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Il candidato repubblicano che non vuole più i soldi dell'AIPAC
CSIS | Center for Strategic & International Studies, 2014, Flickr, CC BY-NC-SA 2.0
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Il candidato repubblicano che non vuole più i soldi dell'AIPAC

Il candidato repubblicano al Senato in Michigan chiede alla lobby filoisraeliana di non trasmettere spot in suo favore, nonostante i milioni già spesi contro il democratico El-Sayed, per paura che il suo sostegno rischi di costargli voti a novembre.

Gli alleati di Mike Rogers, candidato repubblicano al Senato in Michigan, hanno chiesto all'AIPAC di non trasmettere spot elettorali in suo favore, rompendo apertamente con il principale gruppo di lobby filoisraeliano degli Stati Uniti. La scorsa settimana Rogers ha avuto un colloquio a Los Angeles con il presidente dell'organizzazione, Michael Tuchin. Il giorno successivo l'AIPAC ha accantonato uno spot già realizzato contro il suo avversario democratico, Abdul El-Sayed, secondo quanto ricostruito da Axios.

Rogers è un convinto sostenitore di Israele, ma teme che l'appoggio pubblico dell'AIPAC possa danneggiarlo alle elezioni del 3 novembre. La sua richiesta mostra quanto si sia indebolita la posizione politica del gruppo, mentre cresce tra gli elettori la contrarietà alla guerra a Gaza. La decisione ha però irritato i dirigenti dell'organizzazione, che avevano speso più di 30 milioni di dollari nel tentativo di sconfiggere El-Sayed alle primarie democratiche e si preparavano a investirne altri milioni per aiutare Rogers a vincere le elezioni generali.

El-Sayed ha costruito la propria campagna proprio sull'opposizione all'AIPAC, presentando quelle spese come la prova che la sua avversaria Haley Stevens fosse condizionata dalla lobby filoisraeliana. Ha definito Israele uno "Stato canaglia", lo ha accusato di genocidio e apartheid e si è rifiutato di dire se ritenga che il paese abbia il diritto di esistere come Stato ebraico. Sconfiggerlo era così diventato una priorità per l'AIPAC, che raramente finanzia grandi campagne nelle elezioni generali. "AIPAC, se ci stai ascoltando, torna a bruciare quei soldi", aveva detto El-Sayed prima di vincere di misura le primarie del 4 agosto.Posts

L'AIPAC vuole esporsi, Rogers no

Prima delle primarie, la squadra di Rogers aveva avvertito l'organizzazione che El-Sayed avrebbe probabilmente sconfitto Stevens. L'AIPAC sperava ancora in un esito diverso e le due parti si erano lasciate con l'intesa di proseguire il confronto. Dopo la vittoria di El-Sayed, il gruppo intendeva estendere la propria offensiva pubblicitaria anti El-Sayed alla campagna per le elezioni generali. Gli alleati di Rogers ritenevano però che gli spot trasmessi durante le primarie avessero prodotto l'effetto opposto, offrendo a El-Sayed un bersaglio politico che avrebbe volentieri utilizzato di nuovo.

La squadra del repubblicano ha quindi proposto all'AIPAC di partecipare alla campagna elettorale senza mettere il proprio nome in primo piano: avrebbe potuto indirizzare i donatori verso un super PAC favorevole a Rogers o verso il comitato congiunto di raccolta fondi creato dal candidato con il Partito Repubblicano nazionale. È stata inoltre prospettata l'assunzione degli strateghi politici dell'organizzazione. Le proposte, però, non sono bastate: l'AIPAC intende infatti avere un ruolo visibile nella sconfitta di El-Sayed e sostiene che il candidato democratico collegherebbe comunque Rogers alla lobby, considerato il suo netto sostegno a Israele.

I contatti diretti si sono raffreddati e ora il Partito Repubblicano sta cercando di ricucire i rapporti, affidando la mediazione a donatori ebrei vicini a entrambe le parti. Alcuni esponenti nazionali del partito temono che il gruppo, il cui super PAC disponeva alla fine di luglio di quasi 60 milioni di dollari, possa restare completamente fuori dalla competizione. Altri ritengono invece che abbia troppo in gioco per rinunciare e che finirà per riappacificarsi con la squadra di Rogers. Interpellato da Axios, Rogers ha dichiarato di accogliere con favore qualsiasi sostegno della comunità filoisraeliana e di essere orgoglioso del suo coinvolgimento.

Le sconfitte dell'AIPAC e il peso della guerra a Gaza

Nel frattempo, l'organizzazione filo israeliana continua a subire sconfitte elettorali. L'ultima è arrivata martedì in California, dove la senatrice statale democratica Aisha Wahab ha vinto il ballottaggio nel quattordicesimo distretto congressuale, conquistando il seggio alla Camera lasciato libero da Eric Swalwell dopo le dimissioni di aprile. L'AIPAC aveva speso 4,4 milioni di dollari nel tentativo di fermarla. Wahab resterà in carica per circa 5 mesi, fino alla conclusione della legislatura.

Il Michigan ospita una delle comunità arabo-americane più numerose degli Stati Uniti. Secondo un sondaggio di Fox News, condotto tra il 6 e il 10 agosto su 1.006 elettori registrati, il 55% degli intervistati è contrario alla prosecuzione degli aiuti militari statunitensi a Israele, mentre il 44% è favorevole. La stessa rilevazione dà però Rogers in vantaggio su El-Sayed con il 51% contro il 47%.

Gli strateghi di entrambi i partiti ritengono che in Michigan, come negli altri Stati a forte vocazione manifatturiera, il voto sarà determinato più dalle condizioni economiche che dalla politica mediorientale. Gli attacchi di El-Sayed all'AIPAC potrebbero, quindi, avere meno presa nelle elezioni generali rispetto alle primarie democratiche. Rogers ha comunque preferito non correre rischi e, almeno per il momento, ha rinunciato alla campagna pubblicitaria del gruppo che voleva sostenerlo.

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