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Gli americani sono sempre più contrati alla guerra con l'Iran
Daniel Torok, White House, 2026, Flickr, Opera del governo USA
Sondaggi 10 min di lettura

Gli americani sono sempre più contrati alla guerra con l'Iran

Nel sondaggio Reuters/Ipsos l'approvazione del presidente è ferma al 33%, il dato più basso dei suoi due mandati. A far calare il sostegno alla guerra sono soprattutto gli elettori repubblicani

Il sostegno degli americani alla guerra contro l'Iran è sceso al livello più basso dalle prime fasi del conflitto e contribuisce a tenere la popolarità del presidente Donald Trump al minimo dei suoi due mandati. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos condotto per quattro giorni e chiuso lunedì 24 agosto, solo il 31% degli intervistati approva l'azione militare degli Stati Uniti contro l'Iran, in calo rispetto al 37% di marzo e al 34% di inizio agosto.

A ritirare l'appoggio sono soprattutto gli elettori repubblicani: oggi il 69% di loro approva ancora la guerra, contro il 77% di marzo. Il conflitto pesa da mesi sull'immagine del presidente. Per la seconda rilevazione consecutiva, solo il 33% degli americani giudica positivamente il suo lavoro alla Casa Bianca. È il dato più basso mai registrato per lui dai sondaggi Reuters/Ipsos, considerando sia il primo mandato, tra il 2017 e il 2021, sia quello attuale, iniziato nel gennaio 2025.

Trump ha detto agli americani che la guerra, iniziata il 28 febbraio con gli attacchi americani e israeliani contro l'Iran, è necessaria per impedire a Teheran di sviluppare un'arma nucleare. Negli ultimi mesi gli scontri si sono attenuati, ma l'Iran mantiene un blocco di fatto, mai dichiarato ufficialmente, delle esportazioni di petrolio dalla regione. Il blocco riduce l'offerta di greggio sui mercati e ha spinto il prezzo della benzina negli Stati Uniti fino a livelli vicini ai massimi storici. Oggi un gallone (3,8 litri) costa più di un dollaro in più rispetto a prima della guerra.

Sondaggio · Stati Uniti

Solo il 31% degli americani approva la guerra contro l’Iran

21-24 agosto 2026 · 1.215 adulti (±3%) · Reuters/Ipsos

Disapprova Non risponde Approva
Tutti gli adulti
63% 31%
Democratici
90% 8%
Indipendenti
67% 23%
Repubblicani
29% 69%
Fonte Sondaggio Reuters/Ipsos sull’azione militare americana contro l’Iran, condotto dal 21 al 24 agosto 2026 su 1.215 adulti in tutto il paese. Il margine di errore è di ±3 punti percentuali sul totale e di 4-6 punti sui sottogruppi. La linea tratteggiata segna il 50%.

Trump ha promesso di aumentare la pressione economica su Teheran e lunedì il segretario al Tesoro Scott Bessent, l'equivalente americano del ministro dell'Economia, ha annunciato una possibile estensione delle sanzioni ai paesi che continuano a fare affari con l'Iran, una misura pensata per isolare economicamente il regime. Per il momento però non ha imposto nessuna penalità concreta, un segnale di quanto il conflitto sia diventato complicato da gestire per l'amministrazione.

L'83% degli americani si aspetta che la guerra vada avanti ancora a lungo, in crescita rispetto all'80% di inizio mese. Trump aveva costruito la campagna per le presidenziali del 2024 sulla promessa di contenere l'inflazione e di evitare di trascinare il paese in lunghi conflitti militari. Sei mesi dopo l'inizio della guerra, il caro benzina ricade soprattutto sui suoi alleati repubblicani. Alle elezioni di metà mandato del 3 novembre, il voto che si tiene a due anni dalle presidenziali e rinnova l'intera Camera e un terzo del Senato, il partito del presidente difenderà le sue maggioranze molto strette al Congresso.

Tra gli elettori indipendenti, quelli che non si riconoscono in nessuno dei due partiti, il 33% dice che voterebbe per i democratici se le elezioni per il Congresso si tenessero oggi e il 19% per i repubblicani, un vantaggio di 14 punti. Il sondaggio è stato condotto a livello nazionale su 1.215 adulti e ha un margine di errore di 3 punti percentuali in più o in meno.

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