In Florida la corsa al Senato sarebbe in parità. Un sondaggio di St. Pete Polls per Florida Politics, condotto dal 15 al 17 settembre su 913 elettori probabili con un margine di errore del 3,2%, assegna il 45% alla senatrice repubblicana Ashley Moody e il 45% alla deputata statale democratica Angie Nixon, con il 3% a un altro candidato e il 7% di indecisi. Il campione è stato ponderato sulla composizione delle liste elettorali attive della Florida: 42% repubblicani, 31% democratici e 27% indipendenti o iscritti ad altri partiti. Nello Stato i repubblicani registrati sono oltre un milione e mezzo più dei democratici. Nella corsa per il governatore, lo stesso sondaggio dà il deputato repubblicano Byron Donalds al 44% e l'ex deputato repubblicano David Jolly, oggi candidato democratico, al 43%.
Il risultato contrasta nettamente con le rilevazioni precedenti. Nixon ha vinto le primarie democratiche contro Alex Vindman, che aveva speso oltre dieci volte più di lei e godeva di una maggiore notorietà nazionale. Meno di un mese fa l'analista della CNN Harry Enten aveva indicato la sfida con Moody come una delle poche buone notizie per i repubblicani, sostenendo che la vittoria di Nixon avesse di fatto tolto la Florida dal gruppo delle principali opportunità democratiche. La media di RealClearPolling dà ancora Moody avanti di 8,7 punti, 49% a 40,3%, sulla base di tre rilevazioni precedenti: Emerson di fine marzo, 47% a 36%, University of North Florida di luglio, 50% a 42% e Quantus Insights dell'8-10 settembre, 49% a 40,3%.
I dati demografici dell'ultimo sondaggio mostrano dove Nixon potrebbe star recuperando terreno. Tra gli indipendenti è avanti 50% a 37%, conserva l'85% degli elettori democratici e ottiene il 12% dei voti dei repubblicani, mentre Moody mantiene il 77% degli elettori del proprio partito e conquista l'8% dei democratici. Anche il divario generazionale è netto: Nixon conduce 64% a 25% tra gli under 30 e 54% a 35% nella fascia tra 30 e 49 anni; Moody è avanti 47% a 42% tra i 50 e i 69 anni e 61% a 32% tra gli ultrasettantenni. Moody prevale tra gli elettori bianchi, 53% a 37%, mentre Nixon è avanti tra quelli neri, 74% a 14%, e tra gli ispanici, 51% a 39%.
A offrire a Nixon un ulteriore tema d'attacco è il ritorno dello scandalo Hope Florida, che coinvolge l'ufficio guidato da Moody quando era Procuratrice Generale dello Stato. Nel 2024, nell'ambito di un accordo con il gestore Medicaid Centene, 10 milioni di dollari furono destinati alla Hope Florida Foundation, l'organizzazione legata all'iniziativa sociale promossa dalla First Lady della Florida Casey DeSantis. La fondazione trasferì poi 5 milioni ciascuno a Secure Florida's Future e Save Our Society From Drugs: nel giro di pochi giorni le due organizzazioni versarono complessivamente 8,5 milioni al comitato politico Keep Florida Clean, impegnato contro il referendum sulla legalizzazione della cannabis.
Il rapporto del gran giurì, reso pubblico in agosto, ha concluso che Moody era a conoscenza del piano per destinare i 10 milioni alla Hope Florida Foundation e che autorizzò il suo vice John Guard a firmare la versione finale dell'accordo. Non ha però accertato che Moody sapesse in anticipo del successivo trasferimento dei fondi dalle due organizzazioni al comitato politico: Guard ha dichiarato di averne appreso soltanto mesi dopo. Il gran giurì non ha formulato incriminazioni.
In Kansas i democratici non vincono al Senato dal 1932
Un sondaggio Emerson College Polling per Nexstar Media, condotto il 15 e 16 settembre su 750 elettori probabili con un intervallo di credibilità del 3,6%, dà il democratico Adam Hamilton al 45% e il senatore repubblicano uscente Roger Marshall al 43%, con il libertario David Graham al 4% e l'8% di indecisi. Secondo il direttore esecutivo dell'istituto, Spencer Kimball, il vantaggio di Hamilton nasce soprattutto dagli indipendenti, tra i quali conduce di 15 punti, 42% a 27%.
