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Terza accusa contro Comey: avrebbe passato informazioni riservate al New York Times
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Giustizia 45 min di lettura

Terza accusa contro Comey: avrebbe passato informazioni riservate al New York Times

L'ex direttore dell'FBI è accusato di aver diffuso informazioni riservate a un giornalista del New York Times nel 2016. È il terzo procedimento contro di lui, e per i suoi avvocati il reato è ormai prescritto.

L'ex direttore dell'FBI James Comey è stato accusato di aver trasmesso illegalmente informazioni sulla difesa nazionale e di aver cospirato per divulgarle. L'atto d'accusa, depositato in segreto il 5 ottobre presso il tribunale federale di Washington, è stato reso pubblico ieri. È il terzo procedimento penale avviato contro Comey durante la seconda Amministrazione Trump.

Il presidente considera Comey un nemico da quando lo licenziò, nel maggio 2017, mentre l'FBI indagava sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016 e sui possibili legami con la sua campagna elettorale. Da allora Trump ha chiesto più volte che fosse processato, definendolo un "poliziotto corrotto" e una "persona malata". Le nuove accuse riguardano un articolo pubblicato dal New York Times il 5 ottobre 2016, quando Comey era ancora alla guida dell'FBI.

Secondo l'accusa, Comey voleva correggere alcune informazioni contenute in un articolo pubblicato il giorno precedente da Reuters. Avrebbe quindi incaricato alcuni collaboratori di parlare con Charlie Savage, giornalista del Times, per chiarire i punti che riteneva inesatti. Così facendo, sostiene però il procuratore Dustin Farahnak nel documento reso pubblico ieri, avrebbe trasmesso illegalmente informazioni classificate.

Il caso Comey
Le nuove accuse a Comey sono arrivate nell’ultimo giorno utile
Il Dipartimento di Giustizia accusa l’ex direttore dell’FBI di aver fatto arrivare a un giornalista del New York Times informazioni sulla difesa nazionale nell’ottobre 2016. Le accuse sono state depositate il 5 ottobre 2026, quando scadevano i dieci anni della prescrizione.
L’atto d’accusa, dal sigillo alla pubblicazione
Le accuse sono rimaste segrete per 21giorni Il Dipartimento di Giustizia le ha depositate il giorno in cui scadevano i dieci anni di prescrizione. Su richiesta della difesa, un giudice federale le ha poi rese pubbliche.
La corsa contro la prescrizione
Per due volte l’accusa è arrivata a ridosso della scadenza
Dal 5 ottobre 2016 al 5 ottobre 2026 Tra l’articolo del New York Times e il deposito delle accuse sono passati dieci anni esatti, tutto il tempo concesso dalla prescrizione. Margine rimasto: zero giorni.
Giorni di anticipo con cui il Dipartimento di Giustizia ha formalizzato le accuse contro Comey rispetto alla scadenza della prescrizione.
Virginia, 20255giorni
Washington, 20260giorni
Incriminato il 25 settembre 2025. La testimonianza al Congresso contestata risaliva al 30 settembre 2020: cinque anni di prescrizione.
Accuse depositate il 5 ottobre 2026, dieci anni esatti dopo l’articolo del New York Times.
Tre procedimenti in poco più di un anno
Comey è finito sotto accusa in tre tribunali federali diversi
Seleziona un procedimento: la mappa mostra dove si svolge.
Virginia, settembre 2025. Falsa testimonianza al Congresso e ostacolo ai suoi lavori. Annullato il 24 novembre 2025; il Dipartimento di Giustizia ha fatto ricorso in appello.
Carolina del Nord, aprile 2026. Minacce contro il presidente per la foto delle conchiglie «86 47». In attesa di processo.
Washington, ottobre 2026. Trasmissione illegale di informazioni sulla difesa nazionale e cospirazione. Appena avviato.
Il nodo della prescrizione
Per la difesa serviva il voto di un gran giurì, non la sola firma del procuratore
Il Dipartimento di Giustizia ha depositato un atto firmato dai soli procuratori. Secondo gli avvocati di Comey, per questi reati non basta a evitare la prescrizione.
La scelta dell’accusa La criminal information
Procuratore Gran giurì Tribunale
I procuratori formulano le accuse da soli. Il Dipartimento la descrive come una prassi riconosciuta nei tribunali federali per impedire che scada la prescrizione.
La tesi della difesa Serviva l’indictment
Procuratore Gran giurì Tribunale
Le accuse devono essere approvate da un gran giurì. La norma sulla prescrizione di questi reati cita espressamente l’indictment: senza, il termine sarebbe scaduto.
Il precedente Secondo l’avvocato di Comey, Patrick Fitzgerald, l’articolo del New York Times era già stato esaminato da due diversi gruppi di procuratori durante il primo mandato di Trump: nessuno dei due aveva incriminato qualcuno.
Fonte: atti del Dipartimento di Giustizia resi pubblici il 26 ottobre 2026; sentenza della Corte distrettuale della Virginia orientale del 24 novembre 2025; NBC News, Associated Press, The Hill, Carolina Journal. L’atto in apertura è una ricostruzione grafica e non riproduce il documento originale. Confini statali: US Census Bureau. I giorni sono calcolati tra le date di pubblicazione dell’articolo, di deposito e di pubblicazione delle accuse.

