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Gli Stati Uniti spiano gli attivisti di sinistra come non si vedeva dagli anni Sessanta
U.S. Immigration and Customs Enforcement, 2026, Flickr, Public Domain Mark 1.0
Giustizia 6 min di lettura

Gli Stati Uniti spiano gli attivisti di sinistra come non si vedeva dagli anni Sessanta

Gli atti del processo contro 15 attivisti del Minnesota mostrano 119 agenti, infiltrati, droni e strumenti antiterrorismo usati contro chi seguiva le operazioni anti-immigrazione.

Quasi 120 agenti federali, undici dei quali infiltrati sotto copertura, droni militari e strumenti antiterrorismo nati dopo l'11 settembre. È quanto l'ICE, l'agenzia federale per l'immigrazione, ha messo in campo per indagare su un gruppo di attivisti del Minnesota che si opponevano alle sue operazioni. Lo mostrano gli atti del processo contro i cosiddetti "Minnesota 15", quindici residenti dello Stato accusati di cospirazione federale, ricostruiti in un'inchiesta di Wired. Secondo gli avvocati della difesa e diversi esperti, negli Stati Uniti non si vedeva un'operazione di queste dimensioni contro i movimenti di sinistra dagli anni Sessanta e Settanta, quando il governo federale prese di mira la Nuova Sinistra e il movimento contro la guerra in Vietnam.

Nella fase di scambio delle prove tra accusa e difesa, gli avvocati hanno ottenuto decine di rapporti, trascrizioni audio, email, chat di Signal intercettate, fotografie e interrogazioni di banche dati. I documenti descrivono due indagini per terrorismo interno, chiamate Project Whipple Shield e Operation Puppet Master, autorizzate dal National Security Presidential Memorandum 7 (NSPM 7). È una direttiva presidenziale pubblicata dopo l'assassinio dell'attivista conservatore Charlie Kirk, nel settembre del 2025, che chiede alle forze dell'ordine federali di usare ogni strumento disponibile contro le organizzazioni e le persone che criticano le politiche dell'amministrazione e sostengono idee "anti-cristiane". La portata completa delle indagini che autorizza non è nota.

Tutto nasce da Metro Surge, la grande operazione anti-immigrazione condotta a Minneapolis e Saint Paul lo scorso inverno. In quei mesi gli attivisti delle due città avevano organizzato volontari per tenere d'occhio gli agenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna e i loro veicoli, con gruppi cifrati su Signal, archivi delle auto costruiti in proprio e un sistema centralizzato per mandare i volontari dove servivano. Per l'accusa questa rete era una cospirazione criminale per ostacolare le operazioni contro l'immigrazione, identificare e pedinare illegalmente gli agenti federali e persino aggredirli. L'incriminazione è arrivata dopo che l'amministrazione aveva chiesto al Dipartimento di Giustizia di colpire queste reti in modo forte e visibile. Gli avvocati sostengono che le accuse siano sproporzionate rispetto ai fatti contestati. "È la prima volta che ho un cliente accusato di cospirazione che è andato in giro a tenere conferenze", ha detto a Wired Kevin Riach, difensore di uno degli imputati.

Al centro dell'indagine c'è la Homeland Security Investigations (HSI), il ramo dell'ICE che svolge le indagini penali. Secondo gli atti, il suo personale ha rivolto contro chi dissentiva fondi e strumenti investigativi pensati per i reati gravi. Il caso è stato finanziato da Operation Keyhole, un programma creato nel dicembre 2008 dall'ufficio dell'HSI di Saint Paul per pagare attrezzature e personale delle operazioni sotto copertura in Minnesota, North Dakota, South Dakota, Iowa e Nebraska. Finora ha finanziato almeno 77 indagini su traffico di droga, abusi sessuali su minori, reati finanziari e proliferazione di armi.

Keyhole è una "operazione sotto copertura certificata", una designazione formale con controlli precisi: ogni sei mesi i suoi parametri vengono rivisti da un comitato di alti funzionari del Dipartimento di Giustizia e del Dipartimento per la Sicurezza Interna. All'ultimo rinnovo, a giugno 2026, finanziava sei indagini attive nell'area di Minneapolis e Saint Paul. Tra queste c'era Project Whipple Shield, aperta a febbraio su presunte aggressioni, pedinamenti e diffusione di dati personali di agenti e altri dipendenti federali, su cui si fonda l'incriminazione dei Minnesota 15.

Al caso hanno lavorato 119 agenti dell'HSI, molti dei quali arrivati da unità specializzate di tutto il paese che erano state in prima linea nelle operazioni militarizzate contro l'immigrazione. Almeno una ventina appartenevano allo Special Operations Group, un reparto poco conosciuto dell'HSI. Tra loro c'erano investigatori con decenni di esperienza su reati finanziari complessi, cartelli della droga, traffico di esseri umani e criminalità organizzata.

Gli undici infiltrati hanno partecipato ad allenamenti di arti marziali, corsi sui diritti da far valere davanti agli agenti, marce, scioperi generali e assemblee di quartiere. Sono entrati nella rete con cui gli attivisti segnalavano le possibili auto civetta dell'ICE e mandavano volontari a seguirle, oltre che in diverse chat di gruppo su Signal, i cui contenuti venivano girati ai colleghi per essere analizzati e poi usati nell'incriminazione. Alcuni agenti sotto copertura sono anche entrati nelle chiese, in apparente violazione di un ordine di un tribunale.

