Mary Peltola ha licenziato la responsabile della sua campagna elettorale e riorganizzato lo staff a pochi giorni dalle primarie per il Senato in Alaska che si sono tenute ieri. La candidata democratica è considerata la migliore occasione del suo partito per strappare ai repubblicani un seggio che può decidere il controllo della camera alta.
Elisa Rios, consigliera vicina a Peltola che aveva contribuito a dirigere le sue due campagne per la Camera ed era la responsabile di quella per il Senato, è stata licenziata la settimana scorsa, come ha rivelato il New York Times. Insieme a lei è stata allontanata anche una vicedirettrice della campagna. Sono stati lasciati a casa pure due collaboratori esterni che lavoravano da tempo per Peltola: secondo la campagna erano part-time e i loro servizi non servivano per le elezioni generali.
Anton McParland, un altro uomo di fiducia della candidata, è stato spostato dalla guida della campagna, che condivideva con Rios, a un ruolo di consulente generale. La campagna non ha voluto spiegare le ragioni del cambiamento né chiarire il nuovo incarico di McParland e non lo ha reso disponibile per un commento. Cheryl Bruce, che era vicedirettrice, ha preso il posto di Rios.
Harry Child, portavoce di Peltola, ha detto in una nota che la campagna ha aggiornato il proprio organico per il passaggio alle elezioni generali. Nello stesso comunicato ha aggiunto che la campagna apprezza il contributo di tutti quelli che hanno lavorato per portare Peltola al Senato a novembre.
Le sostituzioni sono avvenute prima della polemica su Kamala Harris, che la settimana scorsa aveva firmato un appello del suo comitato politico per raccogliere fondi a favore di Peltola. La candidata, che corre in uno Stato conservatore e diffidente verso i democratici nazionali, aveva tenuto a distanza l'ex vicepresidente mentre i repubblicani cavalcavano il collegamento.
In Alaska si vota con una primaria non partitica: tutti i candidati, di qualsiasi partito, compaiono su un'unica scheda e i primi quattro passano alle elezioni generali di novembre. Per il Senato i nomi in lizza sono sedici.
Tra questi ci sono due Dan Sullivan. Uno è Dan S Sullivan, il senatore repubblicano in carica dal 2015. L'altro è Dan J Sullivan, un insegnante in pensione ed ex dipendente del servizio forestale che vive a Petersburg, nel sud-est dello Stato, e che corre anche lui come repubblicano. Sulla scheda i due nomi sono uno di seguito all'altro, con l'omonimo appena sopra il senatore, accanto al quale però compaiono le diciture di repubblicano registrato e di uscente. Il partito repubblicano è andato in tribunale per far escludere lo sfidante omonimo, sostenendo che fosse un candidato fittizio sostenuto dai democratici per confondere gli elettori, ma ha perso la causa.
La vera minaccia per il senatore resta Peltola. "Il motivo per cui Mary Peltola ha una possibilità non è necessariamente che i democratici stiano crescendo in Alaska", ha dichiarato al Guardian Scott Kendall, avvocato specializzato in diritto elettorale che ha lavorato per candidati di entrambi i partiti, compreso lo stesso Sullivan. "È che Mary Peltola è molto favorevole allo sviluppo di petrolio e gas. È brava sui temi che contano per il portafoglio degli abitanti dell'Alaska e questo la rende una specie di unicorno."
L'economia dello Stato dipende in larga parte dall'estrazione di petrolio e gas e i democratici locali chiedono di ampliare la produzione, al contrario dei loro colleghi nel resto del paese preoccupati per il clima. L'Alaska ha votato per un democratico alle presidenziali una sola volta, per Lyndon Johnson nel 1964, ma a livello locale il potere è passato da un partito all'altro e oggi coalizioni bipartisan controllano entrambe le camere del parlamento statale. Gli indipendenti sono due terzi degli elettori registrati, i repubblicani circa il 23 per cento e i democratici meno del 12.
Nessun democratico viene eletto al Senato in Alaska dal 2008 e nel 2024 il presidente Donald Trump ha vinto lo Stato con oltre 13 punti di vantaggio. Peltola ha rotto il dominio repubblicano sulla delegazione dello Stato a Washington nel 2022, quando morì all'improvviso Don Young, il repubblicano che rappresentava alla Camera l'unico collegio dell'Alaska dal 1973. Peltola vinse l'elezione speciale per completare il mandato, diventando la prima nativa dell'Alaska a sedere al Congresso. Più tardi quell'anno conquistò un mandato pieno. Nel 2024 il repubblicano Nick Begich III la batté di misura.