Gli stessi elettori, però, si dividono il voto: nella corsa per il governatore preferiscono il repubblicano Ty Masterson di due punti, 47% a 45%, mentre sul totale del campione Masterson è avanti sulla democratica Cindy Holscher 51% a 44%. Anche gli elettori del libertario Graham si schierano nettamente con Masterson nella corsa per il governatore, 65% a 31%.
Marshall è il candidato al Senato con il saldo di popolarità peggiore: il 41% degli intervistati ne ha un'opinione favorevole e il 48% sfavorevole. Hamilton raccoglie lo stesso 41% di giudizi positivi, ma soltanto il 30% di negativi; il 13% degli elettori dichiara di non averne mai sentito parlare. In Kansas Donald Trump registra il 40% di approvazione e il 53% di disapprovazione, mentre la governatrice democratica Laura Kelly è al 46% contro il 39%. L'economia è il problema principale per il 48% degli elettori, seguita dalla sanità al 14%.
In Texas due sondaggi vedono Talarico avanti
La rilevazione Siena College-ReconMR, condotta dall'8 all'11 settembre su 614 elettori probabili con un margine di errore del 4,3%, dà il democratico James Talarico avanti sul procuratore generale repubblicano Ken Paxton 49% a 43%, rispetto al 47% a 43% di luglio. Nella corsa per il governatore la deputata statale democratica Gina Hinojosa supera Greg Abbott 49% a 45%, invertendo il vantaggio di 46% a 45% registrato dal governatore uscente a luglio.
Lo spostamento maggiore riguarda gli indipendenti: Hinojosa passa da 49% a 36% a 65% a 27%, mentre Talarico sale da 53% a 30% a 64% a 24%. Lo stesso sondaggio vede i democratici avanti di misura anche per la carica di vice governatore, con Vikki Goodwin al 47% contro il 46% di Dan Patrick, mentre per il posto da Procuratore Generale il repubblicano Mayes Middleton resta avanti con il 45% contro il 44% del democratico Nathan Johnson. Il voto generico per il Congresso resta invece favorevole ai repubblicani di un punto, 47% a 46%.
La rilevazione Emerson per Nexstar, condotta dal 12 al 14 settembre su mille elettori probabili con un intervallo di credibilità del 3%, restringe i margini di vantaggio democratici: in questo sondaggio Talarico è avanti di un solo punto, 47% a 46%, mentre Abbott torna davanti a Hinojosa, 49% a 46%. Le due fotografie sono molto diverse, ma entrambe mostrano una corsa al Senato serrata e con Talarico leggermente avanti. Le rilevazioni recenti raccolte dal Texas Tribune mostrano con continuità il democratico davanti a Paxton, anche se spesso con margini contenuti. Il giornalista politico Jacob Rubashkin ha definito brutali per i repubblicani i numeri del sondaggio Siena, osservando su X che, se si riproducessero alle urne, rappresenterebbero una sconfitta di dimensioni eccezionali.
C'è però un dato che mostra quanto la percezione dell'elettorato resti diversa dalle intenzioni di voto. Nel sondaggio Siena College-ReconMR, il 62% degli intervistati dice di aspettarsi una vittoria di Abbott, contro il 32% che prevede quella di Hinojosa, nonostante nelle intenzioni di voto lo stesso sondaggio dia la democratica avanti 49% a 45%. Anche dove i democratici risultano competitivi o in vantaggio nei sondaggi, una parte consistente dell'elettorato continua quindi ad attendersi una vittoria repubblicana.
I precedenti analizzati da Focus America suggeriscono inoltre cautela: nelle gare considerate nell'analisi del 2018 e del 2022, il risultato finale si è collocato in media soltanto a metà strada tra i fondamentali iniziali e il vantaggio democratico indicato dai sondaggi. Se uno schema simile si ripetesse anche nel 2026, gli attuali margini nei sondaggi in Florida, Kansas e Texas non sarebbero sufficienti, da soli, per considerare consolidate le posizioni dei candidati democratici.