La controversia sulla prescrizione

Gli avvocati di Comey sostengono che il procedimento non possa proseguire perché il termine di prescrizione è scaduto senza che l'accusa abbia ottenuto l'atto richiesto dalla legge. Secondo la loro ricostruzione, entrambi i capi d'accusa si fondano esclusivamente su una presunta divulgazione avvenuta il 5 ottobre 2016, esattamente dieci anni prima del deposito delle nuove contestazioni.

Il punto controverso riguarda il tipo di atto presentato. Il Dipartimento di Giustizia ha depositato una criminal information, con cui i procuratori formulano direttamente le accuse, senza l'approvazione di un gran giurì. La difesa sostiene invece che, entro il termine decennale, fosse necessario ottenere un indictment, cioè un atto d'accusa approvato da un gran giurì. La disposizione sulla prescrizione applicabile ai reati contestati menziona espressamente l'indictment.

Un portavoce del Dipartimento ha però spiegato che la procedura è stata scelta proprio per impedire la scadenza dei termini, descrivendola come una prassi ampiamente riconosciuta nei tribunali federali. I procuratori ritengono dunque di aver agito in tempo e contestano l'interpretazione della difesa. Gli avvocati di Comey hanno chiesto di chiudere il procedimento una decina di giorni prima che diventasse pubblico.

Patrick Fitzgerald, legale di Comey, ha ricordato che l'articolo del Times era già stato esaminato da due diversi gruppi di procuratori durante il primo mandato di Trump e che entrambi avevano deciso di non incriminare nessuno. "Ora, dieci anni dopo la pubblicazione dell'articolo, il governo ha depositato contro Comey un atto che non è stato approvato da un giudice né emesso da un gran giurì", ha dichiarato Fitzgerald. L'avvocato ha accolto con favore la decisione di rendere pubblico il caso e ha assicurato che Comey "combatterà queste accuse con determinazione e alla luce del sole".

L'ex direttore dell'FBI ha risposto con un video pubblicato su Substack. "Sono tornati. Sarebbe quasi divertente, se non fosse un abuso così vergognoso del dipartimento di Giustizia, al quale non possiamo abituarci", ha detto.

"Per quanto mi riguarda, non è cambiato nulla. Sono ancora innocente, continuo a non avere paura di queste persone e credo ancora nell'indipendenza della magistratura federale".

Tre procedimenti in poco più di un anno

Il primo procedimento, avviato nel settembre 2025 in Virginia, riguardava le accuse di aver mentito al Congresso e di averne ostacolato i lavori. Due mesi dopo, una giudice federale ha però annullato l'incriminazione perché Lindsey Halligan, la procuratrice che l'aveva ottenuta, era stata nominata illegittimamente. Il Dipartimento di Giustizia ha impugnato la decisione. Fitzgerald ha inoltre ribadito che, secondo la difesa, il testo definitivo dell'atto d'accusa di quel procedimento non era stato sottoposto al gran giurì.

Il secondo procedimento è stato invece avviato il 28 aprile 2026 in North Carolina. Comey è accusato di aver minacciato il presidente pubblicando la fotografia di alcune conchiglie disposte a formare il numero "8647": nello slang americano "86" può significare "sbarazzarsi di qualcuno", mentre Trump è il quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti. Comey ha negato qualsiasi intenzione violenta e respinto le accuse.

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