Il suo slogan, pesce, famiglia e libertà, richiama il peso culturale della pesca in Alaska, in particolare per le comunità native che formano un blocco elettorale rilevante. Rimanda anche alle catture accessorie, cioè al pescato che i pescherecci a strascico tirano su insieme al resto, granchi e salmoni compresi, con danni per i pescatori sportivi e per quelli commerciali. "La pesca è sempre stata un tema che scalda gli animi in Alaska", ha detto al Guardian Joelle Hall, presidente della sezione locale dell'AFL-CIO, la principale confederazione sindacale americana, che ha dato il proprio sostegno a Peltola.
Da deputata Peltola ha spinto Joe Biden ad approvare Willow, uno dei più grandi progetti di estrazione di petrolio e gas degli ultimi decenni. La decisione ha fatto infuriare gli ambientalisti per il suo contributo al riscaldamento globale, mentre Hall la considera decisiva per i lavoratori iscritti al sindacato. "Siamo anche nel mezzo di un piccolo boom di petrolio e gas in Alaska", ha detto. "Ed è perché Mary Peltola ci ha portato il progetto Willow con l'amministrazione Biden."
Dan S Sullivan, ex marine, è stato procuratore generale dello Stato e commissario alle risorse naturali. Ha costruito la sua campagna sulla difesa della pesca e sugli affari militari, in uno Stato con molte basi e molti veterani. Vinse il seggio nel 2014 battendo il democratico Mark Begich, allora al primo mandato, ed è stato un voto affidabile per il suo partito, molto più della collega Lisa Murkowski, l'altra senatrice repubblicana dell'Alaska, diventata nota in tutto il paese per le sue rotture con il presidente. Steve Frank, ex senatore statale repubblicano, ritiene che Sullivan sarebbe un difensore più solido dell'industria petrolifera dello Stato, soprattutto in vista del cambio di amministrazione tra due anni.
La corsa ha attirato molti soldi. Il Senate Leadership Fund, comitato vicino ai repubblicani, ha annunciato 17 milioni di dollari a sostegno di Sullivan, mentre il Senate Majority PAC dei democratici ne ha investiti 12 per Peltola. I documenti depositati presso la commissione elettorale federale fino a fine luglio mostrano che Peltola ha raccolto più fondi del suo avversario (18,5 milioni di dollari contro 11,7), ma che ne ha in cassa meno (4,6 milioni contro 7,3). Secondo OpenSecrets, l'organizzazione che monitora i finanziamenti alle campagne, due Super PAC, i comitati che spendono a favore dei candidati senza coordinarsi con le loro campagne, hanno speso quasi 2 milioni di dollari in Alaska per sostenere altri candidati capaci di sottrarre voti sia a Peltola sia a Sullivan.
Gli alleati della candidata democratica sostengono che resti in una posizione forte e citano un sondaggio di Data for Progress diffuso lunedì che la dà in vantaggio su Sullivan. Le rilevazioni delle ultime settimane danno i due candidati testa a testa e i principali analisti elettorali americani considerano incerto l'esito della corsa. Il gradimento del presidente è basso in Alaska come nel resto del paese, mentre i prezzi della benzina sono saliti dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran e sono ora tra i più alti degli Stati Uniti.
I repubblicani hanno usato il rimpasto per attaccare la candidata. Nick Puglia, portavoce del comitato repubblicano per il Senato, ha detto in una nota che perfino i consiglieri più vicini a Peltola sanno che la sua campagna, che a suo giudizio mette l'Alaska all'ultimo posto, è una causa persa.
Martedì gli elettori dell'Alaska votano anche per la Camera, dove Nick Begich III cerca un secondo mandato contro l'indipendente Bill Hill, diventato il suo principale sfidante dopo il ritiro del democratico Matt Schultz, che lo ha appoggiato. Si scelgono inoltre i candidati per sostituire il governatore Mike Dunleavy, il repubblicano uscente che non può ricandidarsi per i limiti di mandato.
Se dovesse arrivare al Senato, Peltola potrebbe deludere una parte del suo partito. Kendall prevede che le distanze tra lei e Sullivan sui temi che riguardano da vicino l'Alaska risulterebbero minori di quanto ci si aspetti. "Penso che frustrerebbe parecchio molti democratici, se devo essere onesto. Penso che sarebbe, per i democratici nazionali, quello che Lisa Murkowski è per i repubblicani nazionali", ha detto. "Ci sarà un momento in cui un presidente democratico dirà qualcosa come: voglio trasformare questa grande porzione di Alaska in una riserva naturale, senza caccia, senza pesca, senza sviluppo. Lei si tirerà indietro."
