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L'era dell'amicizia "senza condizioni" tra Stati Uniti ed Europa è finita
Daniel Torok, White House, 2025, Flickr, Opera del governo USA
Politica estera 2 min di lettura

L'era dell'amicizia "senza condizioni" tra Stati Uniti ed Europa è finita

Il cancelliere tedesco dice che l'amicizia transatlantica "senza condizioni" è probabilmente finita, dopo gli elogi di Trump all'AfD e la minaccia di nuovi dazi all'Unione Europea.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che l'era dell'amicizia senza condizioni tra Stati Uniti ed Europa, costruita dalla fine della Seconda guerra mondiale, è finita almeno per ora. È la presa d'atto più netta, da parte di un capo di governo europeo, della rottura dei rapporti tra le due sponde dell'Atlantico maturata durante la presidenza di Donald Trump. "Questa era di amicizia transatlantica senza condizioni è probabilmente finita per il prossimo futuro", ha dichiarato giovedì davanti ai militanti del suo partito, a Berlino.

"Sull'altra sponda dell'Atlantico vediamo un cambiamento negli orientamenti politici e un cambiamento nella valutazione dell'alleanza transatlantica che forse non avremmo creduto possibile", ha aggiunto il cancelliere. Merz parlava dalla sede della CDU, l'Unione Cristiano-Democratica di cui è leader, in un intervento di campagna elettorale a tre giorni dal voto per il parlamento regionale di Berlino, in programma domenica. Ha contrapposto la situazione attuale alle visite dei presidenti americani nella capitale tedesca degli anni passati, citando i discorsi di John F. Kennedy e di Ronald Reagan.

Merz ha alle spalle una lunga serie di dichiarazioni che hanno irritato l'Amministrazione americana. I rapporti tra il cancelliere e il presidente si sono deteriorati per le critiche tedesche alla guerra americana in Iran e per le dispute commerciali. Ad aprile Merz aveva detto a un gruppo di studenti che i negoziatori statunitensi impegnati a cercare una via d'uscita dal conflitto venivano "umiliati". Trump rispose annunciando il ritiro di circa 5.000 soldati americani dalla Germania, una rappresaglia che ha dato la misura di quanto il margine di manovra di Berlino si sia ridotto.

Lo scontro più recente riguarda invece la politica interna tedesca. Il presidente ha elogiato la vittoria a sorpresa di Alternativa per la Germania, il partito di estrema destra noto con la sigla AfD, che all'inizio di settembre è stato il primo partito nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. Il risultato ha scosso l'establishment politico tedesco e ha fatto crescere le richieste di un passo indietro di Merz, il cui indice di gradimento è ai minimi. Il cancelliere ha annullato una telefonata che era in programma con Trump proprio per il sostegno americano all'AfD.

Le parole di Merz sono arrivate nella stessa settimana in cui il primo ministro canadese Mark Carney ha accolto la proposta di trasformare il Canada nel primo Paese membro associato dell'Unione Europea, un'apertura avanzata da Bruxelles. Trump ha reagito minacciando una nuova tornata di dazi contro i 27 Paesi del blocco, se giudicherà il nuovo rapporto dannoso per gli Stati Uniti.

Merz ha anche detto che la Germania deve cogliere l'occasione che si è aperta. "Era da tempo che avremmo dovuto assumerci più responsabilità per noi stessi", ha affermato, indicando come esempio l'aumento della spesa militare deciso dal suo governo.

Un precedente quasi identico risale al maggio del 2017, durante il primo mandato di Trump. L'allora cancelliera Angela Merkel disse a un comizio che i rapporti affidabili costruiti dalla fine della Seconda guerra mondiale "sono in una certa misura finiti". Quelle parole fecero il giro del mondo.

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