Il 55% degli americani è convinto che le elezioni di metà mandato di novembre, quelle che a metà del mandato presidenziale rinnovano tutta la Camera e un terzo del Senato, si svolgeranno in modo corretto e accurato. Alla vigilia del voto del 2024 era il 61%, nel 2022 il 64% e nel 2020 il 59%. Il dato arriva da un sondaggio del Pew Research Center, uno dei principali istituti di ricerca demoscopica americani, condotto tra il 6 e il 12 luglio su 3.554 adulti.
Repubblicani e democratici esprimono oggi quasi la stessa fiducia, una novità rispetto a tutte le rilevazioni precedenti. Tra i repubblicani e gli indipendenti vicini al partito la quota è al 55%, in crescita dal 47% dell'estate 2024 e dal 46% del 2022, gli anni della presidenza di Joe Biden. Tra i democratici e i loro simpatizzanti è al 58%, in forte calo dal 77% del 2024 e dall'81% del 2022. I due schieramenti si sono avvicinati muovendosi in direzioni opposte.
A cambiare è soprattutto l'intensità della fiducia. Chi si dice molto sicuro della correttezza del voto è il 15% del totale, contro il 24% del 2024 e il 25% del 2022. Tra i democratici questa componente è scesa dal 39% al 18% in due anni, mentre tra i repubblicani è passata dall'11% al 13%. Chi si dichiara soltanto abbastanza sicuro resta invece stabile intorno al 40%.
Cala la fiducia nella correttezza del voto, e per la prima volta i partiti sono allineati
Percentuale di adulti americani sicuri che le elezioni di novembre si svolgeranno in modo corretto e accurato. Il 55% complessivo è il valore più basso delle quattro rilevazioni: i repubblicani salgono al 55%, i democratici scendono al 58%.
Il livello di fiducia dei repubblicani resta comunque inferiore a quello della primavera 2020, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, quando era al 75%. In quello stesso mese i democratici erano fermi al 46%, il valore più basso mai registrato dal Pew Research Center su questa domanda per entrambi gli schieramenti. Trump intanto continua ad alimentare i dubbi sul voto: nei giorni scorsi ha gridato ai brogli per l'esito di una primaria democratica in Michigan e ripete che l'elezione presidenziale del 2020 gli fu sottratta con la frode.
Una seconda domanda del sondaggio riguarda l'accesso alle urne: il 66% degli americani è molto o abbastanza sicuro che tutti i cittadini che vorranno votare a novembre riusciranno a farlo. Anche qui il dato scende rispetto al 76% del 2024 e al 73% del 2022, mentre nel 2020 era al 63%.
L'83% dei repubblicani si dice sicuro che nessuno resterà escluso dalle urne, una quota rimasta identica in tutte le rilevazioni degli ultimi quattro anni. Tra i democratici la percentuale è al 53%, in discesa dal 71% del 2024 e dal 66% del 2022. Nell'aprile 2020 il divario era ancora più largo, con l'87% dei repubblicani e il 43% dei democratici, in un periodo in cui due terzi degli americani ritenevano probabile che la pandemia avrebbe reso difficile andare a votare.
I repubblicani sono molto più fiduciosi dei democratici sull’accesso al voto
Percentuale di adulti americani sicuri che tutti i cittadini che vorranno votare alle elezioni di novembre potranno farlo. Tra i repubblicani la quota è ferma all’83% dal 2022, tra i democratici è scesa dal 71% al 53%.
Un secondo sondaggio del Pew Research Center, condotto tra il 20 e il 26 aprile su 5.103 adulti, misura quanto gli americani considerino importanti due obiettivi opposti del sistema elettorale. Il 90% ritiene molto o abbastanza importante che nessun elettore avente diritto sia impedito di votare, l'85% che nessun elettore privo dei requisiti riesca a votare. Le maggioranze sono trasversali: sul primo obiettivo si trovano d'accordo l'89% dei repubblicani e il 92% dei democratici, sul secondo il 92% dei repubblicani e il 79% dei democratici.
Le differenze emergono quando si chiede se il sistema elettorale americano raggiunga davvero questi due obiettivi. Il 68% degli intervistati ritiene che la frase "nessun elettore avente diritto è impedito di votare" descriva molto o abbastanza bene le elezioni americane, ma la quota sale al 77% tra i repubblicani e scende al 61% tra i democratici, 16 punti di distanza.
Il divario si allarga sull'altra faccia della questione. Il 58% degli americani pensa che la frase "nessun elettore privo dei requisiti riesce a votare" descriva bene la realtà, ma il dato passa dal 79% dei democratici al 37% dei repubblicani. Chi ritiene che descriva la realtà molto bene è il 46% dei democratici e appena il 12% dei repubblicani: i timori sul voto di chi non ne ha diritto restano quindi una preoccupazione quasi esclusivamente repubblicana, mentre i democratici sono più preoccupati dagli ostacoli a chi il diritto ce l'ha. Le posizioni su queste due domande sono rimaste sostanzialmente immutate dal 2018, quando il Pew Research Center le pose per la prima volta, comprese le differenze tra i due elettorati.
La fiducia nella correttezza del voto di novembre cresce con l'età e con il titolo di studio. Tra gli over 65 arriva al 66% e tra chi ha tra i 50 e i 64 anni al 59%, mentre scende al 50% tra i giovani dai 18 ai 29 anni e al 49% nella fascia tra i 30 e i 49. Chi ha una laurea si dice sicuro nel 61% dei casi, contro il 52% di chi non ce l'ha. Per etnia il valore più alto è tra gli americani di origine asiatica (62%), seguiti dai bianchi (57%), dagli ispanici (54%) e dai neri (50%).
Anche all'interno dei due schieramenti le posizioni non sono uniformi. Tra i repubblicani i moderati e i liberal sono più fiduciosi dei conservatori (59% contro 53%), mentre tra i democratici accade il contrario: i conservatori e i moderati sono al 61%, i liberal al 54%.