Le conferenze degli attivisti a Seattle, in Michigan, a Chicago e a New York sono state tenute sotto sorveglianza. Le squadre dell'HSI hanno fotografato e controllato le targhe di tutte le auto parcheggiate davanti ai luoghi delle riunioni o usate per trasportare gli attivisti. Agli atti ci sono anche le riprese dei droni Reaper, senza armi, della Customs and Border Protection, l'agenzia che controlla le frontiere, che seguono gli spostamenti degli attivisti nell'area delle due città.

Diversi agenti del caso vengono da altri Stati e compaiono nei processi contro attivisti anti-ICE in altre città. Tra loro c'è Ryan Ribner, agente di Los Angeles accusato di aver aggredito e arrestato David Huerta, presidente in California del sindacato SEIU, durante una protesta del giugno 2025, sostenendo poi che fosse stato Huerta ad attaccare gli agenti. Le accuse contro Huerta sono state ritirate a luglio, dopo la diffusione di video che smentivano la versione di Ribner. Tim Gerber, a capo di una squadra dello Special Operations Group, ha guidato l'indagine sull'ex conduttore della CNN Don Lemon per il suo racconto di una protesta in una chiesa di Minneapolis in cui un agente dell'ICE era pastore.

"Questa operazione non sembra in alcun modo limitata al Minnesota", ha detto a Wired Spencer Reynolds, ex avvocato del Dipartimento per la Sicurezza Interna e oggi al NAACP Legal Defense Fund, un'organizzazione per i diritti civili. Per Reynolds è l'apparato di intelligence e di indagini sotto copertura che lavora in parallelo ai raid nelle strade, come quelli guidati in tutto il paese da Greg Bovino con le unità speciali della Border Patrol. Tre ex funzionari delle forze dell'ordine che hanno esaminato gli atti hanno detto a Wired che il caso fa quasi certamente parte di una raccolta di informazioni più ampia, iniziata molto prima dell'arrivo degli agenti federali in Minnesota nel dicembre 2025.

Mike German, ex agente dell'FBI che per anni ha lavorato sotto copertura su casi di terrorismo interno e poi è diventato un critico delle forze dell'ordine federali dopo l'11 settembre, paragona il caso alla lunga storia di repressione dei movimenti di sinistra da parte del governo federale. Tra i precedenti c'è l'operazione MH/Chaos della CIA, che durante la guerra in Vietnam sorvegliò il movimento pacifista alla ricerca di influenze straniere. Secondo un libro pubblicato nel 2011 dall'ex agente della CIA Frank Rafalko, al culmine dell'operazione ci lavoravano 42 agenti, meno della metà dei 119 impegnati dall'HSI sul solo caso del Minnesota. "Sono esattamente le attività di intelligence che J. Edgar Hoover adottò per reprimere i movimenti per i diritti civili e contro la guerra negli anni Sessanta", ha detto German a Wired, riferendosi allo storico direttore dell'FBI.

La differenza rispetto ad allora, secondo German, è la quantità di dati oggi a disposizione degli agenti federali. L'HSI ha esaminato bonifici, rimborsi su PayPal e altre transazioni, ha analizzato il traffico di siti web, ha raccolto 15 terabyte di chat di Signal e ha usato informazioni comprate da un intermediario commerciale di dati.

Quando un attivista ha condiviso in una chat infiltrata uno strumento per cercare le targhe ospitato su Fly.io, una piattaforma cloud per sviluppatori, gli agenti hanno esaminato le richieste DNS del sito e i dati di Stripe, il servizio di pagamenti online, insieme a quelli acquistati dall'intermediario. Così hanno ottenuto i registri degli accessi remoti al server, le connessioni in uscita, l'indirizzo IP usato per aprire l'account e l'impronta di una carta registrata su un account che non aveva mai completato un pagamento. Incrociando questi dati con gli archivi della motorizzazione del Minnesota e con CLEAR, la piattaforma commerciale di Thomson Reuters, sono risaliti a numero di patente, riepilogo del Social Security number (il codice della previdenza sociale americana), indirizzi di diversi anni, numeri di telefono, proprietà immobiliari e veicoli cointestati.

Gli agenti hanno usato anche il programma 314(a) del dipartimento del Tesoro, creato dal Patriot Act, la legge approvata dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, per seguire in fretta i flussi di denaro nelle indagini su terrorismo e riciclaggio. Il 31 marzo 2026 hanno chiesto i dati finanziari di 29 persone indagate. Le email tra agenti dell'HSI di Los Angeles e dell'Arizona mostrano che i dati sono stati consegnati, compresi alcuni relativi al sindacato SEIU che un agente del Minnesota ha mandato a un collega di Los Angeles perché li archiviasse "ovunque vengano conservati questi documenti".

Con espedienti simili, che evitano di passare per un mandato o per una citazione del gran giurì, la giuria che decide se rinviare a giudizio, gli investigatori hanno ottenuto i tabulati telefonici di diversi giornalisti che avevano seguito Metro Surge, come aveva rivelato per primo il Guardian. Hanno usato una richiesta amministrativa prevista per le violazioni doganali e fiscali, che non ha nulla a che fare con le accuse penali presentate dalla procura federale del Minnesota contro Don Lemon e altri.

Per Riach i rapporti dell'HSI mostrano che l'agenzia partecipa a quello che chiama "il nuovo COINTELPRO", il programma con cui l'FBI sorvegliò, infiltrò e ricattò in modo incostituzionale i movimenti per i diritti civili, per la giustizia razziale e contro la guerra dagli anni Cinquanta ai primi anni Settanta. "Durante le ondate di operazioni contro l'immigrazione dell'anno scorso abbiamo visto che l'ICE è la forza paramilitare dell'amministrazione", ha detto a Wired. "Qui vediamo che l'HSI sta prendendo il posto dell'FBI come polizia segreta investigativa".

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