morens, 18 agosto 2026); Reuters; Office of the Director of National Intelligence, valutazioni 2023 e memorandum del gennaio 2025. Elaborazione FocusAmerica.

Il caso Morens e la "piramide" dell'inchiesta

Ad agosto David Morens, per anni consigliere di Fauci al National Institutes of Health (NIH), l'agenzia federale che finanzia la ricerca biomedica, si è dichiarato colpevole di cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Morens aveva trasferito parte della corrispondenza di servizio su un account personale per sottrarla agli obblighi federali di conservazione dei documenti. Era stato incriminato ad aprile e rischia fino a 5 anni di carcere.

In quelle e-mail Morens discuteva di come difendere i ricercatori sospettati di aver collaborato con il laboratorio di Wuhan, affermando di volerli proteggere da accuse politiche che riteneva infondate e paragonando la vicenda ai processi alle streghe di Salem. La Commissione parlamentare che aveva scoperto quei messaggi ne aveva trovati altri nei quali Morens spiegava come far sparire le comunicazioni.

Mitchell Benzine, che tra il 2023 e il 2025 ha diretto lo staff della Sottocommissione repubblicana sulla pandemia, ha descritto la strategia dell'inchiesta parlamentare come la costruzione di una piramide: si parte dalla base, raccogliendo documenti e testimonianze, e si procede verso l'alto. Se al vertice c'era Fauci, Morens si trovava vicino alla base.

Un mandato di comparizione del settembre 2025, esaminato dal New York Times, mostra che i procuratori federali del Maryland cercavano materiale anche su Fauci: e-mail inviate da un indirizzo privato a determinati ricercatori e informazioni su eventuali compensi ricevuti per essere intervenuto a favore di soggetti finanziati dal governo. Gli stessi procuratori hanno convocato davanti al gran giurì un ex dipendente di EcoHealth Alliance, l'organizzazione non profit ormai sciolta che, secondo la Casa Bianca, avrebbe utilizzato fondi del NIH per rendere possibili ricerche pericolose nel laboratorio di Wuhan.

I dirigenti di EcoHealth però respingono questa ricostruzione, mentre il NIH ha affermato che i virus studiati nel laboratorio con finanziamenti americani non somigliavano a quello che ha provocato la pandemia. Nello stesso mandato si chiedeva di verificare se EcoHealth avesse ricompensato Fauci con denaro, cesti regalo, vino, pasti o viaggi. Tra i ricercatori citati compare Richard J. Roberts, premio Nobel per la medicina, che aveva organizzato una lettera di protesta contro la revoca della sovvenzione a EcoHealth.

La vicenda del vino è entrata anche nel patteggiamento di Morens: oltre alla violazione delle norme sulla conservazione dei documenti, l'ex consigliere di Fauci si è dichiarato colpevole di aver ricevuto regalie illecite, due bottiglie di Prisoner Red Blend della Napa Valley, da Peter Daszak, allora presidente di EcoHealth. Daszak ha spiegato che il regalo era una battuta sulle richieste di incarcerarlo circolate nel 2020. Considera l'intera vicenda una ritorsione: "La destra ha capito presto, durante il Covid-19, che la sanità pubblica è una minaccia per il potere", ha detto al New York Times.

Le due ipotesi sull'origine del virus

L'origine del virus che ha dato via alla pandemia di Covid-19 non è mai stata accertata in via definitiva. Una parte dei ricercatori propende per l'ipotesi di una fuga da un laboratorio, indipendentemente dall'eventuale coinvolgimento di fondi americani, citando anche valutazioni dell'intelligence secondo cui le misure di biosicurezza a Wuhan sarebbero state a tratti inadeguate. La maggioranza degli scienziati sostiene però ancora l'origine naturale, sulla base dei dati pubblicati negli ultimi anni che indicano un passaggio dagli animali all'uomo in un mercato di Wuhan, secondo un meccanismo già osservato per altri virus simili emersi in Cina, come quello della SARS.

I servizi di intelligence americani hanno dichiarato di non avere indicazioni che il laboratorio possedesse il coronavirus responsabile della pandemia "o un suo progenitore prossimo". Un filone separato di indagine, affidato all'ufficio FBI di Cleveland, sta verificando se all'inizio del 2020 Fauci e altri scienziati governativi abbiano esercitato pressioni su un gruppo di virologi affinché ridimensionassero proprio l'ipotesi della fuga dal laboratorio mentre preparavano un articolo sulle origini del virus, e se una sovvenzione federale possa essere stata utilizzata per condizionare la posizione di uno di loro.

Fauci e gli altri ricercatori negano entrambe le accuse e sottolineano che quel finanziamento era già stato approvato prima della discussione. I virologi hanno spiegato che a dissipare i loro sospetti furono invece le successive analisi sui coronavirus di pipistrelli e pangolini, che mostravano come caratteristiche del nuovo virus inizialmente considerate anomale esistessero già in natura.

Il legale di Fauci, David Schertler, sostiene ora che non esista alcuna base per le indagini, siano esse condotte dal Congresso, dalla giustizia federale o dai procuratori generali dei singoli Stati, e che il loro unico risultato sarà sottrarre tempo e risorse a questioni reali. Gli avvocati di Fauci hanno aperto un fondo per sostenere le spese legate a quella che definiscono una raffica di iniziative giudiziarie. Il senatore democratico Richard Blumenthal parla apertamente di maccartismo e di persone demonizzate sulla base di accuse prive di fondamento.

Il mese scorso, nel suo podcast, Bongino ha riconosciuto che la grazia presidenziale renderebbe difficile procedere contro Fauci, rivendicando però l’opera di “pulizia” avviata durante il proprio mandato. Già nel 2024 aveva usato lo stesso podcast per sostenere che gli scienziati avessero nascosto una presunta fuga del virus da un laboratorio. Aveva inoltre attribuito alle misure di distanziamento e al voto per posta un unico scopo: far perdere a Trump le elezioni del 2020 con ogni mezzo.

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Daniele John Angrisani
Autore

Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

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