Jon Ossoff è stato rieletto senatore della Georgia con un margine così ampio che le reti televisive americane hanno assegnato la vittoria poco dopo la chiusura dei seggi, anche se la Georgia resta uno stato conteso tra i due partiti. Il margine definitivo non è ancora noto. La vittoria non cambia molto i calcoli sul controllo del Senato, perché i democratici erano già favoriti per mantenere quel seggio, ma porta subito Ossoff tra i dirigenti più in vista del Partito Democratico e tra i nomi che circolano per le presidenziali del 2028.
Quando fu eletto per la prima volta, nel gennaio del 2021, Ossoff sembrava un senatore quasi per caso, ha scritto David A. Graham in un'analisi pubblicata sull'Atlantic. Aveva 33 anni e aveva battuto il senatore repubblicano uscente David Perdue, poco popolare, con appena 55.000 voti di scarto. Era un ballottaggio (un secondo turno tra i due candidati più votati) e la campagna era stata oscurata dalle accuse infondate di brogli elettorali di Donald Trump, allora alla Casa Bianca.
Secondo Graham la vittoria di quest'anno dimostra le capacità di Ossoff sia da senatore sia da candidato. In Senato ha dato molta importanza ai servizi per i cittadini del suo stato, cioè all'assistenza pratica che l'ufficio di un parlamentare offre agli elettori, ma ha anche imparato a mettere in difficoltà i funzionari repubblicani durante le audizioni senza mai perdere la calma. In campagna elettorale la sua squadra ha mostrato di saper usare bene i media, al punto che è nata un'espressione nuova, l'"Ossoff angle", per indicare l'inquadratura dal basso verso l'alto che il suo staff cercava di ottenere nelle riprese.
Alle immagini curate Ossoff ha unito il talento per la battuta efficace. L'esempio più noto risale ad agosto, quando ha detto che il presidente "non vuole fare il suo lavoro. Vuole costruire la sua sala da ballo e viaggiare con Natalie". Ossoff non ha detto il cognome, ma la frase ha trasformato in un personaggio pubblico Natalie Harp, assistente del presidente fino ad allora conosciuta quasi solo dai giornalisti politici e dagli appassionati. Le polemiche che ne sono seguite hanno danneggiato la Casa Bianca e l'hanno distratta dalle sue priorità. Ossoff è il senatore più giovane e secondo Graham sa usare i video brevi per i social come pochi suoi colleghi.
Come molti altri democratici in questa tornata, Ossoff si è avvantaggiato dell'impopolarità del presidente, di un programma di governo che secondo Graham ha fallito e della mancanza di una linea politica chiara alla Casa Bianca. Correva in uno stato che Trump aveva vinto di appena due punti nel 2024. È stato anche fortunato con l'avversario. Dopo non essere riusciti a convincere un candidato più forte, i repubblicani hanno scelto Mike Collins, i cui numerosi legami con esponenti del nazionalismo bianco, tra cui il genero, hanno contribuito alla sua sconfitta. Ossoff però si è costruito da solo una parte di quella fortuna, scoraggiando i repubblicani più forti dal presentarsi. Nei dibattiti ha poi attaccato Collins senza esitazioni proprio sui suoi rapporti con i razzisti.
La campagna di Ossoff ha colpito al punto che il suo nome è finito in quello che l'editorialista Russell Baker chiamava "The Great Mentioner", il giro di voci e indiscrezioni sui possibili candidati alla presidenza. Durante la campagna Ossoff ha promesso che, se rieletto, avrebbe completato il nuovo mandato da senatore, che dura sei anni. In un dibattito ha detto: "Non ho alcun interesse a candidarmi alla presidenza. Non mi candido alla presidenza. Mi candido per la rielezione al Senato". Graham ricorda però che altri politici con l'ambizione di correre per la Casa Bianca sono riusciti a sottrarsi a impegni anche più vincolanti.
Ossoff è più vicino all'ala moderata del partito che alla sinistra, ma non ha un profilo ideologico definito ed evita gli scontri con i democratici più progressisti. Non è quindi chiaro come sarebbe una sua campagna presidenziale. Secondo Graham, per diventare una figura nazionale dovrà chiarire meglio le sue posizioni. E anche se per molti versi la corsa del 2028 è già cominciata, in termini politici quel voto è ancora lontano.
Vincere la presidenza richiede poi capacità diverse da quelle che bastano per vincere in un singolo stato, come molti senatori e governatori hanno scoperto a loro spese in passato. Il talento di Ossoff lontano dai video confezionati con cura non è ancora stato messo alla prova a livello nazionale. Tra i complimenti a doppio taglio che riceve c'è l'idea che chi è così bravo a parlare al pubblico direttamente sui social non possa essere altrettanto carismatico nei rapporti di persona. Dopo la rielezione sarà molto richiesto in televisione e agli eventi del partito in tutto il paese, dove potrà mettere alla prova e affinare queste capacità.
