I candidati socialisti hanno vinto allargando la base oltre i quartieri bianchi e benestanti

L'analisi dei seggi mostra che le due candidate hanno conquistato anche elettori neri e latini. Ora la sinistra spera di ripetere il successo fuori da New York, dove però è meno radicata.

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I candidati socialisti hanno vinto allargando la base oltre i quartieri bianchi e benestanti
Ed Reed/Mayoral Photography Office © City of New York, 2026, Used with permission

I candidati socialisti-democratici hanno vinto le primarie democratiche per la Camera a New York allargando il consenso ben oltre i quartieri bianchi, benestanti e in via di gentrificazione dove il movimento è nato. Una coalizione di elettori giovani e con istruzione universitaria, ma anche neri e latini, ha permesso loro di conquistare le nomination battendo l'establishment del partito, e ha dato all'ala più a sinistra dei democratici un peso nuovo.

I Socialisti Democratici d'America, l'organizzazione della sinistra radicale che ha portato alla vittoria il sindaco di New York Zohran Mamdani, hanno il loro zoccolo duro nei quartieri più bianchi e istruiti, quelli colpiti dalla gentrificazione e dall'arrivo di nuovi residenti. La composizione etnica ed economica di questa base è da tempo motivo di tensione interna alla sinistra. Le vittorie di Darializa Avila Chevalier e Claire Valdez non sarebbero però state possibili senza il sostegno di molti elettori neri e latini, che le hanno preferite ai candidati dell'establishment.

Nei distretti segnati dalla gentrificazione e dall'allontanamento dei residenti meno abbienti, le due candidate hanno ottenuto i risultati migliori nei seggi più giovani e istruiti, secondo un'analisi del Washington Post sui dati dei singoli seggi. Ma sono arrivate alla vittoria per strade diverse. Avila Chevalier, dottoranda e attivista, ha vinto la maggioranza dei voti sia nei seggi a prevalenza bianca sia in quelli a prevalenza nera, compresa buona parte di Harlem, cuore storico della vita afroamericana. Il suo avversario Adriano Espaillat ha vinto di soli quattro punti nei seggi a maggioranza ispanica.

Valdez, deputata all'assemblea statale, ha ottenuto il risultato migliore nei seggi a prevalenza ispanica, dove ha vinto di oltre 30 punti, e ha prevalso di più di dieci punti anche nelle zone a maggioranza bianca. Il suo avversario Antonio Reynoso ha vinto nettamente solo nei seggi a maggioranza nera. Entrambe le candidate sono organizzatrici sindacali latine, arrivate a New York da giovani, e hanno sfidato politici molto più anziani, espressione della vecchia guardia nera e latina del partito. Brad Lander, che ha battuto il deputato uscente Dan Goldman, ha invece vinto in quasi tutti i gruppi: non era sostenuto ufficialmente dai socialisti, ma ha ricevuto l'appoggio di molti loro militanti.

La capacità di allargare la base alimenta la speranza dei socialisti di vincere anche fuori dalle roccaforti costiere dove finora hanno avuto successo. Candidati sostenuti dall'organizzazione sono in corsa nelle primarie per sindaco a Washington e a Los Angeles, dove uno di loro è arrivato al ballottaggio contro il sindaco in carica. New York ospita circa un membro su sette di tutta l'organizzazione nel paese, e la struttura locale è diventata abilissima nel presentare liste coordinate di candidati, mobilitare centinaia di volontari e portare gli elettori alle urne. "Queste cose crescono in modo esponenziale", ha detto al Washington Post la co-presidente del movimento Megan Romer.

Le prossime primarie a Denver, Detroit e nel sud della Florida, dove altri candidati socialisti sfidano deputati democratici di lungo corso, metteranno alla prova la forza del movimento in luoghi dove ha meno radici, una composizione sociale diversa e nessun Mamdani a fare da traino. L'organizzazione nazionale ha appoggiato Melat Kiros, avvocata di 29 anni che sfida in Colorado la deputata Diana DeGette, in carica da quando Kiros è nata, mentre la sezione di Detroit sostiene Donavan McKinney contro il deputato Shri Thanedar.

Diversi esponenti democratici dubitano che il modello newyorkese possa funzionare altrove. "Questo riflette uno spostamento di ciò che pensano gli elettori in alcuni di questi distretti, ma molto dipende dalla loro frustrazione e dalla loro ansia", ha detto al Washington Post Pete Aguilar, terzo democratico più importante al Congresso. New York, hanno osservato alcuni strateghi, resta così diversa dal resto del paese che i suoi risultati potrebbero non avere valore nazionale.

Un video in cui i sostenitori in gran parte bianchi di Valdez fischiavano le immagini di Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, e scandivano "Sei il prossimo", ha provocato le critiche di alcuni storici leader politici neri, secondo cui l'episodio mostra come i socialisti guardano alle loro comunità. Jeffries diventerebbe il primo presidente nero della Camera della storia se i democratici riconquistassero la maggioranza a novembre. "Se vogliamo essere l'alternativa ai repubblicani dobbiamo essere forti, non possiamo combattere una guerra su due fronti, una contro i repubblicani e l'altra col fuoco amico alle spalle", ha detto Jaime Harrison, ex presidente del Comitato nazionale democratico.

Finora gli unici due membri dei Socialisti Democratici d'America al Congresso sono Alexandria Ocasio-Cortez e Rashida Tlaib. A loro si aggiungeranno quasi certamente Avila Chevalier, Valdez e Chris Rabb, candidato per un seggio aperto a Philadelphia, tutti in distretti saldamente democratici che a novembre dovrebbero confermarli. Le vittorie di New York consolidano il movimento come punto di riferimento della sinistra americana, ma lasciano aperta la domanda se quella forza sia esportabile in città e stati dove i socialisti partono da molto più lontano.

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