Disney e ABC hanno fatto causa oggi alla Federal Communications Commission (FCC), l'autorità federale che regola le telecomunicazioni e rilascia le licenze alle emittenti televisive. Le due società accusano la FCC di aver violato il Primo Emendamento e chiedono al tribunale federale di Washington un provvedimento d'urgenza che blocchi i procedimenti aperti contro il network. "Agendo attraverso la Federal Communications Commission, l'Amministrazione sta conducendo una campagna di ritorsione contro ABC per una sola ragione: perché disapprova ciò che ABC manda in onda", si legge nel ricorso.
È molto raro che un grande gruppo mediatico statunitense porti in tribunale la Casa Bianca per le pressioni esercitate sulla stampa nazionale attraverso gli strumenti regolamentari e le azioni legali. Secondo Disney, l'iniziativa della FCC rappresenta una minaccia esistenziale per le attività del network. ABC possiede e gestisce infatti otto emittenti locali che trasmettono i suoi programmi a New York, Los Angeles, Chicago, Philadelphia, San Francisco, Houston, Fresno e Durham. Come le altre stazioni televisive terrestri statunitensi, possono operare soltanto grazie alle licenze rilasciate e rinnovate dalla FCC.
Ma alla fine di aprile la FCC, guidata dal presidente Brendan Carr, ha ordinato la revisione anticipata di quelle licenze nell'ambito di un'indagine sulle politiche di Disney in materia di diversità e inclusione. A questa si è poi aggiunta un'istruttoria aperta sul programma "The View". Le licenze sarebbero dovute inizialmente scadere tra il 2028 e il 2031, ma la FCC ha concesso alle emittenti soltanto 30 giorni per presentare domande di rinnovo che normalmente richiedono mesi di preparazione. Secondo il ricorso, non era mai accaduto che la FCC imponesse una revisione anticipata a un intero gruppo di stazioni appartenenti allo stesso proprietario.
La decisione è arrivata dopo gli attacchi di Donald Trump contro il network televisivo e, in particolare, contro Jimmy Kimmel, conduttore del programma di seconda serata "Jimmy Kimmel Live!", per una battuta pronunciata durante un monologo che aveva fatto particolarmente infuriare il presidente. Carr ha poi annunciato che la revisione avrebbe riguardato anche la decisione di ABC di non trasmettere un discorso presidenziale dallo Studio Ovale.
La FCC ha riaperto le licenze di ABC a metà del mandato
Disney e ABC hanno citato in giudizio l’autorità federale che rilascia le licenze televisive. Le otto emittenti del gruppo avevano ancora anni di concessione davanti: la FCC ha deciso di riesaminarle adesso e, secondo il ricorso, lo ha fatto per punire quello che il network manda in onda.
Il precedente storico è quello ricostruito nel ricorso di Disney e ABC.
Ogni licenza dura otto anni. La FCC le ha riaperte tutte a metà corsa
La barra grigia è la parte di concessione già trascorsa, quella rosata è il tempo che restava. La freccia mostra dove la FCC ha spostato la verifica. Tocca una riga per le date esatte.
Un anno di pressioni, dalle prime minacce sulle licenze al ricorso in tribunale
Tocca una tappa per leggere che cosa è successo.
Le comunità locali si sono schierate con le emittenti
Chiunque poteva scrivere alla FCC per sostenere o contestare il rinnovo. La consultazione si è chiusa il 5 agosto.
Quota calcolata da ABC su oltre 140.000 commenti analizzati.
Hanno scritto a favore del rinnovo sceriffi, vigili del fuoco, scuole, associazioni e parlamentari di entrambi i partiti.
I due esiti che Disney e ABC temono
Il ricorso sostiene che, comunque vada il procedimento, per la Casa Bianca il risultato è lo stesso.
La FCC allunga il procedimento. ABC resta per anni in un contenzioso costoso, con la minaccia di una decisione sfavorevole sempre aperta e ogni scelta editoriale condizionata dal timore di nuove ritorsioni.
La FCC nega il rinnovo o revoca le licenze. Le otto emittenti smettono di trasmettere via etere in città come New York, Los Angeles e Chicago, come Trump ha chiesto più volte in pubblico.
«O ottiene che i ricorrenti si mettano in riga, oppure li mette a tacere se rifiutano»
Dal ricorso di Disney e ABC: che cosa otterrebbe l’Amministrazione in entrambi i casi
Le accuse di censura
L'iniziativa ha già suscitato forti obiezioni. Un gruppo di ex presidenti della FCC l'ha definita "un attacco alla libertà di espressione mascherato da procedura regolamentare". Alla consultazione pubblica hanno partecipato oltre 140.000 persone appartenenti alle comunità servite dalle emittenti, più del 95% delle quali si è espresso a sostegno delle stazioni. Il ricorso sembra anticipare una mossa imminente della FCC, che ha appena concluso la consultazione. Secondo Bloomberg, infatti, entro la fine del mese la FCC potrebbe emettere un hearing designation order, avviando così il procedimento amministrativo destinato a decidere la sorte delle licenze: un iter notoriamente molto lungo.
"Qualsiasi giudizio della FCC sarebbe una farsa", sostiene il ricorso. La FCC non potrebbe infatti concedere legittimamente il rinnovo con così largo anticipo rispetto alla scadenza e, secondo Disney e ABC, gli unici esiti concretamente possibili sarebbero sfavorevoli. Nello scenario meno grave, sostengono i ricorrenti, la FCC potrebbe prolungare deliberatamente il procedimento, trascinando ABC per anni in un contenzioso costoso, "con la minaccia di un provvedimento sfavorevole sempre presente e ogni scelta editoriale offuscata dalla prospettiva di provocare un'ulteriore ritorsione della Casa Bianca".
Nello scenario più grave, invece, la FCC potrebbe addirittura utilizzare il procedimento per negare il rinnovo o persino revocare le licenze, costringendo le emittenti a interrompere le trasmissioni via etere, come Trump ha pubblicamente richiesto più volte. In entrambi i casi, afferma il ricorso, la Casa Bianca finirebbe per raggiungere alla fine lo stesso risultato: "o che i ricorrenti si mettano in riga, oppure che siano messi a tacere se rifiutano di farlo".
